La Salute Comincia a Tavola

Volte le Spalle al Cibo Spazzatura!

Fa che il cibo sia la tua Medicina e che la Medicina sia il tuo cibo (Ippocrate)

Ciò che per un uomo è cibo può essere il veleno per un altro (Lucrezio)

Si mangia la morte con la prima minestra (Budda)

Credo che anche tu conosca almeno una di queste citazioni. Con antica saggezza la Medicina riconosceva l’importanza dell’alimentazione per il mantenimento della salute e il legame tra cattiva alimentazione e malattia. Anche i nostri nonni conoscevano bene gli effetti di determinate abitudini alimentari e quali fossero i rimedi con erbe e specifici alimenti a determinati sintomi.

Negli ultimi decenni si sta affermando sempre più la consapevolezza di avere il controllo della salute a tavola. I promotori della teoria salutistica alimentare sono stati gli Igienisti Naturali americani, all’inizio del XIX secolo. Nella prima metà del secolo scorso, c’è stata in America la massima diffusione di questa teoria. In Europa, invece aveva messo radici la teoria della Nutrizione Naturopatica, in particolar modo in Germania, Francia, Svizzera, Inghilterra e nei paesi del nord Europa. I due massimi esponenti, rispettivamente, in America ed in Europa dell’alimentazione salutistica e curativa sono stati M. Shelton e C. Cousmine. Entrambi possono essere considerati i massimi esponenti della Medicina Salutistica del secolo scorso. Inoltre, Shelton fu un professionista coraggioso ed infaticabile di immensa levatura morale e culturale, che si estendeva bel oltre le estese conoscenze mediche,  e di una umanità tale che dovette chiudere la sua clinica perché i soldi dei sui pazienti non erano sufficienti a sostenere tutte le spese per assistere chi invece non poteva pagare.

I cultori dell’alimentazione salutistica e curativa, allineati con le Leggi della Natura, professano le regole d’oro della vita ed, in particolare, le buone regole alimentari, in quanto migliori fonti di ottima salute e benessere psicofisico. Tuttavia, l’errata evoluzione degli odierni insegnamenti gastronomici ha addormentato i nostri istinti alimentari e confuso la nostra ragione tanto da farci ingurgitare immonde schifezze che nulla hanno di nutritivo per le nostre cellule.

Mangiando cibi inadatti, contrari alla nostra capacità digestiva e metabolica, si vanno ad alterare le funzioni metaboliche, organiche e psichiche. Noi diventiamo, di fatto, ciò che mangiamo. Mangiando troppe proteine, soprattutto se di origine animale, si diventa aggressivi. La qualità del nostro corpo dipende dalla qualità dei materiali adoperati,  proprio come quella dei muri di una casa dalla qualità dei mattoni. Mangiando troppi grassi, soprattutto se cotti, si diventa troppo letargici e offuscati. Mangiando troppi zuccheri, soprattutto se denaturati, si diventa eccitabili e nervosi.

L’importanza di una corretta alimentazione è ormai promossa ufficialmente nella Medicina  convenzionale a livello di prevenzione e comincia ad essere presa in considerazione come coadiuvante nelle terapie anticancro da molti professionisti accademici, però ancora si è lontani dall’ammettere universalmente il ruolo curativo di una adeguata alimentazione. La dieta alcalina è straordinariamente illuminante su questo ruolo curativo dell’alimentazione.

Purtroppo, le informazioni disponibili sull’alimentazione corretta per garantirci un’ottima salute sono spesso contraddittorie e subordinate dalla schiacciante cultura consumistica che ci spinge al consumo esagerato delle proteine, soprattutto di origine animale, e di cibi ipercalorici che sovraccaricano, inesorabilmente, gli organi emuntori ed intossicano tutto l’organismo

Purtroppo l’antica (ma continuamente nutrita ancora oggi) paura di morire di fame  ci fa compiere le più grosse idiozie.

Se vuoi approfondire le tu tue conoscenze sulla Dieta Alcalina e assicurare alla tua salute tutte le protezioni che le servono, vai ora su ==> Dieta Alcalina. Scopri Cos’è, e i Benefici e leggi tutto in un “boccone”.

Quello che Devi Sapere sull'Acido Cloridrico per la Dieta Alcalina

L’acido cloridrico è assolutamente indispensabile alla vita.

Senza di esso il corpo è incapace di effettuare l’adeguata conversione chimica che porta all’alcalinità. E’ l’unico acido prodotto dal nostro organismo. Tutti gli altri acidi sono sottoprodotti del metabolismo e vengono eliminati il prima possibile.

Le sue funzioni sono varie e vitali. L’acido cloridrico (HCl) è la principale sostanza dello stomaco che partecipa alla scomposizione del cibo. Se non ci fosse, il cibo diventerebbe un ammasso di prodotti acidi di scarto e mal digeriti come l’acido diacetico, lattico, piruvico, urico, carbonico, acetico, butirrico ed epatico. 

Scopriamo l’importanza e le funzioni dell’acido cloridrico

La presenza di tali sostanze, a causa di cibo parzialmente digerito, è sintomo di malattia. L’HCl di solito inizia a diminuire deleteriamente dopo i 40 anni, anche se c’è chi ha riscontrato che si riduce in tutte le età, persino anche in quella infantile.

L’HCl ci tiene in vita conservando il corretto equilibrio alcalino-acido e diventa alcalino dopo aver svolto il proprio compito nel processo digestivo. 

Otto aminoacidi essenziali, due vitamine e quindici minerali dipendono da una adeguata quantità di HCl per il loro assorbimento.

La vitamina B12 e l’acido folico derivanti da fonti alimentari non verrebbero di fatto, assorbiti senza la giusta quantità di HCl nello stomaco. Stranamente la pratica medica ignora la terapia basata sull’HCl ma dispensa generosamente iniezioni a bas di vitamina B12.

L’HCl rappresenta la nostra prima linea di difesa contro i diversi microbi distruttivi che si introducono nel corpo per mezzo del cibo. Esso uccide e digerisce questi invasori pericolosi. Inoltre, smaltisce i sottoprodotti dei rifiuti acidi nocivi originati da combinazioni alimentari scorrette e da cattiva alimentazione aiutando ad eliminarli. Di conseguenza, adeguati livelli di HCl permettono un’elevata riduzione dei depositi acidi tissutali.

Quando nello stomaco l’HCl è presente in misura bilanciata, il pancreas rilascerà l’ormone alcalino, la secretina, in quantità ben definite. La secretina induce il pancreas a produrre grandi quantità di un fluido concentrato a base di bicarbonato altamente alcalinizzante.

Le secrezioni di bicarbonato da parte del pancreas permettono un ambiente dal pH appropriato per l’azione degli enzimi pancreatici. Quando l’acido cloridrico risulta insufficiente, l’ormone colecistochinina (CCK) diminuisce. Il CCK viene prodotto nell’intestino tenue e segnala alla cistifellea di rilasciare la bile necessaria per la scomposizione dei globuli di grasso. In tal modo un HCl inferiore causa un’emissione impropria di bile ed interferisce pericolosamente con l’assorbimento, l’assimilazione e la distribuzione dei nutrienti.

Alcune condizioni osservabili legate alla diminuzione di HCl sono:

  1. Squilibrio di calcio, magnesio e sodio.
  2. Foruncoli, ascessi e formazioni purulente come risultato di carenza di cloro che compone la molecola di HCl.
  3. Flaccidezza muscolare per carenza di proteine.
  4. Tendenza ad edemi e ad asma per congrstionamento con muco acido.
  5. Incapacità di ossidare l’acido lattico nei tessuti.
  6. Incapacità di distruggere sufficientemente i batteri presenti nel cibo.
  7. Disturbi renali come conseguenza di rifiuti in eccesso.
  8. Un pancreas ed un fegato malfunzionanti.
  9.  Un fegato intossicato che può portare all’ipertensione.
  10. Impossibilità di un normale funzionamento per le ghiandole endocrine.
  11. Anidride carbonica in eccesso o in difetto nel sangue, cosa che comporta epilessia o altri disturbi cerebrali.
  12. Una preoccupante carenza di potassio di cui già piccole quantità sono indispensabili per il battito cardiaco ed il funzionamento dei nervi spinali posteriori.

Il punto 12. è particolarmente importante perché i nervi spinali posteriori sono spesso affetti da condizioni tumorali, e alcune ricerche scientifiche, portano a supporre che una mancanza di potassio induce queste crescite tumorali.
Il cloruro di potassio nelle cellule gastriche dello stomaco sembra essere la maggiore fonte della formazione dell’acido cloridrico nel succo gastrico. Per tale motivo, una mancanza di potassio segnala direttamente una insufficiente produzione di HCl, insieme ai suoi sintomi debilitanti.

Il fatto che la medicina convenzionale ignori gli studi sull’insufficienza di acido cloridrico è preoccupante. Intere generazioni hanno visto dei dolori di lieve entità dei propri genitori trasformarsi in gravi malattie che richiedevano trattamenti farmacologici sempre più forti. Esse hanno creduto alla propaganda medica che decantava come questa o quella grave malattia fosse diminuita negli ultimi 10 anni, mentre sempre più casi degli stessi sintomi comparivano in età sempre più inferiore. 

Cosa sta succedendo in verità?

Perché queste malattie croniche, da quelle minori a quelle maggiori, non vengono prese in considerazione?

Negli anni ’30, due medici scoprirono l’immenso valore della terapia con l’HCl. Erano ricercatori molto autorevoli con numerosi studi sull’HCl al loro attivo. Successivamente i due ebbero modo di incontrarsi. Nonostante le pressanti opposizioni da parte della medicina convenzionale, scrissero insieme un libro. In sostanza, ciò che scoprirono nella loro esperienza clinica fu che qualunque malattia poteva essere perlomeno alleviata in maniera consistente (e in molti casi curata) se venivano somministrate quantità idonee di HCl.

Era loro intenzione continuare la ricerca ma non furono scritti ulteriori libri. Questi diligenti e coraggiosi uomini semplicemente scomparvero. Morirono apparentemente in circostanze oscure; la loro incredibile ricerca fu occultata.

Alcuni recenti ricercatori, hanno evidenziato enormi benefici con l’adozione della terapia dell’HCl (sotto forma di betaina cloridrato e/o sostanze alimentari che stimolano naturalmente la produzione di HCl nello stomaco) e come questa circostanza dipenda dal corretto equilibrio alcalino-acido. 

