Bloccato dai Dolori Articolari?
Ecco Come Sconfiggerli in Soli 30 Giorni – Senza Antidolorifici!

…ti piacerebbe per caso conoscere un semplice rimedio che ti permettesse di azzerare i tuoi dolori articolari e riprendere a trascorrere una vita normale?

Questo trucco da 2 minuti è la soluzione che hai sperato, agli strazianti dolori articolari.

Non sarebbe fantastico se lo stesso segreto potesse permettere a qualunque membro della tua famiglia di ricominciare ad essere autonomo perché ora bloccato dai dolori articolari?

E dimmi, che ne diresti se con quel medesimo segreto tu potessi essere in grado  ….? Intendo proprio la capacità di ….

Allora, pensi che questo rimedio possa essere di tuo interesse?

Bene, immaginavo che avresti risposto così. Perché è proprio quello di cui ti voglio parlare ora…

In questo breve articolo, ma ricco di informazioni, ti svelerò come contrastare in modo naturale i dolori articolari.

 

Cosa fare per sfoghi cutanei? Sicuro che il Cortisone sia la migliore Soluzione?

Se fai parte anche tu dei 5 milioni di persone in Italia che soffrono di dolori alle ginocchia alle articolazioni, alle mani, alle dita, alle anche e alla schiena, oppure se soffri di artrite o artrosi e non riesci a passare due ore senza dolori…allora sei nel posto giusto perché oggi ho alcune importanti notizie che ti sorprenderanno

E se ti dicessi che esiste una soluzione naturale e testata scientificamente in grado di togliere il dolore, ripristinare la tua mobilità e assicurarti nuovamente una vita autonoma e attiva, saresti interessato?

Se tu o uno dei tuoi cari, soffre di dolori articolari cronici, allora sai quanto sia devastante dover assistere impotenti e inermi mentre la malattia prende sempre di più il controllo sulla vita di chi ne soffre.

Il fatto che i malati non possono svolgere le proprie attività preferite nel tempo libero, causa una depressione sempre maggiore…un vero circolo vizioso.

L’unica via d’uscita per molti e assumere regolarmente antidolorifici per avere una tregua, per quanto breve dai forti dolori.

Tuttavia, ciò non rappresenta una soluzione valida, e col tempo può danneggiare significativamente l’organismo e determinare ulteriori dolori, come scoprirai in questo articolo è possibile eliminare i dolori articolari, riconquistare la mobilità perduta e riprendere una vita attiva anche senza dannosi antidolorifici.

Non sarebbe meraviglioso giocare di nuovo con i tuoi figli o i tuoi nipoti in giardino, riprendere le tue attività preferite come passeggiare, fare giardinaggio, andare in bicicletta, sciare, giocare a tennis, golf o calcio senza dolori e con maggiore piacere, e condurre una vita attiva senza dolori e con maggiore benessere.

Come vedrai fra poco, ciò non solo è possibile ma non servono neppure medicinali con pesanti effetti collaterali, che nel lungo periodo danneggiano il tuo corpo.

È sufficiente, in meno di 1 minuto al giorno, e senza costosi antidolorifici da banco, e anche senza metodi che promettono una guarigione miracolosa ma sono strani, poco seri e inutili, anzi spesso vengono proposti con modalità equivoche ma con l’unico scopo di sfilarti denaro dalle tasche.

Leggi ora questo articolo, le importanti informazioni che contiene possono essere la soluzione ai tuoi problemi, consentendoti di migliorare significativamente la tua vita e il tuo benessere

In questa breve ma ricca presentazione scoprirai: perché gli antidolorifici possono ulteriormente peggiorare la tua situazione e determinare addirittura ulteriori dolori e ciò ti viene nascosto dall’industria farmaceutica.

Qual è l’alimento peggiore che intensifica i dolori articolari, anche se viene spacciato come salutare, e che probabilmente assumi ogni giorno?

Un rimedio segreto, contro i dolori articolari proveniente dalla Germania, e scoperto dagli scienziati già 15 anni fa, un semplice trucco con cui in un solo minuto al giorno potrai sconfiggere per sempre i dolori articolari.

Noi di coralkaline, abbiamo già aiutato migliaia di persone a migliorare la propria salute e il proprio benessere, spesso riceviamo richieste da persone disperate che soffrono di dolori articolari e ci chiedono soluzioni.

Questo destino riguarda molti, forse anche voi è angosciante vedere il proprio corpo piegato dai forti dolori articolari diventare sempre più pesante.

Alcuni movimenti diventano un tormento, persino le vostre attività preferite sono stancanti e non riuscite più a portarle a termine. Tutto ciò spesso peggiora fino a farvi sentire un peso per la vostra famiglia.

Le vostre ginocchia diventano sempre più deboli, a volte sono così sensibili da sembrare vetro pronto a spezzarsi ogni momento. Non vi è più possibile andare a fare una passeggiata al parco, sotto il sole con il cane, o con la vostra famiglia.

Appena alzati vi sentite rigidi e non sapete come affrontare la giornata senza antidolorifici. È impensabile svolgere attività sportive, come camminare, andare in bicicletta, sciare, giocare a golf, tennis, o calcio, o fare giardinaggio, o semplici lavori domestici.

È sempre più difficile scrivere a causa della rigidità e dei dolori alle mani e alle dita, e quindi anche scrivere ai vostri cari vi è precluso.

I dolori alle spalle e alla schiena, che sembrano centinaia di aghi che vi pungono, rendono difficile estendervi e riposarvi. Con il tempo la situazione peggiora a tal punto da restare seduti tutto il giorno in poltrona a guardare la TV in attesa dei pasti.

Daresti tutto per tornare a vivere attivamente, può accadere di perdere completamente la propria autonomia, e di dover essere assistiti da altri nelle proprie attività quotidiane. Dato che queste vicende ci toccano da vicino, e anche noi in prima persona abbiamo familiari e amici che trascorrono in modo simile l’intera giornata il team di esperti di Coral Club si è occupato in modo approfondito dei dolori articolari e ha indagato altre fonti rispetto alla medicina scolastica classica

I nostri esperti hanno trascorso molto tempo immersi nelle ricerche in centinaia di studi e testi medici, hanno contattato molti ricercatori e analizzato con loro i risultati di alcuni studi

E hanno scoperto così materiali estremamente interessanti.

I risultati più innovativi che abbiamo scoperto ve li presentiamo subito.

Tuttavia, partiamo prima dal perché il settore farmaceutico e molti esperti non sono interessati ai metodi naturali per il contrasto ai dolori articolari e dal perché l’assunzione di antidolorifici peggiora ulteriormente la vostra situazione e può persino diventare pericolosa per il vostro organismo

Ciò vi aprirà gli occhi e vedrete l’argomento da un’altra prospettiva.

Lasciate che vi mostri brevemente i principali risultati scientifici in modo da capire come funziona la soluzione.

Non vi preoccupate, anche se si tratta di esposizioni scientifiche, vi spiegherò argomenti complessi in modo semplice è comprensibile

Sapevate che i dolori articolari, artrosi e artrite sono le patologie più frequenti in Italia e che i costi anni relativi al loro trattamento ammonta a miliardi di euro?

Questo quadro clinico rappresenta un’enorme fonte di profitto per l’industria medica e farmaceutica.

Pertanto, gli antidolorifici vengono prescritti spesso e volentieri.

E qui sorge il grande problema:

Gli antidolorifici non guariscono le articolazioni… Al contrario le danneggiano ulteriormente. Sapevate che l’assunzione di antidolorifici come iIbuprofene, paracetamolo, naproxene o acido acetilsalicilico può persino aumentare i vostri dolori ed estenderli al vostro intero organismo?

Se vi affidate a una terapia con antidolorifici imboccate una strada pericolosa.

Il VERO problema in questo modo non viene risolto.

La cartilagine continua a deteriorarsi, le ossa sfregano sempre di più l’una sull’altra e diventano più deboli…

Immaginatevi la scena seguente: State guidando in autostrada e all’improvviso si illumina una spia rossa.

Segnala che dovete fare benzina il prima possibile, tuttavia voi non lo sapete e considerate questa spia solo una seccatura.

Cosa fate?

Prendete un pezzo di nastro adesivo e lo applicate sopra la spia.

Ottimo!

Il problema è risolto e potete continuare a guidare tranquillamente.

Tuttavia, dopo 30-40 km rimanete in panne nel bel mezzo dell’autostrada.

E se non prendete coscienza del vero problema ossia che l’auto ha bisogno di benzina, non riuscirete mai a farla ripartire.

Gli antidolorifici funzionano allo stesso modo.

Per “risolvere” il problema si nasconde dalla vista la spia che lo segnala… La situazione PEGGIORA

A causa degli antidolorifici, il vostro corpo crea più recettori del dolore; ciò significa che l’intero organismo diventa ancora più sensibile al dolore e i dolori possono diffondersi molto rapidamente in tutto il corpo…

Dopo l’assunzione lenitiva dell’antidolorifico, il dolore si attenua brevemente, ma dopo poco tempo ritorna più forte di prima.

Dato che, assumendo antidolorifici, non state contrastando la vera causa del problema, l’infiammazione delle articolazioni continua indisturbata, con il grande rischio che queste si gonfino internamente.

In questo modo non riescono più ad assimilare i nutrienti e si usurano ancora più rapidamente.

Un vero circolo vizioso.

Ora vorrei dirvi come contrastare l’infiammazione del vostro corpo in modo da far sparire i dolori articolari in modo permanente e rapido, più rapido di ciò che potrete immaginare.

Tuttavia le conseguenze negative del vostro consumo di antidolorifici continuano, nonostante percepiate anche un’attenuazione evidente grazie all’antidolorifico, le vostre ossa si deteriorano.

Immaginatevi che le vostre ossa inizino ad arrugginire dall’interno e che diventino sempre più deboli. La salute delle ossa è un presupposto fondamentale per evitare i dolori articolari.

In un minuto vi mostrerò come rafforzare le ossa indebolite in modo naturale e riattivare la loro rigenerazione…

E non finisce qui:

mentre l’antidolorifico attenua tutto, anche le cartilagini e tessuti vengono attaccati.

Immaginatevi un’erba infestante in un giardino fiorito che prolifera e sottrae nutrimento ai fiori fino a farli appassire.

Fortunatamente avete a disposizione una soluzione semplice e naturale per rigenerare rafforzare le vostre cartilagini…

Gli antidolorifici sono una delle ragioni principali per cui non riuscite ad avere una vita priva di dolori, come vi meritereste, e sono anche il motivo per cui il dolore non abbandona le vostre articolazioni e vi impedisce di dedicarvi con tranquillità alle vostre attività preferite…

Molti esperti ritengono ancora oggi che i dolori articolari siano esclusivamente da ricondurre all’età avanzata e non possano essere arrestati

Vedono soltanto un fenomeno che interessa a molte persone con l’età. Ciò significa ad esempio che voi avete ricevuto solo i geni sbagliati e, nel corso della vita, svilupperete dolori articolari e avete avuto sfortuna.

Se pensate ancora che gli antidolorifici aiutino i vostri dolori articolari avete TORTO.

E se vi è stato detto che l’artrosi, l’artrite, i dolori articolari, i dolori alla schiena, la rigidezza articolare e i dolori muscolari fanno semplicemente parte dell’avanzare dell’età, vi hanno detto delle bugie!

Fate bene attenzione a ciò che vi dico:

l’età NON è un motivo, è solo un fattore!

Naturalmente, con l’avanzare dell’età, siamo più propensi a sviluppare patologie come dolori articolari e l’artrosi.

Ma ciò non significa che non possiamo fare nulla contro tale processo in modo naturale.

I dolori articolari possono essere contrastati senza sostanze chimiche e in modo naturale se si usa il metodo CORRETTO in modo PROATTIVO, come vedremo tra poco…

Prima che vi presenti questo risultato sorprendente per l’eliminazione dei dolori articolari, lasciate che vi indichi quale sarebbe la soluzione ideale per eliminare per sempre i vostri dolori articolari:

  1. Al posto dell’azione eccitante sui recettori del dolore causata dagli antidolorifici, le infiammazioni vengono lenite e contrastate.
  • Le articolazioni non vi faranno più alcun male potrete utilizzarle per godervi appieno la vita in modo più rapido di quanto possiate immaginare.
  • Potete dimenticare quell’orribile sensazione che vi assaliva a causa dei dolori e della mobilità ridotta, ossia una vita sempre più priva di senso e una progressiva perdita della vostra autonomia.
  1. La sostanza che compone le articolazioni viene ricostruita contrastando la causa del problema.
  • Non dovrete più pensare di abbandonare le vostre attività preferite o di non riuscire a svolgerle.
  • Immaginatevi di riprendere la vostra vita e i vostri hobby, come passeggiare, cucinare, fare giardinaggio o giocare a golf e di trascorrere tempo con i vostri cari SENZA DOLORI.
  1. Le ossa si rinforzano, in modo da essere racchiuse in modo ottimale dall’articolazione.
  • Ora potrete tornare tra le braccia di Madre Natura… Così si evitano attacchi cardiaci e gli altri effetti collaterali fatali delle sostanze chimiche e degli antidolorifici.
  • Pensateci: potrete vivere con felicità ancora tanti anni, ricchi di esperienza indimenticabile con i vostri cari.

I piccoli con i numeri in alto che hai trovato in questa presentazione rimandano a studi scientifici che confermano quanto affermato.

Al termine del video troverete la lista completa di tali studi.

Ora sicuramente vi chiederete: ma esiste davvero una soluzione naturale senza effetti collaterali per coloro che soffrono di dolori articolari e sono ormai frustrati a causa di tali dolori e della rigidità articolare oltre che stanchi di dover assumere quotidianamente antidolorifici dannosi?

Grazie ad approfondite ricerche ho scoperto proprio una soluzione di questo tipo, che ora vorrei presentarvi…

sapete cosa distingue neozelandesi da tutti gli altri popoli del mondo?

la loro Sostanza naturale segreta contro i dolori articolari Se vi capita di passeggiare per le città costiere della Nuova Zelanda Vi accorgerete di quanti over 65 siano in forma e fisicamente attive coppiette passeggiano mano nella mano sulla sabbia come da giovane Alcuni fanno jogging lungo la costa altri svolgono pesanti lavori di giardinaggio i campi da golf sono piene di anziani e robusti che passeggiano soddisfatti tutti senza il minimo segno di dolore articolare i ricercatori l’hanno denominato il paradosso neozelandese e hanno scoperto ciò che contraddistingue neozelandesi vivono sulla costa del resto del mondo questo piccolo minerale delle meraviglie scoperto sulle coste neozelandesi aiuta a contrastare in modo naturale i vostri dolori articolari si tratta delle cozze verdi della Nuova Zelanda Sono impiegata da millenni dai Mauri come il rimedio curativo la loro azione sfiammante sulle articolazioni ma anche sull’intero organismo si basa su particolari componenti minerali e su una combinazione di 12 diversi acidi grassi omega-3 denominati lypriNol che si trovano solo nelle cozze verdi le cozze verdi contengono Inoltre glicosaminoglicano un componente importante della cartilagine e del liquido articolare utile a ricostruire il materiale articolari perduto.

