Le Feste ti Hanno "Regalato" Kg? Risolvi con il Digiuno

Una nuova analisi dell’attuale ricerca sul digiuno intermittente suggerisce che la strategia dietetica potrebbe presto essere incorporata come consulenza medica standard sulla salute.

Un articolo recentemente revisionato, pubblicato sul New England Journal Of Medicine ha esaminato una serie di ricerche attuali sul digiuno intermittente, dagli studi sugli animali agli studi clinici sull’uomo. 
 
La revisione chiarisce i diversi regimi di digiuno, sottolineando al contempo una varietà di benefici per la salute che le strategie alimentari possono conferire all’uomo.

Sebbene il digiuno intermittente sia attualmente un po ‘una tendenza dietetica, gli scienziati hanno studiato gli effetti delle assunzioni caloriche irregolari negli animali per diversi decenni. 

Mark Mattson, autore della nuova recensione e neuroscienziato della Johns Hopkins University, spiega che uno dei processi chiave innescati dal digiuno intermittente si chiama commutazione metabolica.

Quando un organismo è affamato di cibo, cambia il modo in cui produce energia, passando dal glucosio facilmente accessibile negli alimenti consumati a un processo chiamato chetogenesi, in base al quale vengono prodotte molecole chiamate corpi chetonici attraverso la conversione delle riserve di grasso. 

Questo spostamento della produzione di energia è chiamato commutazione metabolica e l’articolo di revisione di Mattson suggerisce che frequenti spostamenti tra i due stati metabolici possono comportare una serie di benefici per la salute.

“Il lancio periodico dell’interruttore metabolico non solo fornisce i chetoni necessari per alimentare le cellule durante il periodo di digiuno, ma suscita anche risposte sistemiche e cellulari altamente orchestrate che si ripercuotono nello stato nutritzionale per rafforzare le prestazioni mentali e fisiche, nonché la resistenza alle malattie ”, scrive Mattson e il coautore Rafael De Cabo.

Alcuni dei benefici per la salute del digiuno intermittente citati nel nuovo articolo di revisione citati dall’ Università John Hopkins.

La revisione suddivide il digiuno intermittente in due categorie generali: digiuno a giorni alterni e alimentazione a tempo limitato. 
 
Il digiuno a giorni alterni comporta una significativa restrizione calorica un giorno o più ogni settimana – il moderno regime alimentare 5: 2 è una variazione del digiuno a giorni alterni. 
 

L’alimentazione a tempo limitato, d’altra parte, comporta il digiuno per un periodo all’interno del ciclo di 24 ore – questa categoria includerebbe il digiuno intermittente 16/8, che limita tutto l’apporto calorico a un periodo di non più di otto ore nell’arco delle 24 ore.

Qual è il regime di digiuno intermittente ideale?

 
Non è ancora chiaro. 
 
L’articolo rileva che è stato scoperto che i corpi chetonici iniziano a crescere nell’uomo entro 8-12 ore dal digiuno, suggerendo che i metodi di alimentazione a tempo limitato potrebbero essere efficaci per sfruttare i benefici per la salute del passaggio metabolico. 
 
Quindi 16 ore di digiuno ogni giorno possono essere un modo semplice per implementare una forma di digiuno intermittente. 
 
Un recente studio ha anche suggerito di far cadere quel periodo di digiuno fino a 14 ore al giorno, che conferisce benefici per la salute.

Mattson e De Cabo suggeriscono nell’articolo di revisione che i medici incorporano strategie dietetiche a digiuno intermittente nei regimi di trattamento per i pazienti a rischio di tutto, dalla demenza alle malattie cardiovascolari. 

E, comprendendo le sfide che i pazienti hanno nel mantenere questo tipo di interventi dietetici, l’articolo descrive i periodi di digiuno gradualmente crescenti per un certo numero di mesi come il modo più efficace per implementare tali cambiamenti dietetici.

Quindi, ad esempio, l’articolo suggerisce che per il primo mese di intervento un paziente scenda a un’alimentazione di 10 ore al giorno solo per cinque giorni alla settimana o a 1.000 calorie in totale un giorno alla settimana.

A poco a poco, per diversi mesi questo intervento si trasformerebbe, quindi entro il quarto mese il paziente raggiunge un regime di alimentazione completamente limitato nel tempo mangiando solo sei ore al giorno ogni giorno, oppure un regime 5: 2 di non più di 500 calorie per due giorni alla settimana.

“I pazienti devono essere informati che inizialmente la sensazione di fame e irritabilità è comune e di solito passa dopo due settimane o un mese quando il corpo e il cervello si abituano alla nuova abitudine”, spiega Mattson.