La produzione insufficiente di HCl ed i relativi prodotti di scarto acidi rimangono ancora la causa primaria della nostra cattiva salute: occorre ripristinare l’alcalinità propria dell’organismo se vogliamo sopravvivere, e la prima azione da compiere è l’uso regolare di soluzioni appositamente sviluppate per questo scopo. 

Sappiamo benissimo che la tecnica dello struzzo non è mai stata vincente, pertanto prendi seriamente in considerazione che la prevenzione è la miglior carta a nostra disposizione. Scopri qui sotto HydraMax Pack, il programma sviluppato appositamente per ripristinare l’alcalinità propria dell’organismo!

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Come la Dieta Alcalina Agisce sui 12 Organi e Ghiandole

I nostri organi e le ghiandole funzionano al meglio quando i quantitativi di alcali e acidi presenti nell’organismo sono adeguati.

Il Cuore

Il cuore è uno degli organi del corpo maggiormente alcale-dipendente.

E’ parzialmente innervato dal nervo vago il quale lavora al meglio in un ambiente alcalino. Il cuore pompa circa 490 litri di sangue all’ora e circa 12.300 litri di sangue al giorno.

Il sangue, se contiene tossine, sottopone il cuore ad un grande sforzo. Il battito cardiaco viene alterato dai rifiuti acidi che privano il sangue dell’adeguata ossigenazione danneggiando di conseguenza il cuore. 

Un sistema alcalino permette un funzionamento cardiaco ideale.

I Polmoni

Questi importanti organi hanno il compito principale di mantenerci alcalini attraverso lo scambio gassoso che avviene quando respiriamo eliminando i prodotti di scarto che si formano nel circolo sanguigno .

Un circolo sanguigno sporco o anche solo lievemente acido è premessa di enormi problemi.

Lo Stomaco

Ti consiglio di porre molta attenzione a questo organo, poiché è causa delle disfunzioni gastriche legate allo stato alcalino e acido.

L’ernia iatale, può ridurre molto velocemente la produzione dell’acido cloridrico comprimendo il nevo vago. Senza la necessaria azione di scomposizione del cibo da parte dell’acido cloridrico, il bolo diventa troppo acido, dando luogo a una moltitudine di problemi.

Il Fegato

Questo eccezionale organo svolge qualcosa come 300 funzioni. Innanzitutto, elimina le tossine acide dal sangue, produce numerosi enzimi alcalini per l’organismo ed è la prima linea di difesa contro qualunque sostanza tossica. 

Inoltre, tutti i nutrienti ricavati dal tratto gastrointestinale raggiungono il sangue tramite il fegato. Il carico di lavoro del fegato è molto maggiore quando vi è una costante circolazione di prodotti acidi di scarto nel sangue. Sovraccaricare quest’organo con rifiuti acidi proteici equivale a morte prematura. 

Pertanto, depura il fegato, il “fiume della vita” seguendo i principi alcalinizzanti che trovi su alla fine di questo articolo.

Il Pancreas

Il pancreas dipende molto da una corretta alimentazione alcalina. In compenso, produce enzimi digestivi alcalini e bicarbonato di sodio.

Tutti gli aspetti delle funzioni pancreatiche riducono l’acidità eccessiva. Il pancreas, inoltre, regola l’equilibrio dello zucchero nel sangue che conferisce energia al corpo. Quindi, per consentire il giusto equilibrio glicemico, segui una dieta principalmente alcalinizzante.

L’Intestino tenue

L’intestino tenue svolge molte funzioni e si compone di molte parti indispensabili alla salute. Tra queste le più rilevanti sono le Placche di Peyer, situate nella parte superiore dell’intestino tenue e sono fondamentali per la vita. 

Sono indispensabili per la corretta assimilazione del cibo in tutto l’organismo e rappresentano un importante nesso tra il sistema nervoso autonomo e quello cerebrospinale producendo linfociti nella grande ghiandolare del sistema linfatico. 

Inoltre, producono enormi quantità dell’enzima che è la sostanza tra le più alcalinizzanti prodotta dal corpo.

Ecco perché è importantissimo che il chilo circoli ininterrottamente nell’organismo. Un’eccessiva produzione di rifiuti acidi derivanti da cibo acidificante causa un immenso lavoro per le placche di Peyer e comporta una diminuzione della produzione di chilo.

Da come lavorano queste placche linfatiche dipende la durata della nostra vita. Pertanto possiamo dire: più placche di Peyer efficienti abbiamo, più a lungo vivremo; meno ne funzionano, minori saranno le nostre possibilità di vivere.

Tramite infatti autopsie su persone molto anziane e/o in condizioni debilitate è stato evidenziato un numero di placche di Peyer molto ridotto.

I Reni

Le principali funzioni dei reni sono la formazione e l’eliminazione dell’urina e degli acidi in eccesso. 

In un adulto essi vengono percorsi da circa 1 litro di sangue al minuto. Nel compiere il loro dovere primario, i reni conservano il sangue alcalino e ne estraggono l’albumina acida.

E’ quindi abbastanza chiaro il motivo per il quale non dovrebbero essere sovraccaricati da troppa acidità.

I calcoli renali si compongono di cellule e sali minerali divenuti scarti acidi e strutturalmente amalgamati in una sostanza albuminosa (rifiuto acido). Ecco spiegato perché, se evitate di introdurre nel corpo prodotti acidificanti, le probabilità di una dolorosa condizione causata dall’acidità saranno ridotte.

La Tiroide

Un sistema complessivamente alcalino è della massima importanza per la tiroide come, anche, per quell’organo che essa supervisiona e stimola il cervello.

La ghiandola tiroidea dipende in maniera determinante dallo iodio che aiuta ad eliminare quei rifiuti acidi in eccesso che potrebbero penetrare nel cervello.

La Milza

La milza in ambiente alcalino svolge al meglio il suo difficilissimo compito di rimozione dei globuli sanguigni ormai vecchi.

Un organismo iperacido impedisce pesantemente la funzionalità di questo organo. In questa condizione la milza si ingrossa o semplicemente riduce il proprio lavoro intossicando ulteriormente l’intero organismo.

Le Ghiandole Surrenali

Questi piccoli organi instancabili producono una moltitudine di ormoni che innescano prevalentemente reazioni alcaline. Accanto al loro ruolo di potenziatori di energia, essi assistono anche il fegato ed il pancreas, regolano la glicemia, svolgono in sostanza un’attività alcalinizzante.

Il Sistema Linfatico

Il corpo ha una quantità di vasi linfatici equivalenti al numero di vasi sanguigni e tra le 600 e 700 ghiandole linfatiche. Inoltre, nel corpo circola tre volte più fluido linfatico che sangue, e questo non solo trasporta nutrienti alle cellule ma ne elimina anche i prodotti acidi di scarto.

Il fluido linfatico circola meglio in un contesto alcalino. Quando l’organismo è iperacido , La circolazione linfatica rallenta determinando una delle condizioni più croniche, permanenti e minacciose per la vita. Lentamente la linfa si secca ed inizia a dar luogo a delle aderenze, piccole o grandi, su tutti i tessuti.

Queste aderenze possono disturbare non solo il flusso linfatico ma anche quello sanguigno. Si pensa che la maggioranza delle persone sia interessata da questi blocchi, molti dei quali originatisi in giovane età. 

E’ incredibile vedere l’enorme quantità di malattie che dipendono da un flusso linfatico ostacolato e dall’aumento dell’acido tissutale accumulato.

Sebbene secondo la medicina poche di queste malattie vengono diagnosticate come provocate dal sistema linfatico, un’attenta analisi dei sintomi pregressi mostrerà inevitabilmente la presenza di complicanze legate al flusso linfatico.

I prodotti acidi di scarto raggiungono i tessuti quasi sempre a causa dell’intossicazione della linfa e del sangue. Questi sottoprodotti molto più acidi si depositano nei tessuti endoteliali ed epiteliali della pelle, ghiandole ed organi.

La gran parte dei rifiuti acidi tissutali vengono smaltiti mediante la grande circolazione sanguigna e linfatica. Se non si beve a sufficienza acqua alcalina ionizzata la linfa rallenterà.

I prodotti di scarto alimentari che non vengono adeguatamente eliminati sono riassorbiti dal grande circolo attraverso i dotti linfatici dell’intestino tenue.

Inoltre, si avranno dei riassorbimenti causati dalle incomplete evacuazioni intestinali quotidiane.

Il Colon

Nel colon non deve esserci alcun accumulo di rifiuti acidi. Le tossine se si raccolgono sulle pareti del colon possono provocare diarrea o stitichezza e possono essere riassorbite dal flusso sanguigno.

Quando non avviene una corretta evacuazione intestinale almeno 2 volte al giorno, mangia del cibo avente effetto lassativo oppure prendi un lassativo alle erbe.

Io raccomando a tutti almeno una pulizia del colon e di tutto l’apparato gastrointestinale almeno una o due volte all’anno.

Il cancro al colon è il cancro assassino numero 1. La maggior parte delle malattie iniziano dal colon a causa dell’alimentazione, assimilazione ed escrezione improprie. 

Sempre da questo blog, ti invito caldamente di leggere con molta attenzione l’articolo Conosci il COLO-VADA PLUS PROGRAM 2 per disintossicare il tuo organismo?

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Dove è Immagazzinata la Nostra Riserva Alcalina?

La grande riserva alcalina è il conto bancario del corpo.

A molti di voi sarà venuto da chiedersi come e dove il nostro organismo crei le riserve di minerali che poi utilizza per svolgere tutte le sue funzioni.

In questo articolo lo andremo a scoprire.

La grande riserva alcalina

La grande riserva alcalina è dove il corpo può attingervi in qualunque momento per prelevare elementi alcalini necessari per la neutralizzazione degli acidi.

Dal punto di vista biochimico, la riserva alcalina agisce come un tampone per conservare l’equilibrio alcalino-acido necessario. Il sangue lavora entro parametri molto ristretti (con un pH che oscilla tra 7,35 e 7,45 e quando non riesce a rispettare tale equilibrio, immediatamente, si manifesta la malattia. Il corpo farà qualunque cosa in suo potere per rientrare in questi parametri.

Possiamo aiutare meglio questo sforzo del sangue monitorando la nostra saliva e l’urina mantenendone i valori entro determinati limiti. 

Per esempio, di primo mattino la saliva e l’urina dovrebbero aggirarsi intorno al pH 6,5-7,5. Se le rilevazioni mostrano un pH inferiore a 6,5 siamo troppo acidi. Letture con pH superiore a 7,5 sono eccezionalmente accettabili, sia per la saliva che per l’urina, se sporadiche; ma rilevazioni costanti superiori a 7,5 sono indice di deterioramento tissutale. 