In uno studio il neozelandese echolution ha dimostrato che l’assunzione di 3 G di cozze verdi al giorno Determina un miglioramento significativo dei dolori al ginocchio della rigidità e della mobilità dei pazienti

Nella medicina veterinaria le cozze verdi vengono già utilizzate in diversi modi e con successo per il trattamento dei fenomeni degenerativi della cartilagine e delle articolazioni.

In questo ambito vi sono numerosi studi che ne attestano l’efficacia (8,9).

Naturalmente il settore farmaceutico non ha alcun interesse a far conoscere ai pazienti questa soluzione naturale senza effetti collaterali…

Dopo aver scoperto questo straordinario rimedio e gli effetti curativi delle cozze verdi, ho approfondito le mie ricerche su diversi preparati da tutto il mondo e ho scoperto alcuni principi attivi estremamente efficaci contro i dolori articolari:

antidolorifico Power numero 2 Artiglio del diavolo l’artiglio del diavolo proviene dalla Savana africana e le sue radici vengono utilizzate da sempre dagli abitanti di questa regione come curativo per lenire i dolori articolari dolori rigidità e gonfiore migliorano con l’assunzione irregolare dell’artiglio del diavolo Ciò avviene perché le particolari sostanze contenute nell’Artiglio del diavolo rallentano la produzione dei mediatori dell’infiammazione secondo i risultati di alcuni studi l’artiglio del diavolo ha un’ottima azione in termini di diminuzione dei dolori alla schiena alle ginocchia e alle anche in confronto ad antinfiammatori non steroidei come Ibuprofene Diclofenac o aspirina e senza presentare effetti collaterali pericolosi Inoltre l’artiglio del diavolo secondo altri studi regola l’appetito e favorisce quindi la perdita di peso antidolorifico

Prodotto Power numero 3 l’incenso ha una lunga tradizione nella medicina naturale araba, indiana e cinese e viene utilizzato principalmente per il rafforzamento del sistema immunitario per l’attenuazione di dolori e infiammazioni e per l’eliminazione di  microbi e batteri.

L’incenso è l’unico prodotto naturale che contiene una concentrazione efficace di acidi boswellici, ma anche di acido tirucallico sostanze straordinarie che agiscono come un antibiotico naturale e riducono l’infiammazione utilizzate in tutto il mondo a scopo terapeutico (14).

In uno studio in doppio cieco dell’Indira Gandhi Medical College del 2003 sono state approfondite l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità dell’estratto di incenso.

I soggetti dovevano assumere estratto di incenso per 8 settimane; i risultati sono stati incontrovertibili:

I soggetti hanno registrato una diminuzione dei dolori alle ginocchia, una maggiore flessione dell’articolazione e una diminuzione del gonfiore articolare.

Secondo questo studio il trattamento con estratto di incenso è una misura efficace per la diminuzione dei dolori articolari (15).

Oltre a questi 3 efficaci inibitori del dolore vi sono sostanze particolari, oggetto di ricerca scientifica, che aiutano a ripristinare i tessuti articolari andati perduti:

sostanza Power numero 1 per le articolazioni il solfato di glucosamina appartiene alle sostanze più importanti per un tessuto connettivo e cartilagineo sano dato che gran parte della cartilagine è composta da galattosamina gli studi hanno dimostrato che un’ assunzione quotidiana di 1,5 g di solfato di glucosamina ostacola l’erosione della cartilagine e arresta lo sviluppo dell’artrosi. Inoltre studi confermano che il solfato di glucosamina è in grado di lenire significativamente i dolori articolari in caso di artrosi e l’intero quadro patologico.

sostanza Power numero 2 per le articolazioni. La seconda sostanza è il solfato di condroitina.

Questa sostanza viene prodotta autonomamente in una cartilagine sana, tuttavia in caso di artrosi la sua formazione è fortemente ridotta.

Secondo alcuni questa mancanza può essere integrata mediante un’assunzione aggiuntiva di solfato di condroitina (18).

Il solfato di condroitina conferisce alla cartilagine stabilità e resistenza.

Passiamo ora alla terza sostanza fondamentale nella lotta contro il dolore articolare e l’usura delle articolazioni:

sostanza Power numero 3 per le articolazioni Il collagene idrolizzato è una proteina pura che fornisce i necessari aminoacidi glicina e prolina per la formazione della cartilagine L’assunzione del collagene idrolizzato essenziale per il ripristino della cartilagine Inoltre stimola la produzione di matrice cartilaginea extracellulare trasportando ulteriormente la cartilagine

Sostanza Power numero 4 per le articolazioni. La quarta sostanza e l’acido ialuronico: si tratta di un aminosaccaride idrosolubile che è corresponsabile della viscoelasticità della cartilagine e delle articolazioni.

In uno studio del 2012 è stato dimostrato che l’acido ialuronico somministrato per bocca si accumulava nelle articolazioni dei soggetti testati.

Le loro articolazioni divennero più elastiche, le infiammazioni diminuirono, così come i dolori (20).

sostanza Power numero 5 x le articolazioni. La quinta sostanza è il metilsulfonilmetano msm. si tratta di un composto dello zolfo che si trova naturalmente nel latte o nel caffè purtroppo non in quantità sufficiente per avere un effetto positivo sulla salute delle articolazioni come il nome lascia intendere uno dei componenti delle msm è lo zolfo. Lo zolfo ha una funzione rigenerante all’interno dell’organismo ad esempio partecipa alla formazione del collagene e ricopre un ruolo nell’attivazione della vitamina C è in alcune vitamine B. in uno studio americano del 2006 è stato appurato che una somministrazione di msm su pazienti con un’artrosi al ginocchio poteva determinare una riduzione significativa dei dolori e della limitazione fisica. per quanto riguarda le attività quotidiane secondo lo studio si registrava un netto miglioramento. un ulteriore studio ha dimostrato che l’assunzione combinata di solfato di glucosamina e msm è particolarmente indicato in caso di artrosi Grazie all’effetto sinergico. entrambe le sostanze agiscono unitamente e separatamente come antinfiammatori e leniscono il dolore e sintomi dell’artrosi.

Queste sono le 5 sostanze irrinunciabili che servono alle articolazioni per rigenerarsi e ricostruire il tessuto articolare perduto.

Inoltre, l’organismo deve ricevere sufficienti dosi di vitamina D3 calcio e magnesio la classica combinazione da 3 per il mantenimento e la rigenerazione delle ossa e della cartilagine.

Ora conoscete tutte le sostanze che vi possono aiutare a sbarazzarvi una volta per tutte e in modo naturale dei dolori articolari…

Restano due domande:

Dove potete reperire tali sostanze e in che quantità?

Quanto sarebbe comodo assumere tutte queste efficaci sostanze in un singolo preparato? Siete interessati?

Non è così semplice.

In base alle nostre ricerche, abbiamo analizzato gli integratori alimentari mirati per articolazioni artrosi e non abbiamo trovato nessun preparato che conteneva le sostanze di cui sopra ai dosaggi scientificamente corretti.

Pertanto, il nostro rinomato team di scienziati ed esperti altamente qualificati si è dedicato a sviluppare la giusta formula.

Dopo un lungo lavoro con numerosi test e valutazioni abbiamo messo a punto un eccezionale soluzione per voi.

B-LURON

Il team di esperti di Coral-Club ha individuato i componenti più efficaci sulla base dei risultati scientifici e innumerevoli studi:

principi attivi che aiutano a lenire a lungo i dolori articolari o a eliminarli del tutto.

Da tutto ciò è nato un integratore alimentare naturale unico.

Per noi è estremamente importante sviluppare prodotti della massima qualità e con i migliori ingredienti naturali.

Per noi di Coral-Club il cliente e il suo benessere sono al primo posto.

Il risultato di questo approfondito lavoro di sviluppo è B-Luron che contiene i 5 ingredienti unici per la ricostruzione del tessuto articolare PIU’ i 3 estratti di erbe naturali descritti, per il contrasto alle infiammazioni PIU’ speciali antiossidanti vitamine, minerali e oligoelementi.

B-Luron unisce quindi i principi attivi più efficaci per la rigenerazione e la ricostruzione del tessuto articolare all’eliminazione duratura del dolore.

Realizzare un prodotto anti-artrosi efficace è una sfida molto particolare per chi produce integratori alimentari.

I prodotti tradizionali per le articolazioni sono scarsamente efficaci a causa della loro composizione: a volte contengono componenti per la riduzione dell’infiammazione ma nessun ingrediente per la ricostruzione del tessuto articolare, o viceversa.

Questo è il vantaggio di B-Luron:

Nella sua formulazione unica sono contenuti i 3 ingredienti essenziali per la riparazione e la rigenerazione del tessuto articolare:

solfato di glucosamina, solfato di condroitina, collagene idrolizzato, acido ialuronico e metilsulfonilmetano.

Tuttavia vi sono anche tutti necessari oligoelementi, vitamine, minerali, e sostanze antinfiammatorie senza le quali non sarebbe possibile alcun processo rigenerativo.

Tutti questi ingredienti agiscono ognuno a un livello diverso nella lotta contro l’artrosi, realizzando un risultato ottimale.

A questo punto, vorrei di nuovo sottolineare che gli ingredienti di B-Luron sono selezionati con estrema precisione in modo da realizzare i diversi effetti sinergici, ottimizzando l’efficacia di ciascun componente.

Tutte le altre cosiddette soluzioni che NON adottano questo approccio determinano esclusivamente effetti minimi e transitori, vi fanno sprecare tempo e denaro.

E non vi aiutano a liberarvi dai dannosi antidolorifici

La combinazione di tutti questi principi attivi in B-Luron è selezionata in modo tale che l’organismo non ha altra scelta che riavviare il processo di rigenerazione e contrastare i dolori insopportabili.

Nessun altro prodotto sul mercato è efficace quanto B-Luron.

Abbiamo confezionato con la nostra formula i preparati naturali più efficaci

Ma non finisce qui. Abbiamo reso la nostra straordinaria formula ancora più efficace aggiungendo principi attivi che promuovono ancora più velocemente la rigenerazione delle articolazioni.

Il selenio e il manganese sono oligoelementi importanti per il metabolismo cellulare una mancanza di queste sostanze limite le processo di rigenerazione.

Inoltre occorre eliminare i radicali liberi, che ostacolano i processi rigenerativi, e potenziare il vostro sistema immunitario mediante determinate vitamine, minerali e oligoelementi.

La lotta ai radicali liberi viene portata avanti in modo efficiente dalla vitamina C ed E, che lavorano in team:

la vitamina E cattura attivamente i radicali liberi e la vitamina C trasforma di nuovo in forma attiva la vitamina E ossidata, dopo la cattura dei radicali liberi (23).

Un eccezionale effetto sinergico!

Per il sistema immunitario e le forze di rigenerazione sono importanti anche le vitamine del gruppo B in particolare la B3 (niacina), la B6 e la B9 (acido folico), perché attivano il metabolismo cellulare.

Abbiamo integrato tutte queste sostanze aggiuntive per ottenere l’effetto massimo.

Noi di Coral-Club pensiamo che sia molto importante che i nostri integratori alimentari siano naturali al 100%.

Con B-Luron abbiamo centrato i nostri obiettivi:

è naturale al 100% e non contiene esaltatori di sapidità, coloranti, conservanti o stimolante artificiali.

È davvero il meglio del meglio che è possibile reperire attualmente sul mercato.

Coral-Club non ha badato a spese per sviluppare un prodotto così completo e unico.

Inoltre l’utilizzo di B-Luron non potrebbe essere più semplice.

Occorre assumere una capsula è una bustina a colazione e una capsula a cena, e lasciare che la scienza faccia il resto.

La bustina contiene un granulato dal sapore gradevole, che può essere semplicemente sciolto in un bicchiere d’acqua al mattino.

Questa bevanda contro i dolori articolari è completamente naturale e non troppo dolce, ma gustosa in modo che ogni mattina avrete voglia di gustare questo piacevole Vital drink.

 Prima che io vi spieghi come potete ricevere il B-Luron a un prezzo speciale, vorrei ricordarvi costi devastanti che dovrete affrontare se continuerete a non fare nulla per la salute delle vostre articolazioni e contro i dolori articolari.

Il vostro stato non migliorerà. Con il tempo la situazione peggiorerà sempre più.

Mentre avete dolori insopportabili e vi sentite limitati in innumerevoli ambiti, quando non potete più portare avanti le vostre attività preferite a causa di frustrazione e mancanza di movimento, quando continuerete a prendere peso, a danneggiare il vostro corpo con l’assunzione di antidolorifici e quando vi sentirete depressi e soli, ricordatevi che questi sintomi non sono ancora nulla in confronto ai danni devastanti che sintomi ancora più progrediti possono determinare nella vostra vita e in quella dei vostri familiari.

Sicuramente saprete com’è sentirsi sempre malati ed esausti, avere i dolori forti e dover quindi a rinunciare a prendere parte a tanti piaceri della vita.

Il progredire dei dolori articolari e la maggiore assunzione di antidolorifici non faranno sparire MAI i vostri dolori, al contrario.

 Ad essi andranno ad aggiungersi limitazioni al movimento per il resto della vita e una necessità sempre crescente di aiuto da parte di altri

Siete pronti a pagare questo prezzo?

Questa purtroppo è la terribile realtà che molte persone devono vivere ogni giorno. Noi NON vogliamo che questo vi accada.

Lasciate che sia il primo a dirvi che la vostra salute, longevità, attività e qualità di vita non devono essere sacrificate per qualcosa che nonostante l’opinione comune, in realtà può essere contrastato in modo semplice.

Questo è il motivo per cui abbiamo sviluppato B-Luron, in modo da offrirvi la soluzione più facile, semplice ed efficace per questo problema di salute.

A questo punto vi chiederete probabilmente in che modo e a che prezzo possibile che B-Luron mantenga la propria garanzia di qualità.

È un’ottima domanda.

In B-Luron sono utilizzati solo i migliori ingredienti e gli estratti vegetali qualitativamente più preziosi, nella giusta quantità per un’azione ottimale: pertanto i costi di produzione di B-Luron sono del 500-700% maggiori rispetto agli altri integratori alimentari contro i dolori articolari, più scadenti e inefficaci, presenti oggi sul mercato.

Ad essi vanno ad aggiungersi i costi per i controlli qualità e le certificazioni dei nostri prodotti che vengono eseguite da istituti riconosciuti.

Tuttavia ciò che conta è che B-LURON fornisce ciò che l’etichetta promette, ossia principi attivi funzionanti che rigenerano in modo mirato le vostre articolazioni ed eliminano i dolori su TUTTI i livelli.

Con gli altri prodotti ciò non avviene.

CorAlkaLine fa un ulteriore passo in avanti e consolida questa promessa con una garanzia soddisfatti o rimborsati di tre mesi che rappresenta una rarità nel settore degli integratori alimentari.

Vorrei chiederti un favore.

Pensate a tutto il denaro che avete speso e al tempo prezioso che avete sprecato negli anni per delle cosiddette soluzioni che non vi hanno portato a nulla, che vi hanno deluso e vi hanno frustrato.

E per “soluzioni” intendo “cerotti” temporanei, come antidolorifici o creme.