L’articolo di rassegna sottolinea che c’è ancora molto da esplorare in termini di effetti a lungo termine del digiuno intermittente e nella comprensione dei meccanismi biologici che potrebbero essere in gioco. 

Tuttavia, sembra sempre più chiaro che la nostra attuale cultura di cibo sempre disponibile e uno spuntino quasi costante non è necessariamente il modo migliore per nutrirsi. 
 
E, sebbene siano ancora necessarie ulteriori ricerche prima che possano essere formulate ampie conclusioni e raccomandazioni, Mattson è fiducioso che siamo vicini a un punto in cui i regimi di digiuno intermittente potrebbero essere incorporati nei consigli sulla salute popolari.

“Siamo a un punto di transizione in cui potremmo presto prendere in considerazione l’aggiunta di informazioni sul digiuno intermittente ai curricula della facoltà di medicina insieme a consigli standard su diete sane ed esercizio fisico”, conclude Mattson.

Il nuovo articolo di revisione è stato pubblicato nel New England Journal of Medicine, una delle riviste scientifiche più prestigiose del mondo.

Già in passato con l’articolo Il Digiuno per la Salute dell’Intestino avevo descritto i benefici del digiuno intermittente 16/8, clicca su questo LINK per leggerlo e scoprirne gli aspetti salutari.

Che differenza c'è sui grassi che mangi?

Ecco spiegate le 3 tipologie di grassi alimentari

Anche se ti sembrerà strano da tutto quello che puoi aver letto o sentito in passato sull’alimentazione, non sono i grassi a farci ingrassare, ma i carboidrati.

In verità, i grassi hanno una funzione metabolica insieme ai carboidrati ma anche singolarmente.

Spezziamo una lancia a favore dei grassi partendo dal principio che certi tipi di grassi sono indispensabili per il funzionamento del nostro organismo; infatti le cellule che lo costituiscono hanno tutte una membrana fatta di grassi (fosolipidi, trigliceridi, colesterolo etc), il cervello stesso è “avvolto” di grassi sia per assorbire gli urti (una specie di struttura-paraurti) sia per migliorare i processi di elaborazione di pensiero. 

Le fibre nervose più lunghe e veloci che si diramano dal cervello si chiamano “fibre mieliniche” in quanto sono rivestite da mielina, una sostanza costituita integralmente da grasso. Alcuni grassi sono anche indispensabili per facilitare i processi di digestione e di assorbimento intestinale, e sono necessari per la coagulazione del sangue, oltre che per assimilare le vitamine liposolubili come per esempio la Vitamina E.

Pochi però sanno che il colesterolo non è poi così cattivo come si pensa di credere e come vogliono farci pensare: infatti è la molecola di base per la produzione degli ormoni sessuali (maschili e femminili) e di alcuni ormoni prodotti nel surrene.

Pertanto, tieni a mente che è pericoloso eliminare totalmente i grassi dall’alimentazione quotidiana. Come possiamo migliorare la nostra alimentazione e il nostro umore scegliendo i grassi giusti e assumendoli nella giusta quantità, senza esagerare, e della giusta qualità

Per rendere il concetto più chiaro e semplice da capire, i grassi si dividono in 3 tipologie:

Grassi saturi

Sono i più pericolosi: sono la causa del colesterolo cattivo. 

In questa categoria rientrano gli alimenti ricchi di grassi di origine animale che si trovano principalmente nei grassi solidi come strutto, burro, parte grassa delle carni di bue, pecora, maiale, e anche nei formaggi. 

Gli alimenti ricchi di grassi saturi sono anche l’olio di palma o di cocco, utilizzati nei prodotti industriali per il loro bassissimo costo. La loro pericolosità risiede nel fatto che l’origine vegetale inganna i consumatori facendogli credere che si tratti di grassi buoni, ma essi sono ottenuti quasi esclusivamente da processi di raffinazione, quindi sono impoveriti delle loro qualità organolettiche e quindi da considerare di qualità piuttosto bassa.

Grassi trans-idrogenati

Sono quelli più pericolosi ma anche i più recenti messi in circolazione, e noi siamo gli unici animali del pianeta che li mangiano… Realizzati a livello industriale per evitare l’irrancidimento dei cibi a lunga conservazione (biscotti, merendine, cracker, grissini, fette biscottate, margarina, formaggi etc, possono essere conservati per mesi o anni…) sono presenti nelle nostre tavole da meno di 40 anni. La più recente e disastrosa rivoluzione alimentare per il nostro organismo, che non li ha mai conosciuti prima nella sua evoluzione e non sa come gestirli, come metabolizzarli. Rappresentano la quota percentualmente più responsabile dell’incremento del colesterolo cattivo nel sangue e della steatosi epatica; infatti questi grassi non vanno mai a male, è per questo che sono largamente utilizzati nell’industria alimentare.