Un pH superiore a 8,0 diventa una situazione serie poiché rivela che l’organismo si trova in una condizione estremamente acida e che sta producendo ammoniaca per compensarla. 

A mio parere un pH di 6,5, sia nella saliva che nell’urina, è l’ideale. Tale valore sembra corrispondere al giusto equilibrio di tutti i sistemi organici e ad un’azione detossicante costantemente in corso. 

Dopo la digestione, il cibo viene trasferito ai tessuti, dove viene ossidato. I sali dell’acido carbonico (KHCO3 – Na HCO3 – ecc.) derivanti dagli elementi alcalini reagiscono con l’acido circolante, lo tamponano e rilasciano acido carbonico debole. Questo acido carbonico debole viene subito eliminato tramite i polmoni sotto forma di anidride carbonica e acqua. 

Gli elementi minerali, sia alcalini che acidi, vengono quindi liberati. Se gli elementi alcalini e acidi vengono liberati in egual misura, quelli alcalini neutralizzano all’istante quelli acidi. In caso contrario, gli elementi acidi vengono neutralizzati dalla grande riserva alcalina. Pertanto, occorre che nel corpo ci sia sempre una disponibilità abbondante di alcali da accantonare come riserva.

Quando introduciamo più minerali alcalinizzanti di quelli necessari al momento, la quantità in eccesso viene immagazzinata nei tessuti corporei per gli usi futuri.

Il corpo non risponde di una quantità infinita di di ioni bicarbonato per contrastare tutte le esigenze fatte contro il suo equilibrio alcalino-acido. La riserva alcalina è solo un sistema di supporto limitato per impedire di intossicarci quando assumiamo continuamente alimenti troppo acidificanti.

Cosa regola la riserva alcalina

Quando vengono assunti troppi alimenti acidificanti (sopratutto cibi fritti e lavorati industrialmente), il corpo si ammala. Nella sua meravigliosa forza l’organismo farà qualsiasi sforzo possibile per bilanciare questo stato di scompenso espellendo il più velocemente possibile tutti i residui acidificanti. Ma quando questa riserva alcalina è esaurita, sopraggiunge la morte.

Per rifornire e sostenere le riserve alcaline bisogna seguire la regola dell’80/20 ossia assumere per l’80% dell’alimentazione cibi alcalinizzanti e per il 20% quelli acidificanti.

La ricerca, l’esperienza clinica e le conoscenze dei grandi maestri della nutrizione hanno confermato nuovamente la validità di questa proporzione ideale in termini percentuali di 80/20. Infatti, i medici esperti dell’antichità, come Ippocrate, indicavano questa proporzione per guarire concretamente da ogni condizione patologica nota.

Seguendo le raccomandazioni alimentari di Ippocrate secondo i parametri biochimici attuali, è risultato che rispecchiavano la stessa proporzione: 80/20. Per attenersi ad essa bisogna mangiare ogni giorno 8 su 10 alimenti scelti tra i cibi alcalinizzanti che verranno trattati in futuro, quindi continua a seguirmi per scoprire in dettaglio quali sono. 

Equilibrando il consumo alimentare seguendo la regola dell’80/20 le riserve alcaline del corpo non diminuiranno.

I suggerimenti di questi articoli sono adottabili da almeno il 99,85% della popolazione mondiale. Tuttavia, ci sono delle eccezioni che riguardano il restante 0,15%.

Con un ambiente più caldo e secco, il corpo produce più reazioni acidificanti. I cibi alcalinizzanti hanno un effetto rinfrescante sull’organismo e vengono digeriti velocemente. Pertanto, le persone che vivono in zone climatiche molto calde, secche e desertiche, come il Sahara, hanno bisogno di una dieta alcalinizzante (per il 90%).

Più l’ambiente è freddo e umido, più l’organismo reagisce in modo riscaldante. Le carni naturali hanno un effetto riscaldante sull’organismo e vengono digerite lentamente. Pertanto, chi vive in zone climatiche, fredde e umide, vicine ai poli Nord e Sud, durante i lunghi inverni ha bisogno per l’80% di alimenti a base di carni naturali acidificanti. Durante le stagioni polari più calde occorrerebbe ridurre l’assunzione di alimenti alcalinizzanti al 50%.

Per fortuna madre natura è molto saggia. Indipendentemente da dove viviamo, essa produce gli alimenti fondamentali in grado di rispondere ai bisogni dettati dall’equilibrio alcalino-acido. Per esempio, nell’antartico ci sono gli animali necessari a soddisfare il bisogno di acidi. Nel deserto del Sahara, invece, esistono i datteri ed altra frutta per soddisfare il bisogno di alcali.

Come creare la propria riserva alcalina

Sfortunatamente gli alimenti di cui oggi ci nutriamo non hanno più sufficienti sostanze nutritive fondamentali per la nostra salute. Queste lacune nutrizionali hanno portato al 90% delle patologie esistenti attualmente nel mondo occidentale.

La linea di programmi CorAlkaLine colma queste lacune nutrizionali, e per iniziare un percorso di alcalinizzazione mediante l’impiego dei giusti minerali ti suggerisco l’apposito programma HydraMax Pack.

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Dieta Alcalina. Scopri Cos'è, e i Suoi Benefici

La dieta alcalina si basa sul principio che la sostituzione di alimenti che formano acido, con cibi alcalini può migliorare la tua salute.

Cos’è la Dieta Alcalina?

La dieta alcalina è anche conosciuta come la dieta acido-alcalina o la dieta delle ceneri alcaline.

La premessa è che la tua dieta può alterare il valore del pH – la misurazione dell’acidità o dell’alcalinità – del tuo corpo.

Il tuo metabolismo – la conversione del cibo in energia – è talvolta paragonato al fuoco. Entrambi comportano una reazione chimica che rompe una massa solida.

Tuttavia, le reazioni chimiche nel tuo corpo avvengono in modo lento e controllato.

Dieta alcalina - Coralkaline

Quando le cose bruciano, rimane un residuo di cenere. Allo stesso modo, i cibi che mangi lasciano un residuo di “cenere” noto come rifiuto metabolico.

Questo rifiuto metabolico può essere alcalino, neutro o acido. Questi rifiuti metabolici possono influenzare direttamente l’acidità del corpo.

In altre parole, se mangi cibi che lasciano cenere acida, rende il tuo sangue più acido. Se mangi cibi che lasciano cenere alcalina, rende il sangue più alcalino.

Secondo il principio della cenere acida, questa cenere acida ti rende vulnerabile a molteplici malattie, mentre la cenere alcalina è considerata protettiva.

Scegliendo più alimenti alcalini, dovresti essere in grado di “alcalinizzare” il tuo corpo e migliorare la tua salute.

I componenti alimentari che lasciano una cenere acida includono proteine, fosfato e zolfo, mentre i componenti alcalini includono calcio, magnesio e potassio.

Alcuni gruppi alimentari sono considerati acidi, alcalini o neutri:

  • Acido: carne, pollame, pesce, latticini, uova, cereali, alcool
  • Neutro: grassi naturali, amidi e zuccheri
  • Alcalino: frutta, noci, legumi e verdure

Livelli di pH normali nel tuo corpo

Quando si parla della dieta alcalina, è importante capire che cosa è il pH.

In parole povere, il pH è una misura che indica quanto una sostanza sia acida o alcalina.

Il valore del pH varia da 0 a 14:

Acido: 0,0–6,9
Neutro: 7.0
Alcalino (o basico): 7,1-14,0

Molti sostenitori della dieta alcalina suggeriscono di monitorare il pH delle proprie urine per assicurarsi che sia alcalino (oltre 7) e non acido (inferiore a 7).

Tuttavia, è importante notare che il pH varia notevolmente all’interno del tuo corpo. Mentre alcune parti sono acide, altre sono alcaline – non esiste un livello impostato (leggi articolo Le Cose che Devi Assolutamente Sapere sugli Effetti di Una Dieta Acida o Alcalina).

Lo stomaco è carico di acido cloridrico, che gli dà un pH di 2-3,5, che è altamente acido. Questa acidità è necessaria per abbattere il cibo.

D’altra parte, il sangue umano è sempre leggermente alcalino, con un pH di 7,36–7,44.

Quando il pH del sangue non rientra nell’intervallo normale, può essere fatale se non viene trattato velocemente.

Tuttavia, ciò accade solo durante alcuni stati patologici, come la chetoacidosi causata da diabete, fame o assunzione di alcol.

Il cibo influisce sul pH delle urine, ma non sul sangue

È fondamentale per la tua salute che il pH del sangue rimanga costante.

Se dovesse scendere al di fuori dell’intervallo normale, le cellule smetterebbero di funzionare e morirebbero molto rapidamente se non trattate.

Per questo motivo, il tuo corpo ha molti modi efficaci per regolare da vicino il suo equilibrio del pH. Questo è noto come omeostasi acido-base.

In effetti, è quasi impossibile per il cibo modificare il valore del pH del sangue nelle persone sane, anche se possono verificarsi piccole fluttuazioni nell’intervallo normale.

Tuttavia, il cibo può modificare il valore del pH delle urine, anche se l’effetto è alquanto variabile.

L’escrezione di acidi nelle urine è uno dei modi principali in cui il corpo regola il pH del sangue.

Se mangi una grande bistecca, l’urina sarà più acida alcune ore dopo poiché il tuo corpo rimuove i rifiuti metabolici dal tuo sistema.

Pertanto, il pH delle urine è un cattivo indicatore del pH corporeo complessivo e della salute generale. Può anche essere influenzato da fattori diversi dalla dieta.

E’ vero che il tuo corpo regola l’equilibrio del pH grazie all’omeostasi acido-base, ma per fare questo deve attingere dalle sue riserve di minerali, che a lungo andare con l’età si riducono drasticamente.

Alimenti che formano l’acido e osteoporosi

L’osteoporosi è una malattia ossea progressiva caratterizzata da una diminuzione del contenuto minerale osseo.

È particolarmente comune tra le donne in postmenopausa e può aumentare drasticamente il rischio di fratture.

Per mantenere un pH del sangue costante, il tuo corpo assuma minerali alcalini, come il calcio dalle ossa, per tamponare gli acidi degli alimenti che formano l’acido che mangi.

Secondo questo principio, le diete che formano l’acido, come la dieta occidentale standard, causano una perdita di densità minerale ossea.