Quanto vale un prodotto che funziona davvero e rappresenta una soluzione efficace e naturale per vincere una volta per tutte i dolori?

1000 euro?

500 euro?

Penso che sarebbero solo una goccia nel mare di visite mediche, scontrini di medicinali, premi assicurativi aumentati e denaro che avete dovuto spendere negli anni per cercare di riprendere il controllo della vostra salute.

Sono sicuro che questa somma supera di diverse volte i 1000€ e non vi ha portato ad alcun risultato positivo.

Eppure, l’investimento di questa soluzione efficace per la vostra salute e per articolazioni e finalmente libere dai dolori non costa 1000 o 800 euro e neppure 500, 400 o 300. Pensandoci bene, liberarsi a lungo dei sintomi negativi e delle conseguenze sanitarie dei dolori articolari in definitiva non ha prezzo.

Invece, il prezzo con cui oggi potrete ricevere una fornitura di 30 giorni di B-Luron è di

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Il team di Coral-Club vorrebbe rendere ancora più conveniente il prezzo per voi, dato che avete dimostrato… di essere attenti al nostro corpo, alla vostra salute alla vostra famiglia, altrimenti non avreste guardato il video fino a questo punto.

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Tuttavia possiamo garantire questo prezzo solo fino ad esaurimento scorte poiché i prezzi di acquisto delle preziose materie prime di B-Luron cambiano costantemente, pertanto siamo costretti a ricalibrare i prezzi finali a ogni ciclo di produzione.

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Per garantirvi costantemente il prezzo minore possibile, il team CorAlkaLine ha eliminato tutti gli intermediari e vi invia il prodotto direttamente dal centro di logistica dell’azienda.

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E ora ci siamo.

Oggi siete a un bivio tra due possibili strade e dovete sceglierne una.

Da una parte si trova la strada che vi porterà a maggiori delusioni, frustrazione e a ulteriori rischi per la vostra salute, mentre i vostri dolori articolari peggioreranno e pregiudicheranno ogni aspetto della vostra vita.

Se scegliete questa strada i sintomi che ora avvertite si faranno più intensi e il peggioreranno.

In futuro avrete dolori molto forti e avrete sempre più bisogno di pericolosi antidolorifici.

Dovrete limitare forzatamente la vostra vita e, a causa della frustrazione della mancanza di movimento, molto probabilmente ingrasserete e avrete sempre più bisogno dell’aiuto degli altri, perdendo a poco a poco la vostra autonomia.

Patologie croniche, stanchezza, mancanza di stimoli, aumento di peso progressivo, una vita piena di infelicità, dolori e disagi, sensazione di vuoto, mancanza di attività, vitalità e piacere sono le conseguenze che possono mandare in frantumi anche lo spirito più forte.

Ma non deve essere così la situazione non deve peggiorare fino a questo punto.

Esiste un’altra strada. Una strada che vi garantisce il controllo sulla vostra salute, su una vita attiva infine sul vostro intero destino: sarete piene di vitalità, vitalità che oltre al vostro lavoro potrete riversare sulla vostra famiglia, i vostri bambini, i vostri amici e i vostri hobby.

Si tratta dell’unica strada che vi consente di assaporare tutte le cose che amate di più nella vita, e di assaporarle appieno, come disidratate, come merita ogni vostro momento, ogni vostro respiro

Spero che sceglierete questa strada e so che si tratta della strada che vi augurate di percorrere nella vostra vita.

Ora avete l’opportunità di lasciare il passato alle spalle e iniziare già oggi un futuro nuovo e più radioso, in cui vi trovate al posto di guida e siete in grado di riprendere il controllo sulla vostra salute, sul vostro corpo e sulla vostra vita.

L’intero team di CorAlkaLine sarà felice di assistervi in questo percorso che oggi sceglierete.

La vostra scelta mi rende orgoglioso di voi; sappiate che l’intero team di CorAlkaLine è al vostro fianco e sarà lieto di aiutarvi passo dopo passo, lungo la strada.

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Giusto, devo ancora dirti qual è l’alimento peggiore, che intensifica dolori articolari anche se spacciato come salutare e che probabilmente assumete ogni giorno.

Si tratta…

…del grano

Se volete sbarazzarvi dei vostri dolori articolari dovete evitare ad ogni costo gli alimenti che contengono glutine, indipendentemente dal fatto che abbiate un’intolleranza o meno.

Nel glutine si trovano alcuni componenti proteici, ossia gli inibitori dell’amilasi-tripsina (ATI), che hanno un’azione che favorisce l’infiammazione.

Secondo alcune ricerche, gli ATI attivano il sistema immunitario cosiddetto innato e mettono in moto i meccanismi di difesa.

In questo modo si generano reazioni infiammatorie, principalmente nell’intestino e nelle articolazioni ma anche nel resto del corpo (24).

Le infiammazioni più intense nelle articolazioni determinano un’intensificazione dei dolori e un rallentamento dei processi di guarigione.

Dovreste possibilmente rinunciare del tutto al grano e prediligere fonti alternative di carboidrati senza glutine come miglio, quinoa, grano saraceno o amaranto.

Come vedete, mantengo sempre le promesse.

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Carenza di vitamina D: una possibile causa di rischio per la psoriasi

Bassi livelli di vitamina D sembrano essere una delle cause della psoriasi, questo è quanto riportato in uno studio statunitense. Ma servono ulteriori conferme. Allora come decifrare i risultati e come regolarsi.

L’importanza della vitamina D per la salute è ormai risaputo da tempo.

Bassi livelli di vitamina D aumentano infatti il rischio di osteoporosi e secondo diversi ricerche potrebbe avere una funzione anche in alcune malattie autoimmuni, fra cui l’artrite reumatoide, la malattia di Crohn, il lupus eritematoso sistemico e la sclerosi multipla.

Alcune ricerche hanno anche evidenziato che potrebbe anche prevenire o rallentare lo sviluppo del cancro.

Ci sono inoltre già dei segnali di una potenziale correlazione fra bassi livelli di vitamina D e psoriasi e oggi un nuovo studio lo confermerebbe.

Lo studio, svolto dalla University of Kansas, è una meta-analisi, una revisione di numerosi studi sull’argomento.

I risultati sono stati pubblicati sul Kansas Journal of Medicine.

I riflettori sulla vitamina D

La vitamina D è prodotta in modo naturale dal nostro organismo quando siamo esposti al sole e questa è la sorgente principale – anche se è pure contenuta in alcuni alimenti, come uova, carni e pesce.

Molte persone soffrono di un’insufficienza (più lieve) o di una carenza di vitamina D.

Secondo recenti analisi, ad avere questa carenza vitaminica potrebbe essere la metà degli italiani. Questo accade soprattutto in inverno a causa della minore esposizione ai raggi solari.

Da molto tempo la possibilità della supplementazione di vitamina D è oggetto del dibattito medico-sanitario, con risultati e pareri a volte discordanti, anche se si sta cominciando a delineare una propensione al suo impiego.

Per la psoriasi, talvolta, esporsi ai raggi del sole si è dimostrato un valido metodo per alleviare i sintomi e anche per questo gli scienziati sono incoraggiati a focalizzarsi sul ruolo della vitamina D.

È infatti dimostrato che questo fattore abbia un ruolo fondamentale nella proliferazione e nella rigenerazione dei cheratinociti, ovvero delle cellule più abbondanti della pelle.

Per questa ragione, si ritiene che dei bassi livelli di vitamina D possano aumentare il rischio di problemi alla pelle.

E le conferme non mancano: alcune ricerche hanno osservato un collegamento con alcune malattie autoimmuni della pelle, come il pemfigo volgare, il pemfigo bolloso, l’alopecia areata e la vitiligine.

Lo studio sulla vitamina D

Per tutti questi motivi, i ricercatori hanno svolto un’analisi dei risultati di diversi studi.

Inizialmente ne hanno selezionati 107, ma solo alcuni hanno soddisfatto i parametri dell’indagine.

In tutto, sono stati presi in analisi i dati di 693 pazienti con la psoriasi e più di 6.200 casi di controllo che non avevano la malattia, tutti residenti negli Stati Uniti.

Vitamina D: i risultati

Il resoconto delle ricerche mostrano un rapporto significativo fra una carenza di vitamina D e la psoriasi, riportano gli autori – o meglio di vitamina D-25OH nel sangue, un pre-ormone convertito nei reni nella forma biologicamente attiva della vitamina D.

Ma gli scienziati riportano che bassi valori di questa vitamina potrebbero essere una causa della psoriasi, che rimane una malattia multifattoriale legata anche ad altre cause, come per esempio la permeabilità intestinale data da cereali, latticini e legumi, ma anche dalla Candida e Helicobacter, ecc.

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Colesterolo - Il Killer Che Ti Ruba La Vita

Colesterolo: Tutti i rischi per la salute

Cos’è il colesterolo

Il colesterolo è un costituente naturale dell’organismo. Si tratta di una sostanza grassa di grande importanza per il nostro corpo, che è dannosa solo quando presente in quantità eccessive nel sangue, tanto che livelli elevati di questa molecola rappresentano uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. E’ presente nella membrana delle cellule, e viene utilizzato anche per produrre alcuni ormoni, la vitamina D e gli acidi biliari. 

Cosa rischiano le arterie?

La salute del cuore e delle nostre arterie è messa a rischio dalla presenza elevata di colesterolo nel sangue. In particolare è il colesterolo a bassa densità LDL (Low Density Lipoproteins) definito anche “cattivo”, che tende a depositarsi lungo le pareti dei vasi sanguigni favorendo la formazione di placche aterosclerotiche che le ispessiscono, le induriscono, che danneggiano le pareti dei vasi sanguigni e creano problemi alla normale circolazione del sangue. Se questo problema non è adeguatamente tenuto sotto controllo, può portare conseguenze molto negative sul sistema cardiocircolatorio. 

L’ipercolesterolemia, ovvero l’accumulo eccessivo di colesterolo, aumenta il rischio di coronaropatie, ma non solo. Circa un terzo delle malattie cardiache ischemiche che colpiscono la popolazione mondiale è correlato ad un alto livello di colesterolo. Secondo le stime sarebbero ben 2,6 milioni le morti causate ogni anno dall’eccesso di colesterolo, pari al 4,5% del totale dei decessi. 

Se il medico lo ritiene necessario,  è suggerito controllare periodicamente il livello del colesterolo nel sangue, in modo da poter intervenire correttamente e tempestivamente, se necessario.  Quasi

Le conseguenze dell’aterosclerosi

Nei casi di aterosclerosi delle coronarie il muscolo cardiaco cuore può andare in carenza di ossigeno. Una placca aterosclerotica può infatti ostruire l’arteria o addirittura rompersi, rilasciando frammenti che possono a loro volta intasare un vaso sanguigno; in entrambi i casi il flusso di sangue viene ridotto significativamente o addirittura interrotto, con conseguente diminuzione o blocco dell’apporto di ossigeno. Fra le possibili ripercussioni di questi fenomeni si può essere esposti all’angina pectoris, caratterizzata dalla comparsa spesso durante uno sforzo fisico di dolore al centro del petto, che può irradiarsi alle braccia e/o alla mandibola, e l’infarto del miocardio. L’occlusione di un’arteria può anche essere causa di ictus cerebrali, le cui conseguenze variano in base all’area interessata e dell’estensione. Il problema può inoltre verificarsi anche a livello dei reni e degli arti inferiori, portando rispettivamente a malattie renali croniche e alla comparsa di crampi durante la deambulazione (claudicatio intermittens) e, nelle forme più gravi, alla necrosi dei tessuti (cancrena).

Come proteggersi dal colesterolo

Per prevenire l’incremento della quantità di colesterolo o per ridurne il livello, se troppo alto, la prima cosa da prendere in considerazione è valutare il proprio stile di vita e soprattutto la propria alimentazione. La dieta difatti è un valido alleato in grado di incidere positivamente o negativamente sui livelli di colesterolo nel sangue. Nello specifico i veri nemici nella “lotta al colesterolo” sono i grassi definiti saturi, cioè di origine animale contenuti in uova, latte, burro e derivati come la panna, carni grasse, insaccati e i grassi idrogenati, che si trovano nelle margarine, nei grassi vegetali e negli alimenti che li contengono, ad esempio nei prodotti da forno come brioche, grissini, crackers e biscotti.  

Purtroppo è impossibile liberare il cuore dal suo carico di lavoro quotidiano e sottrarlo all’influsso di fattori negativi come l’inquinamento ambientale; ed è anche molto difficile ottenere la quantità necessaria di sostanze nutritive solo alimentandosi correttamente. I cibi consigliati per il colesterolo alto a cui abbiamo oggi accesso sono infatti sempre più poveri di sostanze nutritive. Questo implica la necessità di arricchire l’alimentazione con sostanze nutritive che facciano bene al cuore.

Fortunatamente il colesterolo, pur essendo uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare, è controllabile. Con una corretta integrazione alimentare possiamo infatti trovare degli alleati nella “lotta al colesterolo”.  A tale scopo è stato realizzato l’apposito programma CARDIOPACK per la salvaguardia di tutto il sistema cardiovascolare

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Conclusione

E’ tutto per questo articolo sul colesterolo. Se ti è piaciuto, condividilo con i tuoi amici.

Licopene e Salute Cardiovascolaree

Studi epidemiologici recenti confermano un’associazione, già precedentemente osservata, tra consumo di licopene e riduzione della pressione sanguigna.

Sul periodico scientifico Nutrients è stata pubblicata una analisi di 6 studi che ha esaminato gli effetti sulla pressione sanguigna a seguito del consumo di licopene, prendendo in considerazione una somministrazione massima di 15 mg/die per un periodo di 4-16 settimane.

Prendendo in esame tutti i dati disponibili ottenuti consultando database come PubMed, l’assunzione di licopene, con la dieta o con integratori, ha mostrato la capacità di ridurre la pressione sistolica – ma non quella diastolica – a un dosaggio medio di 12 mg al giorno.

Il licopene è un carotenoide antiossidante presente in alte concentrazioni principalmente nel pomodoro e, in misura minore, in cocomero, melone, albicocca e pompelmo rosa.

È ormai confermato anche dalla scienza che il licopene svolge un effetto protettivo a livello cardiovascolare, tanto che alte concentrazioni ematiche di questo carotenoide sono associate a un ruolo protettivo contro lo sviluppo dell’aterosclerosi, al miglioramento dei livelli di colesterolo LDL, HDL e della funzione vascolare e a una minore incidenza di eventi cardiovascolari (ictus, infarto del miocardio).

Ma le maggiori evidenze scientifiche riguardano la riduzione del rischio di sviluppare alcuni tipi di tumore, in particolare quello della prostata, per il quale sono disponibili numerosi approfondimenti scientifici che indicano un’azione protettiva svolta da questo carotenoide contro il danno ossidativo.

Bibliografia
Li X, Xu J. Lycopene supplement and blood pressure: an updated meta-analysis of intervention trials. Nutrients. 2013 Sep 18;5(9):3696-712.

Fai il Test per scoprire la tua Età Biologica

Scopri con un semplice test la tua vera Età Biologica

Sempre più spesso ci capita di osservare giovani comportarsi come anziani e viceversa. In questo caso non mi riferisco alle abitudini che ci portano a dimostrare una certa età, ma a come esse si ripercuotono sul nostro corpo, mostrando poi la vera età biologica.

È proprio così: c’è un’età dimostrata che spesso non corrisponde alla reale età anagrafica che abbiamo.

In questo articolo ti svelo come scoprire la vera età del tuo corpo!

Cosa è l’età biologica?

Grazie ad un test, è possibile determinare molti parametri dell’età biologica relazionati con gli anni che ha l’organismo in base a come lo trattiamo.

Alcuni medici hanno già iniziato a basarsi su questi dati per, ad esempio, determinare se una persona è una buona candidata o meno per donare un organo.

Sono utili anche per sapere, e persino predire, la possibile età di morte del paziente e per individuare i soggetti che possono sviluppare demenza o Alzheimer.

L’età dimostrata ovvero biologica, secondo la scienza, è più importante della data di nascita. Tuttavia, passerà ancora molto tempo prima che l’età cronologica smetta di essere usata in medicina.

Come capire l’età biologica?

I test al giorno d’oggi ci aiutano a sapere se le nostre abitudini sono benefiche o nocive per la salute. Questo ti sembra interessante?

Uno dei controlli consiste nel fare un’analisi del sangue con lo scopo di individuare i segni di invecchiamento delle cellule e metterli a confronto con il comportamento dei 150 geni chiave per la salute.

Proprio così, ci sono alcuni segnali nei tessuti cellulari che possono indicare se soffriremo di deterioramento cognitivo o se saremo più longevi della media.

A cominciare dai 40 anni, le persone hanno la possibilità di sapere cosa ne provoca l’invecchiamento. Purtroppo, però, la scienza non è ancora riuscita a rallentare questo processo.

Tuttavia, ci dice almeno che “età” e “salute” sono due questioni totalmente separate nella nostra vita.

I ricercatori che hanno realizzato questo studio affermano che il test sarebbe molto utile per predire in tempo le malattie cerebrali e neuro degenerative e poterle trattare prima che possano diventare croniche.

In breve tempo non verremo più giudicati per la nostra età, ma per come realmente appariamo. Probabilmente in futuro la società, le ditte farmaceutiche o le società assicuratrici analizzeranno ogni persona in modo più “intelligente”.

Test età biologica

Esistono diversi test che non richiedono un prelievo del sangue per conoscere la vera età del nostro corpo.

Basandosi su una serie di domande, ci danno una risposta più o meno corretta al riguardo.  

È necessario rispondere nel modo più oggettivo possibile e capire il perché del risultato finale. Si tratta di quesiti sulla nostra vita quotidiana e sulle abitudini che conduciamo.

Uno dei test con cui è possibile trovare i parametri dell’età biologica più facilmente è il seguente:

1. Hai amici con cui condividi i tuoi problemi?

  • No, nessuno (un anno più vecchio, +1)
  • Da uno a tre amici (mezzo anno più giovane, -0,5)
  • Con quattro o più (un anno più giovane, -1)

 

2. Quanti abbracci o baci ricevi a settimana?

  • Nessuno (un anno più vecchio, +1)
  • Da uno a tre (mezzo anno più giovane, -0,5)
  • Quattro o più (un anno più giovane, -1)

 

3. A che età pensi che morirai?

  • Prima dei 75 (due anni più vecchio, +2)
  • Tra i 76 ed i 90 (un anno più vecchio, +1)
  • Tra i 91 ed i 99 (+0)
  • Dopo i 100 (due anni più giovane, -2)

 

4. Riesci a toccare i talloni con le gambe?

  • Facilmente (-1, un anno più giovane)
  • Se spingo un po’ (+ 0)
  • A stento (mezzo anno più vecchio, +0,5)
  • Arrivo dai 2 ai 5 cm vicino (un anno più vecchio,+1)
  • Non riesco nemmeno ad avvicinarmi (due anni più vecchio,+2)

 

5. Qual è la forma del tuo corpo?

  • Obesa (+3)
  • Chiaro sovrappeso (+2)
  • Cinque chili in sovrappeso (+1)
  • Perfetta per la mia altezza (-1,5)
  • Poco al di sotto del mio peso forma (-1)

 

6. Che forma ha la tua pancia?

  • Non è possibile notarne la forma totale perché è molto grande (+1)
  • Rotonda (+0,5)
  • Quasi piatta (+0)
  • Piatta (-0,5)

 

7. Con che frequenza provi stanchezza o mancanza di energia nel corpo?

  • Quasi tutti i giorni (+2)
  • Quasi tutti i giorni dopo pranzo (+1.5)
  • A volte (+0.5)
  • Mai (-1)

 

8. Fumi?

  • No, non ho mai fumato (-3)
  • Ho smesso cinque anni fa o più (-2)
  • No, ho smesso dai tre ai cinque anni fa (-1)
  • Ho smesso da uno a tre anni fa (+0)
  • No, ho smesso quest’anno (+1)
  • Fumo (+3)

 

9. Qual è stato il numero massimo di alcolici che hai bevuto in un giorno solo nell’ultimo anno?

  • Tre alcolici o meno (+0)
  • Quattro alcolici (+0.5)
  • Cinque o meno (+1.0)
  • Più di cinque (+1.5)

 

10. Hai molti problemi ai denti o ti sanguinano le gengive quando ti lavi i denti?

  • Gengive che sanguinano oppure undici o più denti sistemati (+1.5)
  • Dai quattro ai dieci denti sistemati (+1)
  • Da uno a tre denti sistemati (+0.5)
  • No (+0)

 

11. Bevi bevande gassate o succhi di frutta industriali?

  • Mai (-1)
  • Da uno a tre bicchieri alla settimana (+0.5)
  • Da quattro a sei bicchieri (+1)
  • Più di sette (+2)

 

12. Mangi spesso cibo in scatola o in barattolo?

  • Ogni pasto (+3)
  • La maggior parte dei pasti (+1)
  • Meno della metà dei miei pasti (-1)
  • Non mangio mai cibo processato (-2)

 

13. Quanto volte alla settimana ti senti troppo pieno dopo aver mangiato?

  • Più di sette volte (+3)
  • Dalle tre alle sei volte (+2)
  • Da una a due volte (+1)
  • Mai (-1.5)

 

14. Quanti raffreddori hai avuto l’ultimo anno?

  • Cinque o più (+1.5)
  • Tre o quattro (+1)
  • Uno o due (-0.5)
  • Nessuno (-1)

 

15. Hai preso antibiotici negli ultimi cinque anni?

  • No (-2)
  • In una o due occasioni (+2)
  • In tre o più occasioni (+5)

 

16. Quante volte alla settimana cammini o fai movimento per 30 minuti o più?

  • Mai (+1)
  • Da una a due (+0)
  • Da tre a quattro (-0.5)
  • Cinque o più (-1.5)

 

17. Quante volte a settimana realizzi esercizi di forza muscolare?

  • Mai (+1)
  • Una o due (+0.5)
  • Da tre a cinque (-1.5)
  • Sei o più (-0.5)

 

Partendo dalla base dell’eta cronologica, dovete sommare o sottrarre in base alla risposta data ad ogni domanda per ottenere la vera età del vostro corpo.

La Frutta Antiossidante che Combatte i Radicali Liberi

Secondo alcuni studi sui cibi antiossidanti condotti dai ricercatori della State University of New York di Buffalo (USA), il succo d’arancia (frutta antiossidante) giocherebbe un ruolo fondamentale per contrastare i radicali liberi dell’ossigeno, responsabili di danni cellulari che possono tradursi nell’invecchiamento dell’organismo.

Per combattere i radicali liberi, le cellule dell’organismo agiscono attraverso specifici enzimi in grado di disattivarli, trasformandoli in altre sostanze più innocue ed eliminabili come scorie.

Frequentemente, però, la quantità di radicali liberi con cui entriamo in contatto è superiore di quella che le cellule riescono a neutralizzare. Per questo è necessario rifornire il corpo, attraverso la dieta,  di sostanze antiossidanti, di cui sono ricche frutta e verdura colorate di giallo, arancio, rosso e viola.

Questo è vero anche per il succo d’arancia che, sulla base della ricerca americana, è più efficiente dell’acqua e delle bibite zuccherate nel bloccare gli effetti degenerativi dei radicali liberi contenuti negli alimenti.

Analizzando per esempio, gli effetti di una colazione “all’americana” fatta di focaccia, salsicce e patatine fritte, uova, ricca di carboidrati e trigliceridi accompagnata da acqua, bevande zuccherate o succo d’arancia, è emerso che quest’ultima comporta un incremento dei radicali liberi molto più contenuto (47%) rispetto alle altre due bevande (62% e 63%).

Ma quale è la relazione di questi risultati?

Cosa è contenuto nell’arancia che fa da “scudo” ai dannosi effetti dei radicali liberi?

I protagonisti sono soprattutto i due Flavonoidi, identificati come Esperidina ed Naringenina di cui è ricca propria l’arancia. 

Questi ed altri flavonoidi disponibilii in questo agrume contribuiscono ad abbassare lo stress infiammatorio e ossidativo scaturito da pasti ricchi in grassi e carboidrati, contribuendo ad incrementare i sistemi antiossidanti messi in moto dalle cellule per aiutare a prevenire i danni causati dai radicali liberi.

Ricordati dunque di “colorare d’arancio” i tuoi pasti: il colore arancio fa bene all’organismo.

Fonte: Am J Clin Nutr 2010; 91: 940-949, 2010 

Contenuti:

  • Cibi antiossidanti
  • Radicali liberi
  • Frutta antiossidante

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Cosa sono i radicali liberi

I radicali liberi si formano nelle cellule sia in seguito alle normali reazioni metaboliche sia in seguito a stimoli esterni:
I radicali liberi sono dei veri e propri killer per il nostro organismo. Responsabili della distruzione di tutte le strutture cellulari e della maggior parte delle funzioni del nostro corpo, è necessaria una corretta conoscenza del fenomeno e una giusta prevenzione per ridurre l’azione di queste sostanze dannose.

I radicali liberi si formano nelle cellule sia in seguito alle normali reazioni metaboliche sia in seguito a stimoli esterni:

  • radiazioni ionizzanti
  • elevata tensione di ossigeno
  • sostanze chimiche di varia natura
 
Pertanto, come ci viene costantemente ripetuto da diversi spot pubblicitari, devono essere combattuti con alimentazione ricca di cibi antiossidanti, vita sana e magari integratori. Simili ad implacabili killer, nemici giurati del nostro benessere fisico e mentale, i radicali liberi sono ormai sulla bocca di tutti, ma quanti sanno in realtà cosa sono, che danni producono all’organismo e come vanno realmente combattuti? Riteniamo pertanto utile una panoramica sull’argomento che illustri, in modo semplice le cause, gli effetti ed i possibili rimedi, per prevenire e debellare i temibili radicali killer.

Cosa produce radicali liberi

La generazione di radicali liberi è un evento fisiologico e si genera normalmente nelle reazioni biochimiche cellulari, in particolar modo in quelle dove l’ossigeno è utilizzato per produrre energia. Anche gli stessi radicali liberi possono essere generati a causa di fattori esterni. Svariati sono i fattori responsabili dell’aumento dello stress ossidativo: l’ipercolesterolemia, intossicazioni di vario genere e il diabete. Un test su dei conigli in cui si è indotta ipercolesterolemia con dieta ricca di grassi è stato riscontrato un aumento di 3 volte della formazione di anione superossido; nel diabete si osserva una autossidazione del glucosio e l’aumento delle proteine glicosilate (proteine coniugate con gli zuccheri, sono molto tossiche), proteine che provocano un aumento dei radicali liberi e soprattutto dell’anione superossido.

FATTORI AMBIENTALI

  • Inquinamento
  • Droghe, alcol e farmaci, fuma attivo e passivo. Il fumo di sigaretta produce un grande numero di radicali liberi (ogni sigaretta induce la formazione di 10 miliardi di radicali liberi).
  • Raggi ultravioletti e radiazioni ionizzanti
  • Stress psicofisico prolungato (attività fisica intensa). L’esercizio fisico intenso può fare aumentare la produzione di radicali liberi fino a 50 volte.
  • Alcuni additivi e sostanze tossiche presenti negli alimenti o sviluppate durante la loro cottura
 
FATTORI ENDOGENI
 
  • Processo delle cellule fagocitarie (sistema immunitario) 
  • B-ossidazione (metabolismo degli acidi grassi)
  • Trasferimento degli elettroni nei mitocondri (produzione aerobica di energia)
  • Reazioni del citocromo P450 (metabolizzazione di farmaci, sostanze tossiche ecc.)

Cosa provocano i radicali liberi

I radicali liberi sono molecole o un atomo altamente reattivo che contiene almeno un elettrone spaiato nella sua orbita più esterna. A causa di questo i radicali liberi sono altamente instabili e cercano di tornare all’equilibrio rubando all’atomo vicino l’elettrone necessario per uguagliare la propria carica elettromagnetica. Questo fenomeno origina a sua volta nuove molecole instabili, innescando una reazione a catena che, se non viene arrestata, finisce col danneggiare le strutture cellulari irreversibilmente. Hanno numerosi effetti nocivi sul nostro organismo, sono infatti tra i responsabili di numerose malattie cardiovascolari e degenerative, invecchiamento e calvizie.

Altre conseguenze della loro azione incontrollata riguardano la pelle che diventa sempre più rugosa e rovinata. Anche le macchie della pelle sono conseguenza dello stesso processo a cascata di cui abbiamo parlato. Come la pelle, anche i capelli portano i segni dell’invecchiamento: cadono e diventano bianchi. Questi effetti molto noti sono conseguenza di meccanismi meno noti che vedono sempre come protagonisti i radicali. 

Quando i fattori di difesa sono sopraffatti dai radicali liberi, questi ultimi aggrediscono il DNA, i cromosomi, i mitocondri, le membrane, le proteine e i grassi.

Essi sono causa di danni cellulari di varia natura (ad esempio sui globuli rossi arrivano a causare emolisi, ovvero rottura delle cellule) agendo principalmente sugli acidi grassi che formano i lipidi di membrana. Dall’azione distruttiva dei radicali liberi possono essere colpite anche le proteine presenti nelle cellule, dando origine ad aminoacidi modificati.

Pertanto i radicali liberi agendo sui grassi delle membrane cellulari e sulle proteine nucleari determinano grossi danni alle cellule disintegrando le membrane e i nuclei, ma tutti i componenti della cellula possono venire attaccati.

 

Cosa combatte i radicali liberi

Fortunatamente esistono delle barriere contro il danno ossidativo: Sono i sistemi scavenger (lett. Spazzino) conosciuti come antiossidanti che consistono in una serie di enzimi, principi vitaminici e minerali atti all’arresto della cascata di reazioni dei radicali -superossido dismutasi, catalasi e glutatione perossidasi-, e le vitamine A (retinolo, prodotto di scissione del β-carotene), C (acido ascorbico) ed E(α- o γ-tocoferolo). 

Gli antiossidanti aiutano a mantenere in forma il nostro organismo, opponendosi ai processi ossidativi nei muscoli, e proteggono il DNA, i cromosomi e i mitocondri, che sono i siti della produzione di energia dall’ossidazione.