Diete ancestrali e alcalinità

L’esame della teoria acido-alcalina da una prospettiva sia evolutiva che scientifica ha comunque degli oppositori.

Uno studio ha stimato che l’87% degli umani pre-agricoli (paleolitico = 2,5 milioni di anni fa) ha mangiato diete alcaline e costituisce l’argomento centrale dietro la dieta alcalina.

Ricerche più recenti approssimano che la metà degli umani pre-agricoli ha mangiato diete nette alcaline, mentre l’altra metà ha mangiato diete nette che formano acido.

Tieni presente che i nostri antenati vivevano in climi molto diversi con accesso a cibi diversi. In effetti, le diete che formano l’acido erano più comuni quando le persone si spostavano più a nord dell’equatore, lontano dai tropici.

A sostegno della dieta alcalina, c’è da dire che la dieta nel paleolitico si basava su quegli alimenti che l’essere umano aveva consumato dai tempi più remoti: cibi ricchi di proteine, frutta/verdura cruda in abbondanza, frutta secca, acqua pura e alcalina.

Niente cereali, latticini e legumi, introdotti solo 10.000 anni fa con l’introduzione dell’agricoltura e non compatibili col nostro DNA, che si è strutturato per milioni di anni senza questi alimenti.

Infatti, secondo gli studi di genetica, ci vogliono almeno 30.000 anni per avere degli adattamenti umani ai nuovi cibi, ma purtroppo ne sono appunto passati solo 10.000.

Perché integratori “Alcalini”?

Che senso ha assumere degli integratori che nel paleolitico sicuramente non esistevano?

Gli animali di cui ci nutrivamo allora erano tutti al pascolo quindi avevano un contenuto di acidi grassi buoni e di vitamine molto alti, che sono sostanze nutritive fondamentali per la nostra salute.

Il 90% della carne che mangiamo adesso è allevata a cereali che non contengono Omega 3 e certe vitamine come la K, conseguentemente anche le nostre bistecche non ne contengono più.

Stesso problema col pesce, che in maggioranza è di allevamento e nutrito non di certo come lo sarebbe in natura. Oppure pesce ormai ricco di mercurio.

Non parliamo della frutta e verdura che arriva al nostro tavolo praticamente cruda e quindi priva di nutrienti, ma intrisa di fertilizzanti e antiparassitari.

Queste lacune nutrizionali hanno portato al 90% delle patologie esistenti attualmente nel mondo occidentale come malattie autoimmuni, diabete, aterosclerosi, cancro, ecc. 

La linea di programmi “CorAlkaLine” colma queste lacune nutrizionali causate dagli allevamenti intensivi, dall’agricoltura infestante e dalla civiltà moderna, con dei programmi “Totalmente Naturali”.

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Le Cose che Devi Assolutamente Sapere sugli Effetti di Una Dieta Acida o Alcalina

Cosa significa esattamente essere alcalino e acido?

I tanti nomi che si danno alle malattie non hanno, in realtà, importanza.

Quello che conta è che tutte derivano dalla stessa causa fondamentale: un eccesso di rifiuti acidi nei tessuti dell’organismo!

Come si fa a sapere se il corpo è troppo acido?

Bisogna fare l’esame del sangue, dell’urina e della saliva?

Ad oggi, nessun esame è in grado mi misurare con precisione il tuo livello di acidità perché gli attuali metodi diagnostici rivelano solo che ci sono rifiuti acidi nei fluidi corporei (sangue, linfa, urina, muco e saliva). 

Questi esami non forniscono mai una misura certa di quanti rifiuti acidi siano, di fatto siano presenti nel corpo.

Sebbene i fluidi continuano a circolare nei tessuti, nel tentativo di rimuovere i rifiuti acidi in eccesso, non è possibile valutare lo stato dei tessuti organici (pelle, organi, ghiandole, muscoli, legamenti, arterie e vasi sanguigni).

Purtroppo, i rifiuti acidi, che non vengono eliminati completamente sono riassorbiti attraverso il colon nel fegato, per poi ritornare in circolazione. In seguito, possono di nuovo depositarsi nei tessuti. 

E’ dalle quantità di questi residui acidi nei tessuti che dipende la malattia o la salute!

Bisogna iniziare a scoprire quali sono i rifiuti presenti nell’organismo e iniziare un processo di autoalcalinizzazione liberando il corpo.

Il risultato sarà il miglioramento dello stato di salute, energia e forza che ti permetterà di godere appieno la vita.

Vedi la cosa in questo modo: troppa acidità nel corpo significa ad avere poco olio nel motore della tua auto. Quando questa, in un sonnolento pomeriggio domenicale, all’improvviso rallenta fino a fermarsi, sei decisamente nei guai. Per il tuo corpo vale la stessa cosa. 

Nel corso della nostra vita, ad un certo punto, il corpo inizia a scricchiolare fino a bloccarsi da qualche parte e ci si ritrova con un malore. 

Osservo come persone di tutte le classi sociali e diversi stili di vita soffrano a causa di questo eccesso. E’ la rovina per i ricchi come per i poveri, per i giovani come per gli anziani, sia per i mangiatori di carne che per i vegetariani che non ne sono esenti. Tutti sono esposti in egual modo ai lenti effetti dell’acidosi.

I medici si sentono dire: “Ormai non mi sento più come uno o due anni fa. Suppongo che stia perdendo colpi perché sto invecchiando”. (e questo viene detto con un sorriso o un’amara risata.)

“Quanti anni ha?”

“Ventisei.”

Ora penserai che non sia possibile sentire parlare in questo modo qualcuno così giovane. Invece, questa scena si presenta con persone di tutte le età.

Oppure capita di sentire questa frase:

“Dottore, i miei muscoli sono rigidi e dolenti. Mi sembra di non riuscire più a reggere una giornata di lavoro come prima. Mi sento troppo indolenzito.”

  “Da quando ha notato di sentirsi così?”

“Questa sensazione si è aggravata lentamente a partire da, più o meno 5 anni fa. Penso che si tratti di artrite o reumatismi.”

  “Quindi è iniziato tutto intorno a 40 anni?”

“Eh sì, si sa che quando si arriva ai 40, si cade a pezzi”.

La convinzione che sta alla base di questa affermazione, oggi è così diffusa da diventare quasi un’ossessione.

Ciò che rattrista è che la concezione che abbiamo di assistenza sanitaria alimenta questa convinzione negativa. Molti credono che sia inevitabile soffrire di questi dolori o disturbi. Alla fine, è stato così per i nostri genitori i quali si sono imbottiti di ogni possibile sostanza chimica acidificante, per stimolare artificialmente le ghiandole, giusto per un paio di orette. E quando una medicina non funzionava ed il dolore ritornava, si prendeva un’altro farmaco.

Prima di tutto, vediamo cosa si può fare per prevenire ed alleviare i problemi di salute creati dagli squilibri del pH cominciando a capire in modo semplice i principi di base dell’alcalinità e acidità.

Una parte dei minerali presenti nei cibi, dopo essere stati metabolizzati viene eliminata come scarto alcalino o acido attraverso l’urina. I metodi di misurazione che sono utilizzati oggi si riferiscono ad un corpo perfettamente sano ma, dal momento che non si trovano molte persone ideali, è quasi impossibile definire con certezza i valori corretti dei minerali eliminati con l’urina.

Inoltre, considera che essendo ogni persona diversa, nell’assumere sostanze alcalinizzanti, ognuno si libera di una quantità soggettiva di tossine acide che possono far parte anche di quelle vecchie depositate nei tessuti.

 Quindi, nell’urina potrebbero essere mescolati residui minerali acidi, proveniente da depositi precedenti che altererebbero una lettura ideale.

Minerali Alcalinizzanti

Un altro fattore dell’equazione alcalino-acida è il modo come l’organismo trasforma i minerali alimentari. Alcuni minerali sono acido-leganti, cioè che si legano chimicamente alle tossine acide, rilasciando nella saliva e urina dei residui alcalini.

I minerali acido-leganti o alcalinizzanti sono: calcio, magnesio, sodio, potassio, ferro e manganese.

Gli alimenti o bevande che li producono normalmente, contengono residuo alcalino e per questo vengono chiamati alcalinizzanti.

Minerali Acidificanti

Altri minerali sono alcale-leganti ovvero si uniscono chimicamente ai minerali della riserva alcalina e rilasciano un residuo acido nella saliva e nell’urina.

I minerali alcale-leganti o acidificanti sono: fosforo, zolfo, cloro, iodio, bromo, fluoro, rame e silicio. 

Gli alimenti o bevande che li producono normalmente, contengono un residuo acido e per questo vengono chiamati acidificanti.

Dico normalmente perché stiamo considerando delle persone reali, non un semplice contenitore di sostanze come qualcuno vorrebbe farci credere. Stiamo parlando di una personale reale che prova ha dei sentimenti e che prova delle emozioni, che a loro volta provocano delle reazioni ormonali.

Prendiamo per esempio il caso di una persona che apparentemente sembra essere molto solida e nel pieno controllo della sua vita. Potrebbe sembrare un esempio della filosofia alcalinizzante mentre nella realtà risulta essere in un calderone di emozioni incontrollate. In questo caso, una sostanza potenzialmente alcalinizzante presente nella saliva e nell’urina potrebbe non comportarsi per niente come ci si aspetterebbe. Infatti, potrebbe formare prodotti acidi di scarto più velocemente di quanto qualsiasi cibo alcalinizzante sia in grado di neutralizzare. Questo accade perché tutte le sostanze ingerite ma anche tutte le altre condizioni fisiche, emotive e mentali formano un residuo alcalino o acido.

A cosa servono nel corpo gli alcali e gli acidi?

Questi minerali forniscono o sottraggono energia al corpo.
Sotto il profilo energetico del corpo seguono due definizioni:

  • Una reazione è alcalinizzante quando fa aumentare l’energia dell’organismo e lascia un residuo alcalino nell’urina.
  • Una reazione è acidificante quando fa diminuire l’energia dell’organismo e lascia un residuo acido nell’urina.

A stabilire che una sostanza sia alcalina o acida è il suo pH (potential Hydrogen, potenziale d’idrogeno) che misura il numero di ioni idrossili (OH-) di carica negativa e alcalinizzanti contrapposti alla quantità di ioni idrogeno di carica positiva (H+) e acidificanti.