Possiamo cercare di limitare l’azione dei radicali liberi con una dieta corretta e scegliendo quindi dei cibi ricchi di antiossidanti come le fragole, le prugne nere, le arance, i mirtilli e gli spinaci cotti, oppure la barbabietola e il cavolo verde. Tra gli alimenti consigliati, anche per l’alto contenuto di fenoli, è l’olio d’oliva, con cui condire le verdure che in generale sono buone fonti di antiossidanti.

Per mantenersi in forma, ogni persona dovrebbe introdurre una quantità di antiossidanti pari a 5000 unità al giorno oppure circa 100 chili di Vitamina C al giorno. Capisci che la cosa diventerebbe abbastanza complicata.

A questo punto possono venirci in aiuto gli antiossidanti sotto forma di integratori alimentari, i quali grazie alla loro comodità di impiego ed efficacia si distinguono come le migliori soluzioni attuali. 

Tra i più efficaci e rinomati troviamo la microidrina nelle varie formule MICROHYDRINMICROHYDRIN PLUS, H-500 oppure il COENZIMA Q10VITAMIN EACTIVIN.

Journal of Medicinal Food

Volume 4, Number 3, 2001 Marie Ann Liebert, Inc.

 

Effetti Clinici dell’Introduzione nella Dieta dell’Antiossidante Minerale Silicato Microhydrin® Sulla Risposta Cardiovascolare Durante l’Esercizio Fisico

Kimberly L. Purly Lloyd, M.S.,1 Wendy Wasmund, B.S.,2 Leonard Smith,  M.D.,1 e Peter B. Raven, Ph.D2.

ABSTRACT

I minerali silicati amorfi, spesso descritti come polvere farinosa di roccia, erano una volta molto comuni nelle acque sorgive e nei flussi d’acqua di origine glaciale. Le particelle minerali della silice non solo legano chimicamente acqua ed altri elementi per trasportarli; ma possono legare anche idrogeno ridotto, che rilascia elettroni, svolgendo attività antiossidante o riducente sui fluidi circostanti. Lo scopo di questo studio è stato quello di esaminare la risposta del sistema cardiovascolare durante l’esercizio fisico dopo l’introduzione nella dieta dell’integratore minerale silicato antiossidante, la Microhydrin® (RBC Life Sciences, Inc., Irving, TX). È stato svolto un trial clinico che ha coinvolto anche un esperimento incrociato, a doppio cieco con controllo placebo. I soggetti hanno ricevuto l’agente attivo oppure placebo, 4 pastiglie al giorno, per sette giorni, prima della prova. L’esperimento ha coinvolto sei ciclisti allenati che hanno svolto un esercizio ciclistico equivalente a 40 Km. Sono stati valutati i parametri di percezione dello sforzo e misure di consumo dell’ossigeno, battito cardiaco, prestazioni durante lo sforzo, e concentrazione del lattato nel sangue sia prima sia dopo l’esercizio. Nonostante non ci fossero differenze (P ≥0.05) riguardo a prestazioni, battito cardiaco, consumo d’ossigeno e tasso di percezione dello sforzo durante l’esercizio, i valori di concentrazione di lattato (acido lattico) dopo lo sforzo erano significativamente più basse (P ≤ 0.05) nei casi in cui era stato usato l’integratore, in confronto all’assunzione di placebo. Questi dati suggeriscono un effetto benefico della Microhydrin sul metabolismo del lattato.

INTRODUZIONE

I flussi d’acqua glaciale di tutto il mondo sono ricchi di minerali silicati amorfi, molti dei quali hanno le dimensioni in scala nanoparticellare (‹ 1 μ).1,2 E’ stato riportato da McCarrison3 dopo la sua visita presso Hunza ,Pakistan Ovest,che gli abitanti locali avevano una salute eccellente in modo fuori dal comune ed una longevità eccezionale. Nonostante alcuni abbiano polemizzato sui metodi e l’accuratezza dei dati sulla longevità nell’area Hunza, altri sono propensi a supportare la notizia che gli individui locali abbiano una salute eccezionale ed abbiano una indubbia longevità.1,2,4-8 Un Team di cardiologi ha osservato e riportato che lo stato di salute cardiaca dei centenari di quest’ area è eccezionalmente buona e che questo possa essere un effetto di rallentamento dell’invecchiamento.5 Il buono stato di salute e di longevità è stato attribuito in gran parte all’uso di acqua glaciale per l’irrigazione delle coltivazioni e per il consumo di acqua potabile.6

Analisi geochimiche hanno dimostrato che i minerali silicati colloidali mostrano una varietà di caratteristiche, inclusa la formazione di acqua strutturata attorno all’interfaccia, la quale fornisce una superficie idratata che assorbe elementi o composti come potassio, ferro, magnesio, litio, calcio e idrogeno2,9 (Fig. 1). E’ stato sintetizzato un analogo strutturale di uno specifico silicato per l’integratore dietologico, simile a quelli trovati nelle acque glaciali e che mantiene le proprietà geofisiche inerenti a tali minerali. Le particelle silicate che spaziano tra i 50 ed i 100 Å di diametro possono essere sintetizzate e vengono chiamate clusters o Microclusters® (un procedimento privato è stato sviluppato da: Flanagan Technologies, Inc., Cottonwoods, AZ). I microcluster, all’interfaccia, possono essere saturati con idrogeno ridotto o con ioni idruro (H). Ciascuna di queste particelle quindi agisce come riducente o antiossidante quando è in soluzione (potenziale standard di ossidoriduzione: -550 mV). L’acqua strutturata all’interfaccia stabilizza il trasferimento elettronico2 (Fig 1). Specifiche interazioni con i silicati potrebbero verosimilmente avere un ruolo sostanziale nella biodisponibilità alimentare tramite l’aumento delle proprietà di solvatazione, trasporto di ioni ed acqua e la capacità di protezione antiossidante da agenti come i radicali liberi. 2,10,11

Il microcluster silicato idrato, Microhydrin® (procedimento privato, Flanagan Technologies, Inc., Cottonwoods, AZ), fornisce anche potenziale antiossidante in analisi standard su antiossidanti.

Silica-Water

Interfaccia Acqua-Silicato

Fig 1: Diagramma che mostra l’interfaccia acqua-silicato (legami silanici SiOH) e la disposizione dell’acqua strutturata in modo concentrico sulla superficie (tre strati d’acqua denominati omega, beta e delta), con assorbimento di altri elementi all’interno degli strati.

Risultati preliminari indicano che le proprietà del silicato antiossidante nella dieta possono ridurre nicotinamide adenina dinucleotide (NADH), citocromo C, epinefrina ed il radicale libero superossido in test in vitro standard (Joe McLord, comunicazione personale). Lo scopo di questo studio è stato quello di testare gli effetti cardiovascolari dell’antiossidante durante l’esercizio fisico in confronto all’effetto placebo. È stato svolto un esercizio ciclistico di 40 Km per determinare gli effetti dell’integratore sulla produzione dell’energia durante lo sforzo.

MATERIALI E METODI

Le procedure di Trial clinico sono state effettuate in accordo con gli standard etici del Comitato sulla Sperimentazione Umana e la Dichiarazione di Helsinki. Le procedure sperimentali e le forme di consenso, firmate dai volontari prima della partecipazione, sono state approvate dal Consiglio di Revisione Istituzionale dell’Università del Centro di Scienze Sanitarie del Texas Nord. Ogni pastiglia conteneva 250 mg di minerale silicato colloidale, Microhydrin®, assieme a polvere di riso (350 mg), come composto eccipiente ed è fornito da: RBC Life Sciences, Inc., Irving, Texas. L’integratore minerale silicato consiste in un derivato della silice commestibile con proprietà colloidali, contenente carbonato di potassio e solfato di magnesio formulato in particelle nanocolloidali sferiche silicate. I placebo, assunti durante il periodo di controllo, contenevano circa 570 mg di polvere di crusca di riso.

Sei soggetti maschi sono stati incrociati per dare a ciascuno, come integrazione nella dieta integratore oppure placebo per 7 giorni prima di competere in un trial ciclistico cronometrato di 40 Km. I soggetti hanno ricevuto un appropriato numero di pastiglie per tre volte al giorno ( 1 pastiglia al mattino, 2 a pranzo ed 1 alla sera ), per 1 settimana prima del giorno del test e nel giorno stesso del test di prova. Un campione di popolazione di sei  ciclisti maschi che erano sani, esenti da farmaci e/o droghe e non fumatori tra i 20-29 anni di età hanno effettuato un test ciclistico cronometrato (Time Trial). I soggetti avevano un elevato grado di preparazione atletica, intesa come consumo massimo di ossigeno (VO2 max), sotto sforzo ciclistico, maggiore di 60 ml/Kg/ min. Ogni soggetto ha completato un questionario su eventuali interventi medici precedenti ed attività fisica e si è sottoposto ad elettrocardiogramma (ECG) a riposo, svolto in collaborazione con fisiologi professionisti.

Ogni soggetto è stato in laboratorio tre volte -una per lo screening iniziale, una dopo l’assunzione di placebo ed una dopo assunzione di Microhydrin®-. Lo screening iniziale ha compreso un ECG a 12 guide, una misura della pressione sanguigna durante il riposo, un questionario di storia medica ed un test sotto sforzo graduale con una cyclette stazionaria (ID 5500; Scifit Lahaina, Maui, HI), per la valutazione di VO2 max. Ai soggetti è stato richiesto di scrivere un memoriale sul loro consumo di cibo, integratori e bevande durante la settimana precedente al test per consentire lo svolgimento delle linee dietetiche previste. Ai soggetti è stato richiesto di astenersi da integratori alimentari durante le settimane del test. Il pasto assunto prima del test è stato uguale per tutti onde evitare qualsiasi differenza nella dieta. I soggetti si sono astenuti da esercizio, caffeina ed alcool per 24 ore prima del test.

Ogni soggetto ha svolto due turni di esercizio fisico in ordine casuale, con 1 settimana di intervallo tra le prove per riposo. Nel giorno della prova (Trial Ciclistico) ogni soggetto ha ingerito le due pastiglie con un bicchiere d’acqua, 30 minuti prima di iniziare l’esercizio. Campioni di lattato ematico a riposo sono stati raccolti 5 minuti prima della corsa (lattato ematico pre-esercizio) e 5 minuti dopo l’esercizio, a riposo in posizione seduta (lattato post-esercizio). Durante la prova di 40 Km, il tasso di percezione dello sforzo (RPE), e misure del battito cardiaco, VO2, e rendimento sono state misurate ogni 10 minuti. Ogni soggetto ha corso su una cyclette stazionaria ergometrica a velocità costante (90-100 rpm) per 40 Km (24.8 miglia).

I soggetti hanno potuto rendere la massima prestazione che potessero raggiungere durante il test. Il battito cardiaco è stato monitorato di continuo da un ECG a tre guide (Hewlett Packard model #78354A; Agilent Technologies, Palo Alto, CA).

L’analisi respiratoria è stata eseguita passo-passo facendo espirare i soggetti in un boccaglio collegato ad una turbina a trasduzione volumetrica (Alpha Technologies, Laguan Hills, CA; VMM). L’ O2 respirato e le frazioni di CO2 sono state misurate da un campionatore del boccaglio connesso tramite un tubicino capillare di campionamento ad uno spettrometro di massa calibrato (Perkin-Elmer, Pomona, CA; MGA 1100). Il segnale analogico di entrambi gli spettrometri di massa ed il misuratore volumetrico sono stati trattati con una conversione dati analogico-digitale tramite computer da laboratorio. La respirazione passo-passo è stata registrata online utilizzando un software ottimizzato, specifico per il VO2. I valori di RPE sono stati raccolti ogni 5 minuti durante l’esercizio in condizioni stazionarie in accordo con il metodo di Dunbar.12

Cinque minuti dopo il completamento del test, un campione di lattato ematico post-esercizio, è stato raccolto tramite una puntura capillare. Il lattato nel sangue (15-50 μl) è stato misurato tramite il dispositivo per il monitoraggio del lattato Accusport (Indianapolis, IN), in accordo con le procedure standard.13,14

ANALISI DEI DATI

Tutte le variabili sono state valutate statisticamente tramite analisi della varianza (ANOVA) con misure effettuate in doppio con due fattori di ripetizione per comparsa nelle condizioni di integratore attivo e di placebo. Le differenze individuali sono state valutate tramite una media a due campioni accoppiati, il test del t di Student. Le variazioni nei parametri del test (VO2, RPE, battito cardiaco e rendimento) sono state anch’esse valutate tramite ANOVA con misure ripetute. Lo studio ha avuto un design incrociato per ogni soggetto necessario per il proprio controllo in misure ripetute tramite ANOVA. La tempistica di completamento dell’esercizio e le misurazioni delle concentrazioni di lattato hanno avuto solo un valore unico pre-esercizio ed uno post-esercizio.

RISULTATI

La figura 2 schematizza le velocità medie del battito cardiaco nei sei soggetti, le cui misure sono state mediate in battiti al minuto (bpm) in risposta all’esercizio sia con assunzione di placebo che nel caso di integratore attivo; le misure sono state raccolte durante lo sforzo ad intervalli di 10 minuti. Non sono state osservate differenze significative tra l’integratore attivo ed il placebo.

Valori Medi battito cardiaco

Valori medi di battito cardiaco

Fig 2:  Tasso di battito cardiaco medio relativo ai sei soggetti, misurato in battiti al minuto ogni 10 minuti, durante un esercizio ciclistico di 40 Km in condizioni di placebo e di integrazione attiva.

La Figura 3 schematizza il VO2 medio dei sei soggetti in risposta all’esercizio con il placebo e l’integratore attivo, con misure effettuate ogni 10 minuti durante il trial ciclistico.

Valori Medi VO2

Fig 3: Valori medi di VO2 dei sei soggetti, misure effettuate ogni 10 minuti durante un esercizio ciclistico di 40 Km in condizioni di placebo e di integrazione attiva.

Non sono state rilevate differenze significative tra i soggetti assumenti l’integratori e quelli addizionati con il placebo. La Figura 4 riassume il rendimento medio (Watts) dei sei soggetti in risposta all’esercizio in condizioni di trattamento con integratore attivo e placebo, misure raccolte ad intervalli di 10 minuti.

Resa agonistica media

Fig 4: Resa agonistica media (Watts) relativa ai sei soggetti, misure effettuate ogni 10 minuti durante un esercizio ciclistico di 40 Km in condizioni di placebo e di integrazione attiva.

Non sono state rilevate differenze significative in caso di integratore attivo e placebo. La figura 5 schematizza i valori medi di RPE relativi ai sei soggetti durante l’esercizio fisico, valori raccolti ogni 10 minuti. Non sono state rilevate differenze significative in caso di integratore attivo e placebo.

Percezione dello sforzo medio

Fig 5: Percezione dello sforzo medio (RPE) ) relativo ai sei soggetti, misure effettuate ogni 10 minuti durante un esercizio ciclistico di 40 Km in condizioni di placebo e di integrazione attiva.

La Figura 6 riassume i valori medi di lattato nel sague, sia pre-esercizio che post-esercizio, nei sei ciclisti. Nella misura precedente alla prova fisica non sono state riscontrate differenze.

Concentrazione Lattato

Fig 6: Valori medi di concentrazione di lattato nel sangue, relativi ai sei soggetti, sia pre-esercizio che post-esercizio, in condizioni di assunzione di placebo e di integratore attivo.

L’esercizio ha rivelato un notevole incremento nel sangue della concentrazione di lattato in entrambi i casi -integratore attivo e placebo- (P= 0,01 e P=0,03 rispettivamente). Nonostante questo, il lattato ematico post-esercizio era significativamente differente (P= 0,03) confrontando i gruppi “placebo” e “integratore attivo”.

Il gruppo con l’integratore attivo ha mostrato una concentrazione globale di lattato post-esercizio ematica (2,57 mmol/L, comparato con 3,37 mmol/L per i placebo).

La figura 7 confronta le variazioni dei livelli di lattato dei placebo dopo l’esercizio in confronto a quelli nel caso di integratore attivo.  Le differenze tra i due gruppi erano statisticamente significative a P= 0,03. L’accumulo di lattato dei ciclisti che avevano consumato l’integratore attivo era significativamente minore di quello riscontrato in chi aveva assunto un placebo.

Lattato-nel-sangue

Fig 7: Variazioni medie di concentrazione di lattato nel sangue, relativi ai sei soggetti, sia pre-esercizio che post-esercizio, in condizioni di assunzione di placebo e di integratore attivo, le quali mostrano differenze statisticamente significative (P= 0,03) tra i due gruppi.

DISCUSSIONE

Nonostante gli studi standard avessero rivelato che l’integratore dietetico, la Microhydrin®, avesse proprietà antiossidanti, è stato interessante stimare dove la Microhydrin potesse fornire un beneficio nello svolgimento di attività fisica. I parametri standard di un esercizio prolungato sono stati valutati per osservare qualsiasi possibile modifica o beneficio da una integrazione nella dieta durante lo svolgimento dell’esercizio stesso. La maggior parte dei test su esercizi prolungati per valutare gli effetti di antiossidanti tendono a misurare i prodotti di perossidazione lipidica e il miglioramento della resa agonistica, ma non necessariamente il livello di lattato nel sangue. Uno studio ha valutato gli effetti della somministrazione per 5 mesi di α-tocoferolo sul rendimento fisico durante l’esercizio di allenamento aerobico su 30 ciclisti. L’integrazione di Vitamina E non ha provocato significative variazioni sulla concentrazione di lattato ne di rendimento agonistico in confronto al placebo.15

Nonostante la letteratura sia divisa sull’interpretazione dei dati di sforzi prolungati, la capacità di resistenza è stata generalmente espressa come VO2 MAX.16,17.

Ad ogni modo è stato riscontrato di recente che il VO2 non è il miglior strumento di predizione per la capacità di resistenza sotto sforzo. La scala del tasso di percezione dello sforzo (RPE, da 6 a 20) è stato descritto inizialmente da G.V.Borg nel 1970, successivamente numerosi studi hanno dimostrato che questa scala era un buon indicatore dello stress fisico e della capacità di compiere lavoro fisico. Nonostante ciò permane una elevata variabilità nei valori di RPE in soggetti che svolgano le stesse costanti relative di rendimento (percentuale di consumo massimale di ossigeno).23

Nel determinare la soglia anaerobica, alcuni confidano maggiormente su analisi del battito cardiaco ed altri su sui livelli di lattato o su analisi respiratorie. Anche se i parametri cardiovascolari sono stati monitorati durante l’esercizio fisico, non si sono riscontrate variazioni significative durante la prova ciclistica in VO2 max, RPE, rendimento, battito cardiaco.

I livelli di lattato ematico-venoso capillare post-esercizio erano significativamente più bassi (P= 0,03) durante l’assunzione di integratore in confronto al consumo di placebo.

L’analisi dello status del lattato sanguigno capillare si sta diffondendo progressivamente su corridori ben allenati, in modo da monitorare l’intensità dell’esercizio prolungato.24

Spesso i trial atletici monitorizzano il lattato per confrontare individui molto o poco allenati a sforzi prolungati per individuarne la soglia di resistenza. L’allenamento di resistenza prima dei test sotto sforzo fisico hanno mostrato in alcuni casi un significativo decremento post-esercizio dei livelli di lattato ematico.21

Spengler e Co.21 hanno ipotizzato che la riduzione ematica della concentrazione di lattato possa essere dovuta ad un migliore assorbimento di lattato o da un incremento della capacità di metabolizzare esso stesso, ritenendo quindi che l’allenamento aerobico del muscolo possa avere un effetto sull’utilizzo del lattato.

Nel presente studio, gli atleti sono stati comparati in modo simile ed erano ben allenati, ma non hanno partecipato ad ulteriori allenamenti sulla respirazione o la resistenza prima del test. La VO2 respiratoria non ha mostrato variazioni significative prima o dopo l’esercizio, in relazione all’uso di Microhydrin o placebo. Un incremento di produzione energetica aerobica rispetto al processo anaerobico potrebbe essere associato ad un incremento del VO2.21

Lo schema sperimentale a doppio cieco ha indicato che l’integratore alimentare svolgeva un certo effetto sui livelli di lattato post-esercizio. Abbiamo ipotizzato che livelli più bassi di lattato possano riflettere un effetto metabolico dovuto a un apporto di antiossidante nella dieta, ripristinando le funzioni energetiche durante l’esercizio. In ogni caso, diversi processi metabolici potrebbero essere alla base della produzione di lattato e della sua rimozione dal sangue, nell’ambito di molti protocolli di esercizio fisico.22

L’osservazione di differenze significative nei livelli di lattato post-esercizio potrebbe indicare 1) che è aumentata la rimozione di lattato 2) che la produzione di lattato è diminuita. Sono necessari ulteriori studi biochimici per discernere quale dei processi correlati al metabolismo del lattato possa essere coinvolto durante l’assunzione dell’integratore.

In definitiva, la Microhydrin potrebbe agire positivamente sul metabolismo del lattato durante lo sforzo fisico e potrebbe preservare in parte il consumo di glicogeno, apportando quindi un beneficio al rendimento ed alla resistenza sotto sforzo.

RINGRAZIAMENTI

Desideriamo ringraziare Patrick Flanagan, l’ideatore dei Flanagan Microclusters® e della Microhydrin, per la sua assistenza e contributo alla sperimentazione sulla Microhydrin. Gli autori ringraziano i ciclisti per la loro partecipazione allo studio. Questo progetto è stato permesso da: RBC Life Sciences, Inc., Irving, Texas. Desideriamo ringraziare Joe McCord dell’Istituto di Ricerca sugli Antiossidanti, università del Colorado, Centro di Ricerca di Scienze della Salute, Denver, Colorado, per i suoi studi sugli antiossidanti.

 

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A cura di Steve Zanardi. Vietata la copia anche parziale o qualsiasi forma di riproduzione non autorizzata.

Test di Laboratorio Sulla Microidrina Coral Club

I Risultati di una Valutazione del Terreno Biologico su 14 Soggetti Prima e Dopo il Test con l’Integratore Microidrina Contenente Silicio Legato a Ioni di Idrogeno Ridotto

Un campione di acqua del ghiacciaio Ultar (Pakistan), quando è stato analizzato conteneva 369 mg/ml di polvere di roccia in sospensione, la quale era composta al 70-80% da Mica di Biotite, 15-20% di feldspato del plagioclasio, 5% di Mica di Vermiculite, tracce di altri minerali silicati solubili, minerali (prevalentemente Ca+2, SO4-2, Mg+2, Na+, K+, Cl, and HCO3) ed altre tracce di minerali [1,3].

Le conoscenze integrate, con il contributo da parte dei geologi riguardo al contenuto dell’acqua e le conoscenze dei nutrizionisti concentrati sull’optimum necessario per la fisiologia e la salute, hanno dato vita ad una impetuosa rivalutazione della funzione dell’acqua bevuta sulla salute umana e la longevità. È stato sintetizzato l’integratore microidrina che fornisce le proprietà dell’acqua del ghiacciaio contenente cristalli di minerale silicato con una elevata superficie specifica utile e capacità di scambio ionico [3,11].

Un esperimento preliminare che utilizza la Valutazione del Terreno Biologico (BTA), un metodo storico sviluppato da Claude Vincent, un idrologo Francese, e perfezionato con la moderna tecnologia, misura il pH, il potenziale di ossidazione/riduzione (rH2) e la resistività di sangue, saliva ed urine del soggetto umano esaminato.

L’analisi BTA è un procedimento non invasivo ed economico che i clinici usano per aumentare la loro conoscenza riguardo alla biochimica del corpo. Nonostante la BTA non sia considerata uno strumento diagnostico, questi parametri forniscono ai clinici informazioni importanti riguardanti gli effetti di programmi terapeutici o nutrizionali che tendano a normalizzare questi valori, importanti per la salute. Un esame preliminare che utilizzi la Valutazione del Terreno Biologico costituisce uno strumento unico per valutare le possibili alterazioni a breve termine dovute all’integratore.

Come è stata analizzata la microidrina

Una equipe di fisici e clinici che utilizzano l’analizzatore BTA S-2000 nelle loro pratiche cliniche hanno selezionato i soggetti per lo studio. Ogni individuo ha firmato un modulo di consenso informato. Due maschi di età media di 49 anni e sei femmine di età media di 45 anni di nessuno dei quali sono state diagnosticate patologie cliniche, hanno consumato 4 pastiglie di microidrina al giorno seguendo un protocollo che richiedeva una pastiglia al mattino, due al pomeriggio ed una di sera per 18 giorni. Altri tre soggetti (#8, #9, and #12) cui erano state diagnosticate condizioni patologiche sono state monitorate costantemente ed hanno terminato i 18 giorni di assunzione dell’integratore microidrina.

Il paziente #8 aveva 65 anni, una donna con sintomi che indicavano intossicazione da metalli.

Il soggetto #9 aveva 40 anni, una donna con sindrome da affaticamento cronico. Nonostante avesse effettuato test clinici come MRI ed analisi del sangue, la causa dell’affaticamento cronico e della debolezza muscolare era sconosciuta.

Il soggetto #12 era una donna di 58 anni, con una fibromialgia diagnosticata e sindrome da affaticamento cronico. I risultati iniziali del test BTA ed altri dati di diagnosi clinica indicavano che questi pazienti erano fisicamente più compromessi rispetto agli elementi dell’altro gruppo.

Microidrina cosa contiene

Tutte le pastiglie di microidrina somministrate in questo studio contenevano, in quantità presente naturalmente nella dieta, 250 mg di diossido di silicio, potassio, solfato di magnesio ed acidi grassi; esse sono state sviluppate tramite un processo privato a base di polvere di riso e sono state rese disponibili da RBC Life Sciences, Inc. of Dallas, Texas, con il suo prodotto Microhydrin.

Lo strumento usato per l’analisi di fluidi biologici era un BTA S-2000™ prodotto da: Biological Technologies International, Payson, Arizona. Il sangue è stato prelevato dai soggetti utilizzando una siringa priva di Eparina (anticoagulante) ed esaminato entro 2 minuti. Altri fluidi sono stati raccolti e sottoposti ad analisi in accordo con le procedure descritte nel manuale d’istruzione del BTA S-2000.

Tabella 1
Variazioni Medie e Dati Statistici per 8 Pazienti 
Sani prima e dopo 18 giorni di trattamento con Integratore

Test

Media % di Cambio

Unità di cambio Media

Media  + SD

SE

p-valore

Sangue, pH

0.94

0.07

-0.0337 ± 0.0855

0.0229

0.1833

Saliva, pH

4.10

0.29

-0.2488 ± 0.3056

0.0817

0.0187*

Urina, pH

11.70

0.65

0.2588 ± 0.8848

0.2365

0,3101

Sangue, rH2

0.88

0.20

-0.0250 ± 0.2188

0.0585

0.6818

Saliva, rH2

2.84

0.70

-0.6125 ± 0.6813

0.1821

0.0120*

Urina, rH2

5.92

1.26

0.6125 ± 1.8849

0.5037

0.2634

Sangue, r

19.10

52.00

-34.1250 ± 52.8100

14.1164

0.0462*

Saliva, r

23.80

53.60

-29.3750 ± 54.3980

14.5383

0.0830

Urina, r

24.70

64.00

-17.5000 ± 22.6337

6.0491

0.0232*

*Differenze statisticamente significative tra il valore basale all’interno del gruppo (p < 0.05), utilizzando il test del t di Student per un piccolo quantitativo di campione. Abbreviazioni: rH2, valore di riduzione/ossidazione misurato in millivolts, scala Barr; r, valore di resistività misurato in ohms cm; pH = -log 10-7 [H+]. I Valori sono medie ± Deviazione Standard (SD), Errore Standard (SE).

Tabella 2 
Cambiamento percentuale calcolato su valori mediati di risultati S-2000,prima e dopo 18 giorni di trattamento in pazienti sani N=8

Test BTA

Sangue

Saliva

Urina

pH

0.94%

4.09%

11.75%

rH2

0.88%

2.84%

5.92%

R

19.10%

23.80%

24.70%

Prima di ogni test BTA, ad ogni paziente veniva richiesto di astenersi per 12 ore da assumere cibo, liquidi, fare bagni ed usare spazzolini o altri oggetti per l’igiene orale.

Nonostante ci possano essere alcune variazioni, i valori basali sono stati considerati stabili all’interno di un range di tempo ragionevole per ogni paziente. I clinici BTA usano un test basale relativo ad ogni singolo individuo come riferimento tramite il quale sviluppare programmi nutrizionali mirati al raggiungimento di valori fisiologici entro limiti normali.

Analisi statistiche sono state condotte sugli otto pazienti su cui non sono state riscontrate patologie. L’analisi è stata condotta sulle variazioni dei valori prima e dopo il trattamento, utilizzando il relativo test del T di Student, specifico per campioni piccoli. I risultati sono stati riportati come medie, deviazioni standard, e valori-P. Questi risultati sono riportati nella Tab. 1.

I soggetti sono stati incoraggiati a mantenere il loro usuale stile di vita durante il periodo di assunzione dell’integratore microidrina. I tre soggetti in condizioni patologiche non hanno rappresentato un campione abbastanza grande per valutazioni statistiche, ma ad ogni modo hanno permesso di osservare alcuni eventi.

Quali risultati porta la Microidrina

I risultati iniziali hanno indicato che diversi parametri BTA sono variati significativamente dopo 18 giorni di trattamento. I valori medi sono stati calcolati con i valori di pH, rH2, ed r riscontrati nel sangue, saliva ed urine degli otto soggetti sani (Tab.2).

Per ogni parametro è stata calcolata la variazione percentuale rispetto al valore basale. Questi valori sono stati anche mediati per il gruppo degli otto soggetti in condizioni normali ed i tre in condizioni patologiche.

Le figure 1-9 descrivono i valori medi per gli otto soggetti sani.