Il pH misura quanto gli ioni di carica negativa (alcalinizzanti) e quelli di carica positiva (acidificanti) si attraggono gli uni con gli altri (effetto magnetico). Pertanto, le reazioni alcalinizzanti ed acidificanti sono semplicemente di origine elettromagnetica. Ciò significa che pure noi siamo un sistema di reazioni elettromagnetiche ben organizzate. 

“Siamo degli esseri vibranti”. Più forti sono queste vibrazioni, più siamo sani. L’intensità dell’elettricità corporea cambia esattamente in maniera proporzionale alla quantità di sostanze alcalinizzanti ed acidificanti presenti nel nostro corpo.

Molte ricerche specialistiche confermano che la coincidenza del pH dell’urina e della saliva (6,4-6,5) riflette lo stato ottimale del corpo umano. Tuttavia, testare questi valori ad intervalli frequenti nell’arco della stessa giornata lavorativa risulta spesso impraticabile.

A mio parere, i rifiuti acidi aggrediscono le articolazioni, i tessuti, i muscoli, gli organi e le ghiandole causando disfunzioni di grado diverso. Quando aggrediscono le articolazioni, potresti sviluppare l’artrite. Quando aggrediscono i muscoli, potresti iniziare a soffrire di miofibrosi. Quando aggrediscono gli organi o le ghiandole, potrebbero comparire una miriade di malattie.

I rifiuti acidi predispongono il terreno alla comparsa di qualunque infezione insidiosa, dal semplice raffreddore al cancro.

Il mio scopo è di mostrare come sostanze e situazioni alcalinizzanti determinano risultati elettrochimici energizzanti e rinvigorenti che conducono ad una salute ottimale.

Per iniziare un processo di autoalcalinizzazione, si deve cominciare da una corretta idratazione con prodotti che liberano il tuo corpo dai rifiuti acidi accumulati negli anni. Il programma HydraMax Pack, che ti invito a provare al più presto, è stato sviluppato per assolvere questo compito.

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17 Segni che rivelano l’acidità del corpo e i 9 modi per alcalinizzarlo rapidamente

Un corpo acido è un corpo malsano. Quando il corpo è acido, crea un ambiente indesiderato in cui prosperano malattie, batteri e lieviti.
Per neutralizzare e rimuovere l’acidità esso preleva minerali da organi vitali e ossa, di conseguenza importanti riserve minerali come calcio, sodio, potassio e magnesio saranno ridotte provocando danni e acidosi.

La maggior parte degli alimenti che consumiamo favoriscono l’acidità, come latticini, cereali, carne e zucchero. Poiché il corpo accumula costantemente gli scarti acidi del metabolismo, questi rifiuti devono essere neutralizzati o espulsi in qualche modo. Al fine di neutralizzare gli acidi, il tuo corpo ha bisogno di cibi alcalini.

Nella seguente lista troverai vari sintomi causati dall’acidosi (squilibrio del pH) :

  • Carie e gengive sensibili o infiammate
  • Difese immunitarie basse
  • Lombalgia, sciatica, torcicollo
  • Problemi respiratori, mancanza di respiro, tosse
  • Infezioni fungine
  • Energia bassa e stanchezza cronica
  • Danni cardiovascolari, costrizione dei vasi sanguigni e riduzione di ossigeno
  • Problemi al cuore, aritmie, tachicardia
  • Peso, obesità e diabete
  • Problemi alla vescica e infezioni renali
  • Eccesso di radicali liberi
  • Invecchiamento precoce
  • Nausea, vomito, diarrea
  • Osteoporosi, ossa fragili e deboli, fratture, speroni ossei
  • Mal di testa, confusione, sonnolenza
  • Dolore alle articolazioni, dolori muscolari, accumulo di acido lattico
  • Allergie, acne

Il corpo è in grado di equilibrare il pH?
Si, è possibile, ma lo fa ad un prezzo.

Il pH normale dei tessuti e fluidi del corpo umano (tranne lo stomaco) è leggermente alcalino. Il valore pH più critico è quello del sangue. Tutti gli altri organi e fluidi oscilleranno nei loro range in maniera da mantenere il sangue in valori di pH ristretti tra 7.35 e 7.45 (leggermente alcalino). Il corpo crea costantemente aggiustamenti nel pH di tessuti e fluidi per mantenere questo strettissimo range numerico del sangue.
Ad esempio se il corpo diventa troppo acido, il sangue preleverà componenti alcalini dal sistema digestivo dell’intestino tenue, causando difficoltà nella digestione. Quindi il corpo può regolare da solo il pH, ma lo fa a spese di altre parti del corpo.

Inizia a conoscere il pH
Il test del pH è importante perché permette di ottenere una rappresentazione numerica del livello attuale di acidificazione del corpo. Un pH medio sano può variare da 6,75- 7,25. Il valore ottimale del pH di urine e saliva è di 7.2. Per conoscere il proprio pH vanno testate le urine e la saliva al mattino appena alzato.

Non tutti i cibi acidi si distinguono dal gusto.

Ad esempio molti pensano che il limone sia acido, viene classificato come un frutto acido, ma in realtà si trasforma in alcalino. Sebbene possa sembrare che gli agrumi abbiano un effetto acido sul corpo, l’acido citrico che contengono ha un effetto alcalino sull’organismo e trasforma l’anidride carbonica in acqua.

I principali minerali alcalinizzanti sono: calcio, ferro, magnesio, potassio e sodio. Gli alimenti ad alto contenuto di questi minerali sono considerati alcalini. La maggior parte degli alimenti contengono minerali sia acidi che alcalini. Se i minerali acidi contenuti in un alimento sono maggiori di quelli basici, possono essere considerati acidi e viceversa. Prendere il magnesio al mattino ha molti benefici, tra cui quello di alcalinizzare il corpo.

I limiti del corpo
Il corpo pone dei limiti per compensare lo squilibrio acido. Quindi l’alimentazione ha un ruolo fondamentale nella manutenzione dell’equilibrio acido-basico. Molte malattie e disturbi generici sono il risultato di un tentativo del corpo per riequilibrare l’ambiente interno.
In generale, se la dieta comprende troppi cibi acidi, come il consumo elevato di carne, cereali, latticini e zuccheri, il corpo diventa acido. Se invece consumiamo troppi cibi alcalini come succhi verdi, frutta e verdura, il corpo diventerà alcalino.

Cibi acidificanti e alcalinizzanti
E’ importante rendersi conto che il modo in cui il corpo risponde a vari alimenti ingeriti dipende dal tipo di pH dominante. Se è a prevalenza ossidativa, frutta e verdura lo faranno diventare più acido, mentre le proteine lo renderanno più alcalino. Se invece tende verso un sistema nervoso autonomo (ANS) le proteine causeranno acidità mentre frutta e verdura lo renderanno basico.

Come migliorare la tua alcalinità
Controlla regolarmente il pH. Puoi utilizzare la sua cartina tornasole disponibile in qualsiasi farmacia per testarlo.

  • Bevi molta acqua (possibilmente alcalina). Alcuni medici che conosco mi hanno detto che dando acqua alcalina ai loro pazienti hanno accelerato notevolmente i tempi di guarigione. (Lauretana, San Anna, Plose, Levico…)
  • Non mescolare troppi cibi insieme, e cerca di non assumere proteine e carboidrati nello stesso pasto.
  • Assumi degli integratori di minerali alcalini come il magnesio CORAL-MAGNESIUM oppure integratori specifici come CORAL-MINE e MICROHYDRIN.
  • Cercare di non consumare cibi a base di zucchero e farina.
  • Elimina bevande gassate e zuccherate, caffè, alcolici.
  • Dai la preferenza a tisane ed estratti di frutta e verdura. Gli estratti delle foglie verdi sono i più alcalinizzanti.
  • I latticini sono i cibi più acidificanti in assoluto, quindi evita gli yogurt se sei acido.
  • Fai attività fisica costante ma senza esagerare.
  • Respira profondamente.
  • L’ossigeno ricarica di energia le cellule e alcalinizza, ma la nostra respirazione quotidiana è corta e breve.
  • E’ possibile migliorare la respirazione eseguendo delle tecniche yoga.
  • Prediligi molta frutta e verdura fresche e aggiungi una insalata verde ad ogni tuo patto. Cerca di evitare cibi troppo trasformati e industriali.

Quello che mangi fa la differenza e appena comincerai a sentirti meglio la tua energia aumenterà e apprezzerai i frutti dei tuoi sforzi.
Non vi è alcun dubbio sul fatto che gli alimenti abbiano un impatto diretto sulla tua salute generale. Ann Wigmore, la fondatrice del rinomato Hippocrates Health Institute afferma che “L’alimentazione può essere la più potente medicina, o la forma più lenta di veleno”.

 

 

L’importanza dell’equilibrio acido-base: la problematica acidosi.

Il livello di acidità (pH) è uno dei più importanti per il mantenimento di un buon stato di salute. I liquidi organici sono tutti leggermente alcalini, i loro valori vanno da pH 7,1 (la saliva di un uomo sano) a 8,8 (i succhi pancreatici). Il sangue necessita di un pH costante di 7,4, al di sotto del quale appaiono fenomeni di acidosi, al di sopra, di alcalosi.

SOSTANZE ACIDE = quelle che rilasciano ioni d’Idrogeno;

SOSTANZE BASICHE = quelle che legano ioni d’Idrogeno.

L’organismo umano richiede energia: il cibo che mangiamo e l’ossigeno che  respiriamo ci forniscono tutti i giorni l’energia per lavorare, camminare, parlare, pensare o, semplicemente, vivere. Per  trasformare gli alimenti e l’ossigeno in nutrizione ed energia, l’organismo produce scorie metaboliche acide che vengono eliminate attraverso le urine, le feci, il sudore ma anche attraverso la respirazione. Molte fra queste scorie metaboliche acide vengono trasmesse agli organi escretori attraverso il sangue.  

L’equilibrio acido-base 

Il sangue, leggermente, alcalino, è in grado di neutralizzare quantità definite di scorie metaboliche acide. Quando queste aumentano, esse devono essere neutralizzate in altro modo. I minerali alcalinizzanti come potassio, calcio e magnesio, e i sistemi tampone provvedono a questa funzione, mantenendo l’equilibrio acido-base nell’organismo. Quando le quantità di scorie metaboliche acide superano quelle che il nostro organismo è in grado di eliminare, insorge l’acidosi, ovvero un sovraccarico di sostanze acide “parcheggiate” in alcuni tessuti, aree di riserva, in attesa di neutralizzazione e smaltimento.