Il gruppo di otto soggetti sani significativi spostamenti verso i valori ottimali in quattro dei nove parametri (Tab.1). Un test T di Student effettuato per piccoli campioni ha confermato una variazione statisticamente significativa (p < 0.05) per il pH salivare, rHdella saliva, e resistività del sangue e dei campioni di urina prelevati prima e dopo il trattamento di 18 giorni.

Il valore di pH della saliva degli otto soggetti sani testati era significativo (p < 0.0187, SD 0.3056).

Il valore di rH2 della saliva (p < 0.0120, SD 0.6813) era significativo negli otto pazienti in situazione non patologica.

La resistività del sangue ha mostrato una variazione significativa (p < 0.0462, SD 52.81) tre gli otto soggetti sani (Tab. 1).

Anche gli errori standard relativi ad ogni parametro sono riportati (Tab. 1). Un valore negativo indica la relativa direzione della variazione.

I tre pazienti non sani hanno mostrato risposte meno predicibili al trattamento.

I valori medi di rH2 delle urine erano attorno a 21.9, nei pazienti sani, mentre in quelli patologici era a 25.0, riflettendo un possibile deficit funzionale nei reni di questi ultimi tre.

I valori di r nella saliva e nelle urine dei tre pazienti non sani erano stati osservati essere più notevolmente più fuori scala inizialmente, o comunque molto alterati in questi soggetti. Il pH nelle urine è migliorato nei tre pazienti non sani. Il valore di r del sangue dei pazienti non sani ha mostrato un sottile cambiamento verso valori ottimali. I valori di r delle urine e della saliva hanno mostrato discrepanze tra i tre pazienti e spostamenti più marcati nei test BTA. Le valutazioni dei dati dei soggetti in condizioni patologiche sono meno oggettive, dato che le variazioni potrebbero essere dovute alle patologie oppure a malfunzionamenti da parte di vari organi.

Tabella 3
Valori di pH risultati da analisi con S-2000 mediati su 11 soggetti (sani e non sani),prima e dopo il trattamento di 18 giorni​

Sangue, pH  Ottimale 

​Urina, pH  Ottimale

Saliva, pH  Ottimale 

Prima

Intervallo

Dopo

Prima

Intervallo

Dopo

Prima

Intervallo

Dopo

7.55

7.30-7.35

7.55

5.91

6.50-6.80

6.14

7.02

6.50-6.75

6.87

DISCUSSIONE
Quattro dei nove parametri nei pazienti a salute normale hanno mostrato variazioni statisticamente significative (p < 0.05) verso valori più ottimali dopo il trattamento (Tab. 1). Inoltre i valori di media percentuale (variazione%) calcolati dal pH delle urine, r di saliva, e rH2 delle urine hanno anch’essi mostrato spostamenti verso intervalli più ottimali (Tab. 2).

Nonostante il pH delle urine non mostrasse variazioni significative per il gruppo, si è riscontrato una differenza di 11.75% dopo il trattamento ed una variazione da 5.87 a 6.26 verso valori più ottimali e meno acidi, indicando un possibile miglioramento.

I valori di r delle urine hanno mostrato una variazione significativa verso ranges più ottimali (Fig. 2,5,7,9).

I valori ematici di pH (Tab.3 e Fig. 1) e di rH2 (Fig. 4) non sono cambiati durante questo periodo, se comparati con altri parametri.

Questi valori potrebbero cambiare meno rapidamente in virtù della natura eterogenea e stabile del sangue, che si altera solitamente solo dopo diete altamente controllate o iniezioni intravenose di bicarbonato (Fig. 1,4). I valori di rH2 delle urine sono variati solo marginalmente, da 21.9 a 22.6 (valori medi), negli otto pazienti sani (Fig. 6).

Nonostante i valori di r della saliva non fossero significativi a p < 0.05, (p < 0.0830), una variazione rispetto ai valori basali di 23.8% verso valori più ottimali, dopo il trattamento, potrebbe indicare un effetto sull’omeostasi minerale (Fig. 3,6,8).

La saliva contiene minerali come calcio, magnesio, cloruri, sodio e potassio. Dato che il trasporto di minerali è una funzione primaria del nutrimento in natura, l’osservazione di r significativi nel sangue e nelle urine è stato un indicatore del fatto che l’integratore potrebbe avere la capacità di agire positivamente sull’omeostasi minerale nel corpo. Gradienti osmotici, integrità cellulare, reazioni biochimiche e funzioni neurologiche dipendono da un corretto bilanciamento basato sull’eliminazione e la ritenzione di Sali minerali.
Le persone che hanno patologie conclamate spesso hanno organi basilari come il fegato, i reni o il sistema linfatico che potrebbe essere inefficiente a liberare i tessuti da cataboliti cellulari, elettroliti o acidi come effetto della propria condizione patologica, o comunque molto più lentamente rispetto agli individui sani. I valori misurati in BTA delle urine spesso corrispondono a malfunzionamento dei reni come osservato dallo sbilanciamento di elettroliti.

Test-Microidrina-1
Test-Microidrina-3
Fig 1,2,3 : Valori di pH relativi a Sangue (1), saliva (2) e urina (3), valori mediati tra gli otto pazienti sani sia prima che dopo 18 giorni di trattamento.
Test-Microidrina-5
Test-Microidrina-6
Fig 4,5,6 : Valori di potenziale red-ox (RH2) relativi a sangue (4), saliva (6) e urina (5),  valori mediati tra gli otto pazienti sani sia prima che dopo 18 giorni di trattamento.
Test-Microidrina-7
Test-Microidrina-8
Test-Microidrina-9
Fig 7,8,9 : Valori di resistività (r) relativi a sangue (7), saliva (9) e urina (8), valori mediati tra gli otto pazienti sani sia prima che dopo 18 giorni di trattamento.

Benefici della microidrina

I derivati sferici della silice hanno proprietà uniche tra i minerali, gli ioni ed il trasporto di elettroliti. La capacità di queste particelle (50-100 Angstrom o meno) di fornire caratteristiche uniche di riduzione dell’acqua che generi idrogeno ridotto potrebbe essere un importante processo per la riduzione di radicali liberi dell’ossigeno nell’apparato digerente o attraverso tutto il corpo.

Le ricerche hanno indicato che il ruolo dell’acqua nella dieta è tanto variabile quanto fondamentale. L’acqua supporta tutte le reazioni biologiche in cellule e tessuti, è il sistema di trasporto fluido in sistemi viventi, è il mezzo dove la vita ha origine. I cristalli di silicati solubili in acqua possono legare tramite legami a ponte-idrogeno fino a tre strati di molecole d’acqua [12].

Uno strato di conduttività secondario viene formato tramite la disposizione ordinata di di atomi di idrogeno che circondano il cristallo silicato e trasportano elettroni da un atomo di idrogeno a quello successivo. Questa carica elettrica attrae ioni come H+, Fe3+, Ca2+, Na+ ed altri, specialmente nello strato esterno [1,12]. La struttura che si forma è un conduttore che può trasportare elettroni o idrogeni ridotti, fornendo elettroni che si pensa possano essere disponibili per ridurre radicali liberi nel tratto digerente e probabilmente in altre sedi corporee.

Tabella 4
Parametri BTA S-2000 che mostrano differenze statisticamente significative (p < 0.05) prima e dopo il trattamento. N=8 (t-TEST per piccoli campioni statistici).

Test  BTA

Sangue

Saliva

Urina

pH

0

< 0.0187

0

rH2

0.88%

< 0.0120

0

< 0.0462

0

< 0.0232

Recenti ricerche hanno indicato che l’idrogeno ridotto può rimuovere i radicali liberi dell’ossigeno, come un singoletto dell’ossigeno, radicali anionici superossidi, perossidi d’idrogeno e radicali idrossilici, tutti considerati in grado di causare estesi danni ossidativi a macromolecole biologiche come il DNA, membrane di acidi grassi a catene polinsature ed enzimi [4,5,13].

Questi danni da radicali liberi (stress ossidativo) sembra essere alla base di alcune malattie ed invecchiamento precoce [4,13]. Quando l’integratore alimentare microidrina viene aggiunto ad acqua clorurata, il potenziale ossidoriduttivo cambia da +270 mV a -650mV come misurato in scala standard. Anche gli elettroliti in acqua producono un potenziale redox di -250 fino a -350 mV (dipende dalla sorgente di acqua) ed è stato dimostrato che protegge il DNA da danni ossidativi tramite idrogeno ridotto [4,5].

Sebbene ci sia ancora molto da imparare riguardo alle sorgenti naturali di acque minerali, sussiste il fatto che uomini che si espongono spesso a fonti di questo tipo di acque sopravvivono più a lungo.

Ricerche biochimiche e nutrizionali ci stanno dimostrando i benefici di numerosi nutriliti minerali e delle rispettive funzioni in sistemi biologici. I composti silicati sono tra i più abbondanti componenti della crosta terrestre e se ne possono trovare in corsi d’acqua, letti fluviali e ambienti marini.

Alcuni derivati silicei hanno strutture uniche, sono idrofilici e legano ioni ed elettroliti rapidamente. Alcune ricerche hanno mostrato che alcune forme di composti silicati hanno vengono assorbiti più facilmente [15].

Uno studio ha permesso di scoprire che i silicati hanno un effetto protettivo nei confronti di alti livelli di alluminio in acqua da bere, associato a un miglioramento cognitivo negli anziani, specialmente quando il pH era alto (basico)[14].

Il silicio come elemento è essenzialmente non-tossico se assunto oralmente ed è stato utilizzato per oltre 40 anni come agente antiacido e come farmaco nel trattamento di ischemie circolatorie ed osteoporosi [15].

La sua funzione biologica è di agente di congiunzione tra tessuto connettivo ed osseo. Alcuni calcoli renali possono contenere silicati nei mammiferi [15].

La comunità scientifica di clinici che utilizza il test BTA riporta che alcuni programmi nutrizionali con integratori iniziano ad avere effetti benefici sui parametri BTA.

Alcuni di essi non modificano tali parametri per 3-6 mesi. Prima di intraprendere studi a lungo termine, abbiamo studiato gli effetti dell’integratore microidrina sui parametri BTA in modo da osservare i possibili effetti.

Ulteriori studi basati su altre procedure forniranno pregevoli informazioni ai geologi, nutrizionisti e fisici riguardo a queste strutture silicee, storicamente acclamate, e le loro funzioni nel fornire acqua biologicamente ridotta, e nel trasporto di minerali come riscontrato in sorgenti d’acqua geologicamente naturali, rinomate per le proprietà salutari e di longevità.

Leonard Smith Jr., M.D. Adjunct Clinical Faculty, Department of Medicine, University of Florida, College of Medicine Gainesville, Florida. 
Kimberly Purdy Lloyd, M.S. Technical Writer/Research Director, RBC Life Sciences, Irving, Texas. 
Sinceri ringraziamenti a Dennis Higgins, M.D.H. e Kathryn Phelps of Environmental/Invironmental Technologies, Inc. per il loro lavoro di coordinazione e di svolgimento di questo lavoro.

Bibliografia

  1. Keller WD, Feder GL: Chemical analysis of water used in Hunza, Pakistan. In Hemphill D.D (ed): “Trace Substances in Environmental Health XIII, Proceedings,” University of Missouri: Columbia: 130 137, 1979.
  2. Murray MJ, Murray AB: Diet and Cardiovascular Disease in Centenarians of Hunza.. Arteriosclerosis 4:546a, 1984.
  3. Keller WD, Reesman AL: Glacial milks and their laboratory-simulated counterparts. Geol Soc Am Bull 74:61-76, 1963.
  4. Shirahata S, Kabayama S, Nakano M, Miura T, Kusumoto K, Gotoh M, Hayashi H, Otsubo K, Morisawa S, Katakura Y: Electrolyzed-reduced water scavenges active oxygen species and protects DNA from oxidative damage. Biochem and Biophys Res Comm 234:269-274, 1997.
  5. Hayashi, H: Water the chemistry of life, part IV. Explore 6: 28-31, 1995.
  6. Greenberg R: (ed): In “Biological Terrain Instructor Training Manual.” Payson, AZ. Biological Technologies International, 1997.
  7. Busa WB, Nuccitelli R: Metabolic regulation via intracellular pH. Am J Physiol 246: R409-R438 1984.
  8. Zeigler E: The oxidation-reduction potential of blood under different pharmacological and pathophysiological conditions (Abstract). Arch Int Pharmacodyn 8:97,1963.
  9. Brenner BM, Dworkin LD, Ichikawa I. In: Brenner BM, Rector FC Jr. (eds): “Glomerular Ultrafiltration in the Kidney,” 3rd ed. Philadelphia: WB Saunders Company, 1986.
  10. Johansson G, Birkhed D: Effect of a long-term change from a mixed to a lactovegetarian diet on human saliva. Arch Oral Biol 39:283-288,1994.
  11. Keller WD: Drinking water: A geochemical factor in human health. Geol Soc Am Bull 89:334-336,1978.
  12. Dove PM, Rimstidt JD: Silica-water interactions. In Heany PJ, Prewitt CT, Gibbs GV, (eds): “Silica, Physical Behavior, Geochemistry, and Materials Application”. Reviews in Minerology. Washington DC: Minerological Society 29:259-301,1994.
  13. Pryor WA, Shipley Godber S: Oxidative stress status: an introduction. Free Radical Biology and Medicine 10:173, 1991.
  14. Jaqmin Godda H, Commenges D, Letenneur L, Dartigues JF: Silica and aluminum in drinking water and cognitive impairment in the elderly. Epidemiology 7: 281-285, 1996.
  15. Neilson FH: Ultratrace Minerals. In Shils ME, Young VR (eds): “Modern Nutrition in Health and Disease” 7th ed. Philadelphia: Lea and Febiger, 1988.

A cura di Steve Zanardi. Vietata la copia anche parziale o qualsiasi forma di riproduzione non autorizzata.

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Estratti dagli Studi Preliminari sulla microidrina Microhydrin Un Nanocolloide Silicato Funzionale

Clinton H. Howard and Kimberly Lloyd
Revisione di Gennaio, 2000.

RBC Life Sciences ha condotto una serie crescente di studi clinici e di laboratorio volti a valutare le caratteristiche nutrizionali ed i benefici di Microhydrin (250 mg per pastiglia), come minerale antiossidante.

Gli articoli seguenti sono brevi riassunti dei risultati ottenuti da studi conclusi nel gennaio del 2000.

La Microhydrin® ha Effettivamente Abbassato i Livelli di Acido Lattico presenti  nel Sangue Durante Esercizi Intensivi

Il Dipartimento di Fisiologia dello Sport dell’Università del Centro di Scienze della Salute, nel Nord del Texas a Fort Worth (Texas), ha condotto uno studio incrociato a doppio cieco con controllo placebo su 6 ciclisti maschi riguardo alla presenza di acido lattico (lattato) nel sangue durante 40K (24.8 mi), cronometrati nella corsa in bici a velocità massima. I soggetti hanno ricevuto 4 pastiglie di Microhydrin o di placebo giornaliere, assumendone una al mattino, due al pomeriggio ed una la sera, nella settimana prima del test ed anche nella stessa settimana del test. I soggetti si sono astenuti da ogni altro tipo di integratore non prescritto dal test durante il periodo dell’ esperimento; inoltre, ogni soggetto ha ricevuto 2 pastiglie con acqua 30 minuti prima di ogni prima dell’inizio di ogni prova fisica. I livelli di lattato nel sangue sono stati misurati prima e 5 minuti dopo ogni sessione di esercizio. La Microhydrin ha significativamente diminuito i livelli di acido lattico (lattato) se comparati con i placebo durante sforzo intensivo (p=0,03). 
(Pubblicazione tratta da: “ Journal of Medical Foods”, 1999 Vol 3 No.4 p151-159 Peter Raven Ph.D. 1999 & Wendy Wasmund, B.S. University of North Texas Health Science Center at Fort Worth, 1999.)