In questo modo gli organi interessati allo smaltimento delle scorie metaboliche acide in eccesso si sottopongono a continui stress organici che, a lungo andare, li deteriorano.

Ecco, dunque, che risulta sempre più importante mantenere in ottima salute l’intestino, centro nevralgico che contiene oltre il 70% delle difese immunitarie, e gli altri organi-tampone (rene, sangue e polmoni), deputati a eliminare scorie metaboliche acide attraverso l’urina, il sudore e la respirazione.

Superfluo aggiungere che per via soprattutto di una scorretta alimentazione, la stragrande maggioranza degli uomini ha una prevalente propensione all’Acidosi.

Il nostro corpo, tuttavia, è in grado d’innescare innumerevoli dispositivi per bilanciare (tamponare, neutralizzare) le sostanze acide eccedenti, anche se a discapito delle scorte alcaline del nostro organismo (Sodio, Calcio, …). Sono alcalinizzanti i minerali quali il Calcio, il Ferro, il Magnesio, il Potassio, il Sodio mentre sono acidificanti il Cloro, il Fosforo, lo Zolfo.


L’importanza degli alimenti alcalinizzanti.

La dieta dei paesi industrializzati, sempre più povera di alimenti alcalinizzanti, ma anche la vita sedentaria con scarsa ossigenazione dei tessuti, lo stress fisico e psichico, l’assunzione di farmaci (antinfiammatori) e una flora intestinale non equilibrata possono portare a un accumulo di scorie metaboliche acide. Anche l’alcool e il fumo aumentano sensibilmente la quantità di scorie metaboliche acide che devono essere eliminate. Infine, l’attività sportiva particolarmente intensa o stressante può generare l’accumulo di sostanze acide con conseguente formazione di acidosi tissutale.

Ma l’importanza di controllare l’equilibrio acido-basico attraverso l’assunzione di alimenti alcalinizzanti risulta chiara se pensiamo che nel corso della propria vita una persona mangia circa 30 tonnellate di alimenti solidi corrispondenti a circa 78.840 pasti (con “caffè + spuntini” = 105.120 pasti).

Per mangiare (30 min. A pasto) impieghiamo circa 6 anni della nostra esistenza!

Una dieta non corretta è quindi il primo fattore predisponente all’acidosi. Nel corso degli ultimi decenni, l’alimentazione normale si è arricchita a dismisura di proteine a sfavore di frutta e verdura. È noto che il metabolismo delle proteine conduce alla formazione di molti acidi: oggi ben 4 pazienti su 5 soffrono di acidosi tissutale!

Gli Acidi più complicati da espellere sono quelli che ci provengono dalla “digestione” delle proteine di derivazione animale, soprattutto l’Acido urico, quello acetico (glicidi e lipidi=dolci e grassi), l’ossalico (spinaci, cacao, …), il tannico (thè nero e caffè), il nitrico (formaggi), il lattico (eccessivo e cruento esercizio muscolare), …

La nostra dieta dovrebbe essere la primaria sorgente di rifornimento delle sostanze alcaline, dei minerali, degli oligoelementi, … utili per mantenersi e invecchiare sani.

Ma gli alimenti che rilasciano sostanze alcalinizzanti sono pochi: tutta la frutta fresca in linea generale, anche il nocciolame, tipo le mandorle, tutti i vegetali, incluse le patate con la buccia e poi poco, anzi pochissimo, altro ancora.

Diversamente, tra gli alimenti acidificanti non c’è che l’imbarazzo della scelta: tutti gli alimenti di derivazione animale, come la carne (includendo in essa anche il pesce), i formaggi, moltissima frutta secca, gli zuccheri, i dolciumi, tutti i cereali raffinati, anche quelli non (L’unico cereale alcalinizzante è il Miglio), che tuttavia hanno fibra e sostanze nutrizionali, tra cui abbondanza di minerali, quindi, da non escludere da una sana dieta, anche perché i loro acidi sono agevolmente espulsi con l’attività respiratoria.

LA SCOPERTA DELLA DOTT.SSA LYNDA FRASSETTO

 

Nel 1996 la Dott.ssa Lynda Frassetto dell’Università della California in San Francisco ha scoperto che, con l’avanzare dell’età, dopo circa i 45 anni, perdiamo gradualmente i tamponi alcalini – i bicarbonati- nel nostro sangue. Intorno ai 90 anni perdiamo il 18 % di bicarbonati nel nostro sangue.

Un quantitativo insufficiente di bicarbonati nel nostro sangue riduce la nostra capacità di gestire (neutralizzare e scaricare) gli acidi che il nostro organismo produce. Questa è la causa dell’invecchiamento. L’età di 45 anni è l’età media in cui gli esseri umani iniziano a mostrare sintomi quali diabete, ipertensione, osteoporosi e molte altre malattie degenerative. E poichè non possiamo più gestire gli acidi, li accumuliamo nel nostro corpo, sotto forma di colesterolo, acido grasso, acido urico, urato, solfato, fosfato, calcoli renali, ecc.

pH: Il fattore dimenticato della nutrizione.

Il principale impegno del corpo umano per la vita consiste nel costante bilanciamento dell’acidità e dell’alcalinità. Noi ci nutriamo per ricavare l’energia necessaria per le nostre funzioni. Dopo la cessione di energia da parte del cibo, tramite combustione con l’ossigeno, restano rifiuti acidi. Il corpo cerca di fare del suo meglio per disfarsi di questi acidi per mezzo dell’urina, della sudorazione ed espirando biossido di carbonio.

Alcuni acidi tossici non possono essere rimossi facilmente tramite i mezzi appena citati. Pertanto il corpo sottrae calcio al sistema scheletrico per neutralizzare tali eccessi di tossine acide e creare un ambiente più sicuro, provocando però una riduzione della densità ossea.

Il corpo umano è una sorprendente macchina progettata per la massima sopravvivenza. Quando una parte è danneggiata, altre parti cercano di compensarvi. Anche se ciò potrebbe determinare dei danni a lungo termine, la sua priorità è la sopravvivenza nell’immediato.

Il cibo produce continuamente rifiuti acidi che si aggiungono a quelli del metabolismo cellulare e il corpo fa del suo meglio per eliminarli.

Tuttavia se non dispone di una sufficiente scorta alcalina (bicarbonati), il corpo non può disfarsi al 100% di tali acidi. Al fine di mantenere il pH sanguigno costante, il corpo adotta un abile stratagemma: converte gli acidi liquidi in acidi solidi come colesterolo o acidi grassi.

Infatti se questi acidi non sono sciolti nel sangue, il pH del sangue non si abbassa. INGEGNOSO!

Qual è il danno a lungo termine di questo processo strategico?

Il sangue si addensa e la circolazione diventa lenta a tal punto da non fornire abbastanza ossigeno e sostanze nutritive agli organi vitali, causando così qualunque tipo di malattia ed eventualmente la morte.

Questo è il risultato naturale dello squilibrio acido-basico, quando propende verso l’acidità. Il corpo necessita di aiuto esterno per innalzare il livello alcalino e ristabilire l’equilibrio. Il modo più veloce e semplice per aiutare l’organismo a ritrovare la condizione di omeostasi è attraverso i liquidi che ingeriamo. Diamo un’occhiata al PH delle bevande più comuni:

  •  Latte 6.5
  • Acqua potabile 7.0
  • Birra 4.0-5.0
  • Caffè 2.5-3.5
  • Aranciata 3.5
  • Bevanda leggera 2.0-4.0
  • Coca Cola 2.5
  • Vino 2.3-3.8

Che sorpresa! Con queste bevande non possiamo aiutare il nostro organismo, nessuna ha un PH alcalino.

Come scoprire l’acidosi

 

Con l’apposito “test dell’acidosi”. La valutazione del pH delle urine, ripetuta per qualche giorno 2-3 volte al giorno, con le apposite cartine pH, disponibili in farmacia con scala pH 5-8 fornisce un’indicazione importante. Le modalità di rilevazione dovrebbero seguire lo schema qui sotto riportato e la curva che idealmente si disegna dovrebbe essere all’interno dello spazio bianco.

Curare l’acidosi.

Se i valori risultano ripetutamente acidi e si discostano notevolmente dalla curva ideale è necessario in primo luogo modificare il proprio stile di vita, integrando la dieta con alimenti alcalinizzanti (frutta e verdura).

Acidosi metabolica ed interazioni con il tessuto osseo. Alcuni

scienziati hanno dimostrato che la dieta attuale, tipica del mondo occidentale, tende ad indebolire le strutture ossee della popolazione, soprattutto femminile. Questo incrementa il rischio di sviluppare osteoporosi, una grave patologia ossea, caratterizzata dall’indebolimento della struttura ossea con grave rischio di sviluppare fratture molto invalidanti nelle persone anziane. Diverse evidenze scientifiche mostrano correlazione tra osteoporosi, dieta sbilanciata ed acidosi metabolica: un’acidosi metabolica indotta dalla dieta è riconosciuta come un fattore fisiopatologico nello sviluppo dell’osteoporosi; esiste una correlazione lineare tra eliminazione di calcio e acidosi.

Maggiore è l’acidosi, infatti, superiore sarà la perdita di calcio dalle ossa.

La funzione dello scheletro e del tessuto osseo è molto più importante e complessa di quello che generalmente si creda: esso costituisce, ovviamente, un importante elemento strutturale dell’organismo e ne permette il movimento.

Inoltre, è molto importante come tessuto di protezione per alcuni organi molto delicati e vitali: il cervello, il cuore e i polmoni.

Ma le funzioni del tessuto osseo non si esauriscono qui, l’osso rappresenta anche una riserva fondamentale di minerali, a cui l’organismo attinge quando non ha altre riserve. Circa il 98% del calcio e il 75% del fosfato si trovano nelle ossa. Una di queste funzioni è proprio legata all’acidosi metabolica.

Quando l’organismo accumula scorie acide in eccesso che non riesce ad eliminare con i propri sistemi tampone fisiologici, l’osso interviene rilasciando bicarbonati; l’emergenza acidosi viene risolta ma il prezzo da pagare è un significativo indebolimento del tessuto osseo. E’ proprio questo continuo processo che, nel tempo, facilita l’insorgenza di patologie quali l’osteopenia e l’osteoporosi.

Con il passare degli anni, la condizione di acidosi metabolica tende ad aumentare mentre le capacità di contrastarle, da parte dell’organismo, diminuiscono. Il rene comincia a funzionare meno, gli squilibri ormonali, tipici, per esempio, della donna in menopausa, causano ulteriori problemi; l’intervento del tessuto osseo è sempre più significativo. L’acidosi tissutale e l’intervento “d’emergenza” del tessuto osseo, non però solo la terza età; una cattiva alimentazione con un alto carico acido, lo stress, l’eccessiva sedentarietà o l’intenso allenamento sportivo e l’uso protratto di farmaci, sono tutte situazioni che incrementano l’acidosi e costringono il tessuto osseo ad intervenire a tutte le età.

Come ci si accorge dell’intervento del tessuto osseo? L’eccessiva presenza di calcio nelle urine è un chiaro indicatore che l’osso sta rilasciando minerali di calcio per tamponare un’acidosi in corso e si sta, quindi, indebolendo.

Nei maschi, una straordinaria fonte minerale, al fine di tamponare le sostanze acide, sono i capelli.

La calvizie precoce maschile (androgenica), dalla quale (basta guardarsi intorno) sono molto più colpiti gli uomini delle donne, non è ascrivibile esclusivamente al compito degli ormoni androgeni (Testosterone, Diidrotestosterone, Deidroepiandrosterone, Androstenedione), perché tale accadimento, al di fuori del fatto genetico, occorre contestualizzarlo con lo sforzo metabolico urgente da parte del nostro stesso organismo di attingere i minerali alcalinizzanti da un distretto corporeo, quale quello appunto del cuoio capelluto, alla stregua di come riferito per i muscoli e per le ossa, ma potrei aggiungere anche delle unghie, …, per tamponare proprio il preesistente, costante stato di Acidosi dei tessuti.

Alimenti alcalinizzanti.

 Organizzare la propria alimentazione in modo tale che gli alimenti alcalinizzanti rappresentino circa il 75% del consumo giornaliero: frutta, verdura, patate, cavoli, lattuga, insalata. Tra i cibi acidificanti troviamo la carne, il pollame, i salumi, il formaggio fresco e stagionato, lo yogurt, i prodotti a base di farinacei e i dolci.

Molti alimenti, pur essendo acidificanti, sono indispensabili e non devono assolutamente essere eliminati in quanto fonte essenziale di proteine e vitamine ed in effetti il loro apporto acidificante deve essere compensato con l’assunzione di alimenti alcalinizzanti. Un esempio: per compensare l’acidità tissutale derivante da 200 g di manzo, sarà necessario consumare 250 g di cavolo o rapa, 1,6 kg di piselli freschi e 400 g di cavolfiore.

Liquidi

È necessario assumere quotidianamente un quantitativo sufficiente di acqua o tisane, circa 1,5 litri, limitando il più possibile tè, caffè e alcolici.

Attività fisica e stile di vita.

Una passeggiata nei boschi o una corsa in bicicletta migliora l’apporto di ossigeno e promuove il rilascio di acido carbonico sotto forma di anidride carbonica. Evitare, se possibile, situazioni che generano stress.

Oggi risulta sempre più difficile rispettare questo equilibrio alimentare a causa di ritmi di vita stressanti e che spesso ci impediscono di curare la nostra dieta in modo regolare. Si consiglia in questi casi l’assunzione di integratori alcalinizzanti.

I processi omeostatici dell’organismo hanno luogo solo se il pH è leggermente alcalino 

Nel connettivo, le più piccole variazioni dell’omeostasi possono portare a modificazioni strutturali nella sostanza fondamentale (proteine e percentuali di acqua in stato cristallino).

Molte di queste variazioni sono da correlare al deposito di residui acidi, provenienti dal catabolismo cellulare o da reazioni di tipo infiammatorio.

In questi casi, viene modificato lo stato colloidale del distretto. Di conseguenza si altera la capacità di trasporto e di trasferimento di messaggi fisici e chimici tra il tessuto ed il resto dell’organismo, in particolare verso le strutture del SNC deputate alla regolazione dell’omeostasi (centri bulbari ed ipotalamici). 

L’ambiente extra-cellulare, sensibile alle quantità di valenze acide immagazzinate durante i processi biologici, trasferisce a livello renale ed urinario queste informazioni, influenzando i valori del pH urinario.

La Matrice Extra-cellulare, costituisce un sistema di transito nel quale avvengono gli scambi fra le cellule metabolicamente attive ed il circolo. Come nei sistemi tampone respiratorio ed ematico, anche in questa sede, lo smaltimento dei cataboliti acidi è condizionato da un’adeguata presenza di bicarbonati.

La nutrizione non sempre riesce a compensare il depauperamento delle riserve alcaline (sodio, potassio, magnesio e calcio). In questi casi si determina un’acidosi rilevabile dalle variazioni del pH dei liquidi organici (urine).La misurazione del pH urinario si effettua con strisce di pH-test (range 5,0 e 7,4) e costituisce un sistema di valutazione semplice e pratico.

Per avere un quadro dinamico, le misurazioni del pH devono essere ripetute per alcuni giorni annotando l’ora e il dato. In questa maniera si ottiene una curva personale, veramente utile all’indagine diagnostica.

 

Un biochimico tedesco, il Dott. Otto Warburg, scoprì la “causa” del cancro nel 1931 ricevette il premio nobel per questo. Egli dimostrò che la causa primaria del cancro era la sostituzione dell’ossigeno, nella chimica respiratoria delle cellule normali, con la fermentazione dello zucchero.

La crescita delle cellule cancerose è dunque un processo di fermentazione, che può svilupparsi solo in condizioni di carenza d’ossigeno. Da tale scoperta, i ricercatori hanno tentato di arrestare il processo di fermentazione attraverso i farmaci, le radiazioni e la chirurgia.

Nel suo libro “Acid & Alcaline”, Herman Aihara afferma che: Se la condizione dei fluidi extracellulari, specialmente nel sangue, diventa acida, la nostra condizione fisica sperimenterà in primo luogo spossatezza, predisposizione a prendere raffreddori, ecc.

Quando questi fluidi si fanno più acidi, si avvertiranno dolori e malesseri come emicrania, dolori al torace, allo stomaco, ecc. Secondo Keiichi Morishita, nel suo “Hidden truth of Cancer” (“La verità nascosta sul cancro”), se il sangue sviluppa una condizione di maggiore acidità, allora il nostro corpo depositerà queste sostanze acide in eccesso in una qualsiasi area del corpo al fine di mantenere il sangue in una condizione alcalina. Se persiste questa tendenza, in quelle aree aumenta l’acidità e alcune cellule muoiono; in seguito, queste cellule morte si convertono, a loro volta, in rifiuti acidi. Altre cellule, tuttavia, non muoiono e sono in grado di adattarsi a questo tipo di ambiente. In altre parole, invece di morire, come succede normalmente in un ambiente acido, queste cellule sopravvivono, convertendosi in cellule anormali, conosciute come cellule maligne.

Esse non sono connesse con il cervello, né con la memoria del codice genetico del nostro DNA. Pertanto le cellule maligne crescono in maniera indefinita e senza ordine. Questo è il cancro.

 La causa di qualsiasi cancro è una mancanza di ossigeno provocata dall’acidificazione.

Integrare la dieta aiuta a prevenire il cancro, e si pensa che possa essere d’aiuto nei primi stadi del cancro, sebbene probabilmente ci sia un punto di non ritorno. Tuttavia, poiché le cellule sane sono alcaline e quelle maligne acideil consumo di alcalinizzanti non apporta alcun danno alle prime, mentre può distruggere le seconde. Vale la pensa provarci. 

Alcuni minerali sono indispensabili per mantenerci in buona salute. Calcio, magnesio, boro e fosforo svolgono un ruolo importante nella calcificazione delle ossa e dei denti. Il magnesio scioglie e rimuove un accumulo eccessivo di calcio nelle cartilagini e nei tessuti molli. Sodio, magnesio, potassio e cloruro sono elettroliti necessari per mantenere il corretto equilibrio acido/basico.

Ogni fluido e tessuto del nostro corpo ha un suo pH ottimale, e questi minerali aiutano a mantenerlo oppure a ristabilirne l’equilibrio. Calcio, magnesio, potassio e sodio sono necessari per mantenere la funzionalità di nervi e muscoli. 

Ormoni ed enzimi contengono minerali: così come la fosfotranferasi necessita di magnesio, la xantina ossidasi non può formarsi se non in presenza di molibdeno. Il ferro è utile all’emoglobina come trasportatore di ossigeno e la vitamina B12 contiene cobalto, chiamata per questo anche cobalamina. Lo zinco aiuta a rimarginare le ferite ed è il minerale degli uomini, necessario per la salute della prostata.

Quando siamo carenti anche di uno solo di questi minerali, possiamo andare incontro a seri problemi di salute.

Per la maggior parte dei minerali, il reale fabbisogno dell’organismo è individuale. La quantità assunta con gli alimenti varia in funzione dei minerali presenti nei terreni agricoli. Alcuni minerali, cosiddetti elementi in traccia o oligoelementi, sono necessari soltanto in dosi minime.

Si può ristabilire un pH ottimale? 

Si, si può.

Questa è l’opera svolta dal calcio di corallo fossile Coral Mine.

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Hai mai sentito parlare del popolo degli Hunza?

Un elemento che pare essere decisivo secondo gli studiosi per la straordinaria longevità degli Hunza è l’acqua alcalina.

Da molti anni i ricercatori studiano ilil-popolo-hunza popolo Hunza e le caratteristiche dell’acqua che sgorga nel loro territorio e da tali studi è emerso che l’acqua bevuta dagli Hunza possiede un elevato pH (acqua alcalina), con un notevole contenuto di minerali colloidali.

ll corpo umano ha necessità di regolare il suo pH in modo estremamente preciso, e un pH corporeo spostato verso valori acidi, come avviene spesso nella nostra civiltà, porta a disturbi e conseguenze di vario genere, una porta aperta per tutte le patologie. Purtroppo lo stile di vita e l’acqua che abbiamo a nostra disposizione per bere e cucinare influenza molto l’acqua che circola nel nostro corpo e di conseguenza il nostro benessere.

La vita sulla terra è garantita dall’equilibrio tra gli opposti come positivo e negativo, ossidato e ridotto, acido e alcalino. Il pH del sangue di un individuo in buona salute è di circa 7,4, leggermente alcalino e questo valore ottimale viene mantenuto grazie a dei sistemi tampone che l’organismo possiede. Questo permette di bilanciare l’effetto di alimenti e bevande acide o acidificanti che spesso per disattenzione o a causa di un mercato che ci bombarda quotidianamente con pubblicità volte al consumo, introduciamo nel nostro organismo.