L’acido lattico si accumula durante un esercizio intensivo o prolungato. E’ un problema comune tra atleti, persone che lavorano in ambienti esterni, che praticano sports oppure fanno esercizio fisico per un periodo prolungato.

I livelli decrementati di acido lattico (lattato) immediatamente dopo un esercizio intensivo sono un ulteriore indicatore dell’abilità di Microhydrin ad aiutare a fornire una fonte energetica diretta (la produzione di ATP) necessaria alle funzioni cellulari. Una funzione energetica ergogenica si attua quando una sostanza aumenta l’energia biochimica senza l’introduzione di ulteriori carboidrati o calorie nella dieta. 

Microhydrin nell’idratazione intra ed extracellulare

E’ stato condotto uno studio preliminare a doppio cieco con controllo di tipo placebo utilizzando l’analizzatore a impedenza bioelettrico RJL che misura l’idratazione del corpo basandosi sullo stato nutrizionale del paziente, metodo sviluppato da R.J. Liedtke. Sette soggetti hanno ricevuto 4 pastiglie giornaliere di placebo (polvere di crusca di riso). I valori medi hanno dimostrato un incremento dell’idratazione sia intracellulare che extracellulare grazie alla somministrazione di Microhydrin se comparati con quelli del gruppo placebo.

Quando è stata consumata Microhydrin, il valore di idratazione totale corporea (acqua intra ed extra cellulare) è stata incrementata del 2.7%. Le variazioni osservate in TBW quando i soggetti hanno assunto Microhydrin,  confrontati con i placebo, hanno mostrato significatività statistica  (p < 0.05) utilizzando il test del t di Student per piccoli campioni statistici.

L’acqua intracellulare, l’indicatore più sensibile dello stato nutrizionale e metabolico, è aumentato del 2,7%. La massa cellulare corporea (volume intracellulare), un altro indicatore dell’acqua all’interno delle cellule, ha mostrato anch’esso un incremento del 2% durante l’assunzione di Microhydrin.

Questi incrementi dei parametri osservati in acqua extracellulare sono risultati essere statisticamente significativi (p < 0.05) in caso di consumo di Microhydrin, se comparati con chi assumeva placebo. (Dati non pubblicati, Gary Osborn R.Ph. & Heriberto Salinas, MD Texas Institute of Functional Medicines, 1999)

La Massa Cellulare Corporea (BCM) e l’acqua intracellulare (ICW) sono valutazioni del volume intracellulare e dell’acqua entro ogni cellula, rispettivamente. L’acqua corporea extracellulare, la quale bagna le cellule, ha mostrato anch’essa un incremento di volume. L’acqua intracellulare rappresenta circa il 60% dell’acqua totale del corpo in un adulto sano. L’acqua intracellulare, come indicatore di integrità cellulare, è risultata essere più elevata nei lattanti, ma decrementa nel corso dell’invecchiamento o nella perdita di massa cellulare corporea. I tessuti cellulari sani mantengono acqua all’interno delle cellule ed hanno un più elevato metabolismo anabolico (sintesi) così come catabolico (frammentazione). 

Microhydrin Protegge dallo Stress Ossidativo

E’ stato condotto uno studio preliminare a doppio cieco con controllo di tipo placebo su 7 soggetti che hanno ricevuto 4 pastiglie al giorno di Microhydrin per due settimane, ricevendo in seguito 4 pastiglie di placebo al giorno per le successive due settimane. Sono stati misurati i livelli di alchenali/creatinina nelle urine. Durante l’assunzione di Microhydrin, è stata osservata una protezione del 43% di incremento nella protezione da radicali liberi in confronto al gruppo che assumeva placebo. E’ stato osservato in questo studio che Microhydrin protegge nei confronti degli alchenali del siero. Gli alchenali sono i prodotti ossidativi dovuti a perossidazione dei lipidi del siero, causata da attacchi da parte dei radicali liberi verso lipidi di membrana e lipoproteine. Essi sono indicatori di danno da radicali liberi nel corpo, associato ad aumentato rischio di malattie correlate all’invecchiamento.

(Dati non pubblicati, Gary Osborn R.Ph. & Heriberto Salinas, MD Texas Institute of Functional Medicines, 1999).

Valutazione dell’Attività Microhydrin Nella Produzione di NADH in Vitro

La produzione di ATP, la principale fonte di energia nei mitocondri, dipende dalla produzione di NADH. L’idrogeno ridotto, generato dal ciclo di Krebs, viene trasportato dall’NADH nei mitocondri tramite la reazione a catena del trasporto elettronico che al suo culmine produrrà una molecola di ATP ed una molecola d’acqua.

L’Idrogeno è uno dei più importanti elementi donatori di un elettrone, un doppietto elettronico oppure del proprio protone per le reazioni di ossido/riduzione di numerosi enzimi o intermedi all’interno di cicli metabolici cellulari. Tramite osservazione in vitro, è stata misurata la conversione di NAD+ ad NADH dopo l’aggiunta di Microhydrin. Il dosaggio con quantità a concentrazioni crescenti di Microhydrin al NAD+ ha mostrato un incremento lineare nella produzione di NADH, misurandone l’assorbimento a 350 nm. (Dati non pubblicati, Joe McCord, Ph.D University of Colorado Health Sciences Center, 1998).

Microhydrin Incrementa La Produzione di NADH Mitocondriale e Aumenta il Potenziale della Membrana Mitocondriale in Cellule di Fegato Intatte

Microhydrin (200 mg/ml) è stata addizionata a cellule di fegato di ratto coltivate al 90% di terreno (500,000 cells/ 4ml medium). L’autofluorescenza nel blu dell’NADH mitocondriale è stata visualizzata tramite scansione a microscopia confocale con laser invertito Zeiss LSM 410, utilizzando una lente ad immersione 40X e sfruttando una luce di eccitazione a 356/365 nm fornita da un laser ad argon UV. Nelle condizione operative scelte, l’autofluorescenza insorge principalmente da parte dell’NADH mitocondriale. L’ossidazione da NADH a NAD+ comporta la perdita di fluorescenza dato che solo l’NADH è fluorescente.

Le linee del grafico schematizzano i dati dovuti a 3 esperimenti con Microhydrin e 3 campioni di controllo. Nel gruppo della Microhydrin l’NADH è aumentato del 20% per 20 minuti, mentre nel gruppo di controllo si è verificato un decremento nella fluorescenza di NADH di circa il 30%. Questi esperimenti preliminari suggeriscono che Microhydrin promuova il trasferimento elettronico al NAD+ in epatociti viventi intatti. Inoltre, Microhydrin previene l’ossidazione spontanea (o sbiancamento) dell’NADH che avviene generalmente durante un’incubazione di questo tipo (vedere esperimento di controllo), indicando dunque una continua ricarica del nucleotide piridinico (NADH).

Il potenziale di membrana mitocondriale è stato monitorato utilizzando una coltura di epatociti overnight (in incubazione per 12 ore), simile a quella usata nell’esperimento NADH e che è stata trattata per 20 minuti con la sonda fluorescente tetrametilrodamina metilestere (TMRM). Il medium di coltura è stato stabilizzato a pH 7.4 per garantire che gli effetti precedentemente osservati non fossero dovuti a effetti di pH. Le cellule trattate con TMRM sono state osservate in microscopia confocale con laser invertito Zeiss LSM 410, attraverso una lente da obbiettivo al 63X. In questi esperimenti, un incremento della fluorescenza mitocondriale di TMRM rappresenta un aumento della polarizzazione mitocondriale (potenziale di membrana più negativo). Le linee del grafico rappresentano i dati di 3 esperimenti con Microhydrin e 4 esperimenti di controllo. Nel gruppo di controllo la fluorescenza del TMRM è decrementata del 6% in 20 minuti. Nel gruppo con la Microhydrin, il segnale di TMRM è aumentato di circa 25% del suo valore basale. Queste osservazioni preliminari suggeriscono che la Microhydrin incrementi il potenziale di membrana mitocondriale in epatociti intatti e viventi. La combinazione di un aumento del potenziale di membrana mitocondriale e di aumento di NADH suggerisce un incremento della capacità bioenergetica dei mitocondri qualora sia presente Microhydrin nella sospensione cellulare (Dati non pubblicati, 1999). Microhydrin sembra fornire elettroni o H- (ioni idruro) disponibili a cofattori che siano in grado di utilizzarli per la produzione di energia cellulare. L’NADH apporta elettroni ai mitocondri tramite la catena di trasporto elettronico producendo H2O ed ATP, la sorgente energetica principale per numerose reazioni biochimiche intracellulari.

 

Valutazione della Microhydrin come Eliminatore di Radicali Liberi

I test su Microhydrin sono stati condotti utilizzando la tecnica di risonanza di spin elettronico (ESR), da parte di scienziati che sono specializzati nella valutazione di antiossidanti nell’ambito di autorevoli Università. Le notizie seguenti sono tratte dai risultati del test:

“Abbiamo condotto uno studio sull’attività antiossidante della Microhydrin attraverso numerosi metodi sperimentali. E’ stata rilevata attività di rimozione dei radicali idrossilici in due diversi preparati contenenti Microhydrin”.

“Le nostre conclusioni sono che Microhydrin abbia attività antiossidanti nei confronti di radicali idrossilici. I radicali idrossilici sono tra i più pericolosi radicali liberi dell’ossigeno che compaiano nei sistemi biologici. Sono gli stessi radicali che si formano tramite esposizione a radiazioni ionizzanti. Dunque, si è potuto stabilire che Microhydrin abbia attività a tale riguardo”. (Comunicazione Personale: Lester Packer, Ph.D., University of California at Berkley, 1999)

Valutazione della Microhydrin come Eliminatore di Radicali Liberi, Rapporto II

I test su Microhydrin sono stati condotti utilizzando la tecnica di risonanza di spin elettronico (ESR), da parte di scienziati che sono specializzati nella valutazione di antiossidanti nell’ambito di Università differenti. Il testo seguente è stato tratto da un rapporto dello studio eseguito: “ Quando abbiamo effettuato il test standard dell’attività della Superossido Dismutasi basata sulla riduzione del citocromo c tramite xantina xanthine (see J. Biol. Chem. 244: 6049-6055, 1969),  Microhydrin ha rivelato di avere due caratteristiche”:

1) Microhydrin può direttamente ridurre il citocromo c, dimostrando di essere un agente riducente (come un antiossidante).

2) Microhydrin può inibire la riduzione del citocromo c mediata dal superossido, indicando di avere la possibilità di rimuovere il radicale libero superossido.

“Quando testata con un metodo alternativo basato sulla capacità del superossido di ossidare l’epinefrina ad adenocromo, la Microhydrin ha anche mostrato la sua capacità di rimuovere il radicale superossido e di inibirne il processo”.  (Comunicazione personale: Joe McCord, Ph.D., University of Colorado Health Sciences Center, 1998).Un abstract di questi dati relativi ad antiossidanti in vitro è stato presentato e pubblicato agli atti nel 10° congresso dell’associazione nazionale dell’Idrogeno, pg. 595-610; 1999)

Medico che Utilizza Microhydrin Scala il Monte Everest Senza Ossigeno

Nel 1991, all’età di 39 anni, Denis Brown M.D. di British Columbia tentò di scalare il Monte Everest senza ossigeno di riserva. Raggiunse la quota di 7800 metri. Ancora nel 1994 ritentò la scalata e raggiunse gli 8400 metri prima di arrendersi alle condizioni estreme e tornare indietro. Nel 1999, a 47 anni aggiunse Microhydrin al suo regime alimentare. Microhydrin aiuta ad impedire la formazione di radicali liberi e l’acido lattico, e sostiene la produzione di ATP. Egli quindi riuscì a raggiungere la sommità sud alla quota di 8625 metri, senza ossigeno di scorta, riportando che stavolta si sentiva più forte ed aveva più energie rispetto alle scalate precedenti.

Maratoneta Migliora i Tempi di Percorrenza Utilizzando Microhydrin

Nel gennaio 1997, all’età di 39 anni, Andrey Kusnetzov disputò la maratona Brasiliana e finì in 2 hr. 17 min. and 52 sec. Il Dicembre successivo, aggiunse Microhydrin al suo regime alimentare, assumendo due pastiglie con una terza pastiglia spezzata, in un bicchiere d’acqua al mattino ed ancora ogni sera. In Gennaio, corse due minuti più veloce, vincendo il premio della divisione “Master” (età 40+) alla Maratona Metodistica di Houston. Nel successivo Aprile 1998 egli continuò a migliorare i suoi tempi e vinse la maratona di Boston della categoria Master. Un anno dopo, all’età di 41 anni, in una gara con 12000 corridori, vinse ancora la maratona di Boston, categoria Master, nel miglior tempo di 2 hr. 14 min. e 20 sec., in antitesi con il forte vento ed il calore che aveva causato agli altri corridori ai primi posti di finire in tempi più lenti rispetto agli anni passati. Seguendo la corsa, il direttore medico della RBC entrò nello spogliatoio dove i corridori esausti erano stremati sulle panche, ed erano soccorsi per collasso, ipertermia e nausea. Andrey restò in piedi, rilassato, e sembrava non avere risentito della corsa.

Test sulle Funzioni Della Microhydrin

Microhydrin è un Minerale silicato (silicio, potassio e magnesio), formatosi  tra colloidi estremamente piccoli e carichi negativamente (nanocolloidi), i quali sono stati saturati da idrogeno. I minerali sono risultati essere grandi tra 1-5 micrometri di diametro quando analizzati con microfotografie a scansione elettronica. La loro funzione è quella di fornire letteralmente trilioni di anioni idrogeno in grado di donare elettroni nei fluidi corporei. Gli elettroni, che Albert Szent-Gyorgyi ha chiamato il “carburante della vita”, sono abbondantemente disponibili in verdure crude cresciute in natura, frutta, e granaglie, ma sono carenti nella nostra dieta moderna troppo sovra-raffinata, acida o altamente ricca di cibi ossidanti, bibite e acqua da bere non di qualità. L’acqua imbottigliata ed in lattina è ossidata, acida, e non fornisce una fonte di elettroni. Quando consumata, il corpo deve sostanzialmente alterare le sue caratteristiche chimiche in modo da convertire l’acqua in fluido corporeo ottimale, sia intra che extracellulare. Tre di queste caratteristiche sono la conduttività (r), il potenziale di ossidazione/riduzione (ORP), e la tensione superficiale.

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A cura di Steve Zanardi. Vietata la copia anche parziale o qualsiasi forma di riproduzione non autorizzata.

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