Purtroppo questi sistemi tampone a volte non riescono a neutralizzare gli effetti di stili di vita disordinati, per cui i residui acidi, se non eliminati, provocano uno stato del terreno biologico dell’organismo che prende il nome di acidosi.

Secondo la medicina naturale (che studia e prende a rifermento lo studio della Natura che ci ha generati e le antiche conoscenze tramandate) ma più recentemente anche secondo la medicina allopatica, le principali cause dell’acidosi nel nostro tempo sono attribuibili ad un eccesso di alimenti acidificanti quali la carne, i formaggi, i salumi, ma anche lo stress, la vita sedentaria, l’alcool e la nicotina, l’insufficiente apporto di liquidi, lo sport intensivo, i farmaci.

Altra causa è sicuramente la scarsa introduzione di alimenti alcalinizzanti.

Viviamo insomma in un modo che poco ha a che fare con i tempi e l’armonia della Natura.

Nel mondo occidentale l’acidosi è molto diffusa proprio a causa dell’eccessivo consumo di cibi di origine animale, latte e derivati e per la mancanza di moto che hanno un effetto acidificante.

L’uomo è l’unico mammifero che possiede circa 10 metri di intestino, tipico degli erbivori, e che consuma latte dalla nascita alla morte. Spesso le nostre scelte alimentari non sono legate alle reali necessità del nostro organismo, ma ad un mercato che vuole vendere i suoi prodotti e orienta i nostri acquisti.

Altra fonte acidificante è l’uso di bevande alcoliche e gassate e tutti questi alimenti portano a trasformazioni di tipo biochimico che producono la formazione di acidi. Anche la carenza di vitamine e minerali nella dieta dovute spesso ad alimenti che a causa di processi di raffinazione o eccessive cotture perdono i loro nutrienti, sono una causa dell’acidificazione.

Il nostro corpo, come molti di noi sanno, è costituito prevalentemente da acqua che in un organismo adulto raggiunge circa il 60% del peso corporeo entrando a far parte di ogni reazione chimica che avviene dentro di esso, nel bambino fino al 75%. L’acqua è dunque fondamentale per molte delle funzioni che avvengono all’interno di esso, per l’assorbimento dei nutrienti, per il mantenimento della temperatura corporea, per la circolazione del sangue, per la lubrificazioni delle articolazioni e per la rimozione di tutte le tossine che produciamo nello svolgimento quotidiano delle nostre attività.

L’acqua svolge, laddove è necessario, un’azione riparatrice. Senza cibo possiamo sopravvivere relativamente a lungo, ma senza acqua la nostra vita si spegne in poco tempo.

Purtroppo, nel nostro organismo, i rifiuti acidi non eliminati completamente vengono assorbiti attraverso il colon e convogliati nel fegato per tornare nel grande circolo. Successivamente possono di nuovo depositarsi nei tessuti e nei vari organi e i depositi acidi creano una serie di problemi per la nostra salute.

Già negli anni prima della seconda guerra mondialeHenry_Coanda Henri Coanda, un medico rumeno, si accorse che alcune popolazioni della Terra avevano una vita media superiore ai 100 anni, godevano di ottima salute e percorrevano a piedi grandi distanze (50 km) ogni giorno per spostarsi da un villaggio all’altro.

Fra queste popolazioni vi erano appunto gli abitanti della Valle degli Hunza nell’Himalaya pakistano, ma anche popolazioni andine, caratterizzate da comuni abitudini alimentari: tutte abituate a bere acque provenienti dai ghiacciai posti sopra i 5000 metri di quota.
I ruscelli che scendono nelle vallate sono appunto la fonte da cui bevono quelle popolazioni così sane e longeve.
Il segreto dell’assenza di artriti, artrosi, dolori scheletrici ed in generale di malattie senili sta, appunto, nel grande apporto di potenziale ossido-riduttivo dovuto all’acqua bevuta.
Il dottor Coanda dichiarò che la salute degli Hunza era dovuta all’acqua che bevevano, un’acqua dalle proprietà anomale. L’acqua bevuta dagli Hunza (acqua alcalina ionizzata) ha un grande potere regolatore sui tre fattori chiave del liquido interstiziale: mantiene il pH leggermente alcalino, impedendo di fatto lo sviluppo di tutte le forme di vita estranee e nocive al nostro organismo; regola la resistenza elettrica, facilitando la comunicazione intercellulare ed il trasporto degli ioni; ed infine, apporta al sistema un nutrimento reale grazie al potenziale ossido-riduttivo (ORP) altamente negativo, il più basso conosciuto in natura.

DR warburgNel 1923, il dottor Otto Heinrich Walburg attribuì la causa del cancro all’acidosi (mancanza di equilibrio acido-base) e all’ipossia (mancanza di ossigeno alle cellule), scoperta che gli valse il premio Nobel nel 1931.

Egli affermò nei sui scritti che le cellule tumorali, a differenza di tutti gli altri tipi di cellule, possono vivere e svilupparsi in assenza di ossigeno e quindi privando una cellula del suo contenuto di ossigeno del 35% per più di 48 ore può renderla cancerogena. Dopo 80 anni, l’Istituto Superiore della Sanità il 27 settembre 2010 comunicò che è necessario combattere l’acidità per sconfiggere il cancro. Ormai le ricerche scientifiche hanno dimostrato che per prevenire le malattie bisogna creare un ambiente alcalino perché queste prosperano e si sviluppano in ambiente acido. La situazione di acidosi risulta essere la causa principale o la concausa del 90% delle malattie.

Il dottor Hiromy Shinya, esperto nella cura del colon, professore di Chirurgia al Collegio di Medicina Albert Einstein e capo di Endoscopia al Beth Israel Medical Center di New York City, famoso per aver sviluppato la tecnica di endoscopia del colon, ha condotto diversi studi endoscopici dopo l’utilizzo di acqua alcalina ionizzata.

L’acqua alcalina ionizzata aiuta quindi ad eliminare l’abbondanza di rifiuti acidi mantenendo il corpo in salute ed è antiossidante, cioè combatte e neutralizza i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento precoce delle nostre cellule.

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Ti sei mai chiesto quanto sei acido? Sapevi che l’acidosi può causare numerose malattie?

Ti senti sempre stanco, con dolori muscolari, magari soffri di stitichezza, mal di testa, nausea, eruzioni cutanee, hai infiammazioni agli occhi o hai spesso il raffreddore?

Potrebbe essere colpa dell’acidosi!

Ma che cos’è l’acidosi?

L’equilibrio vitale delle nostre cellule si basa sul rapporto acido/basico tra il nucleo (acido) e il citoplasma (basico). Questa differenza è fondamentale, in quanto permette lo scambio di nutrimenti e informazioni tra nucleo e citoplasma. Solo in presenza di una differenza può avvenire uno scambio, così come la batteria fornisce corrente proprio perché i suoi poli hanno un potenziale elettrico differente.

Quando vengono introdotte molte sostanze acidificanti (come ad esempio il caffè o la carne rossa) il sangue cerca di compensarne l’acidità utilizzando alcune sostanze basiche come il calcio. Questo meccanismo è rischioso: perché il sangue prende il calcio in prestito dalle ossa e le indebolisce alla lunga, favorendo il fenomeno dell’osteoporosi anche nei più giovani.

Quando il cibo acidificante viene assunto in grande quantità e per lungo tempo il sangue non riesce più a compensarne gli effetti, le scorie metaboliche aumentano e si accumulano nei tessuti. Se l’accumulo persiste nel tempo le cellule intasate iniziano a morire o ad ammalarsi.

Pensate che le cellule malate possono “impazzire” e diventare maligne fino a sviluppare il cancro!

Per eliminare i rifiuti gli organi interessati sono l’intestino, il rene e i polmoni ed è quindi fondamentale mantenerli in buona salute.

Come faccio a misurare l’acidità?

Il sistema più semplice è quello di misurare il ph delle urine utilizzando le cartine tornasole facilmente reperibili in farmacia.

Il ph nelle urine non deve essere costante, diversamente dal sangue, per questo va misurato in diversi momenti della giornata. Si consiglia la misurazione per 2/3 giorni.

Ci sono diverse modalità per misurare il ph, ma in linea di massima si può considerare valida la misurazione alle 8.00 del mattino (prima della colazione), alle 12.00, alle 16.00 e alle 20.00. Il Ph dovrebbe essere acido la mattina intorno a 6,5/7 più basico a pranzo 8/8,5 e poi scendere nuovamente fino a 6,0 la sera.

Se questi valori risultano sballati, ad esempio il ph è sempre acido, allora è molto probabile che siate in acidosi.

Cosa fare quindi per sconfiggere l’acidosi?

Per curare l’acidosi si possono attuare diverse strategie: dall’alimentazione, agli integratori, allo stile di vita.

Prima di tutto è necessario assumere quotidianamente la giuste dosi di alimenti alcalinizzanti come ad esempio la frutta (gli agrumi, come il limone, al contrario di quel che si pensi sono altamente alcalinizzanti), la verdura cruda (come la lattuga e il cavolo), le mandorle, le patate e la soia.

Vanno ridotti invece gli alimenti acidificanti come il latte vaccino, la carne rossa, il caffè, i fritti, il cioccolato, lo zucchero raffinato, i cereali e i dolcificanti artificiali.

Ci sono poi alimenti cosiddetti neutri che non variano il ph, come il miele grezzo, lo zucchero integrale, il formaggio di capra, le uova (il tuorlo), il riso integrale, il tacchino, l’ olio di oliva biologico spremuto a freddo e gli oli di semi biologici spremuti a freddo.

E’ fondamentale bere molto durante la giornata fino ad arrivare a 1,5/2 litri di acqua al giorno, perché l’acqua aiuta ad eliminare le scorie acide.

E’ opportuno assumere un cucchiaio di bicarbonato la sera prima di dormire o ancor meglio un integratore di minerali alcalinizzanti come CORAL-MINE che contiene in più anche magnesio e calcio.

Ultima cosa, ma non meno importante, è indispensabile fare attività fisica: una passeggiata o una corsa leggera ad esempio sono sufficienti per promuovere il rilascio di acido carbonico sotto forma di anidride carbonica.

Riducete i farmaci perché sono altamente acidificanti, usate solo quelli realmente utili e necessari.

Cercate di allontanare gli stress e di vivere una vita tranquilla e il più possibile nella natura.

In tutto questo le vostre cellule vi ringrazieranno e voi starete meglio e lontani dalle malattie, anche le più terribili!