Grassi mono e poli-insaturi

Sono i più sani e utili !! 

I grassi mono insaturi, sono reperibili nelle olive, nelle noci e nelle mandorle. I grassi polinsaturi, Omega-3 e Omega-6, conosciuti anche come PUFA, sono anche definiti grassi essenziali, in quanto non siamo capaci di produrli da noi quindi dobbiamo assumerli ogni giorno in una certa quantità: potete considerarli VITAMINE a tutti gli effetti! 

Gli alimenti con grassi insaturi, sono naturalmente disponibili nel grasso del pesce come per esempio quello azzurro, oppure nello sgombro, salmone, tonno, merluzzo, platessa, pesce spada, sardine, acciughe, etc. In ambito vegetali invece li troviamo nei semi di lino, di sesamo, di soia, nell’olio di oliva, di colza, di mais e di girasole. Attenzione però, non si parla di oli di semi per frittura, industrialmente modificati per arrivare ad alte temperature, ma ad oli di semi veri, completi, buoni per l’uso alimentare quotidiano.

L’ottimale qualità organolettiche di questi alimenti, e il loro apporto di Omega-3 e Omega-6, può essere alterato dai processi di cottura, dalle alte temperature e dai processi di affumicatura, come quello di salatura e stagionatura in genere.

Consigli alimentari nutrizionali in cucina

Condisci le tue verdure e le proteine come carne, pesce, legumi ecc con olio extravergine di oliva crudo , meglio se di frantoio e spremuto a freddo e che non sia passato attraverso processi di purificazione, o chiarificazione, o qualunque altro processo industriale.

Alla mattina, ogni giorno mangia frutta secca come 5 noci o 10 mandorle fresche, è particolarmente indicato specialmente al mattino, tra la prima colazione e gli spuntini.

Carne e pesce possono essere cucinati in tutti i modi ma MAI fritti, in quanto la frittura modifica le qualità organolettiche dell’olio d’oliva che è il migliore per friggere, ma rovina i grassi mono insaturi e neutralizza la vitamina E di cui è ricco. 

Evita anche gli oli di semi per friggere in quanto sono modificati geneticamente e a livello industriale per resistere alle altissime temperature della frittura…

Per mantenere intatte le caratteristiche organolettiche salutari del pesce azzurro (i grassi mono insaturi di cui è ricco) impara a cuocerlo per breve tempo e a temperature non superiori ai 100°. Utile e gustosissimo, in questo senso, è la marinatura con olio, limone, aglio e spezie, per insaporirlo e renderne veloce la cottura.

Fai sempre attenzione all’etichetta!!!

Leggi gli ingredienti trascritti per legge sull’etichetta dei prodotti perché è di importanza fondamentale per proteggersi dai grassi saturi e trans. Accade sempre più spesso che questi grassi sono nascosti all’interno di ingredienti insospettabili, in particolare sotto la dicitura grassi vegetali o oli vegetali.

Poni anche attenzione alle proporzioni. Leggi sempre gli ingredienti dei prodotti che mangi: se trovi la dicitura grassi vegetali, oli vegetali, grassi vegetali (parzialmente) idrogenati, oli vegetali (parzialmente) idrogenati in cima all’elenco degli ingredienti, evita di introdurre quel prodotto nella tua dieta abituale perché la percentuale di grassi non buoni è molto alta.
Se proprio devi utilizzare uno di questi prodotti, assicurati che gli oli vegetali non siano ai primi posti e comunque valuta le quantità: anche se trovi l’ingrediente incriminato ai primi posti, ma ne assumi solo pochi grammi, l’uso dei grassi cattivi è comunque limitata.

Ora puoi continuare a brancolare nel buio e nei dubbi (e ti tieni i problemi di colesterolo cattivo, rallentamento fisico e mentale, cardiovascolari, pressione alta, rischi di infarto o ictus, notti insonni, e frustrazioni), oppure raccogliere la tua forza interiore e prendere la decisione più importante per il futuro della tua salute: utilizzare i GRASSI POLINSATURI che ti indico qui sotto.

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  • Permette di ridurre il livello di colesterolo nel sangue.
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Coral Lecithin

  • Permette il corretto funzionamento del sistema nervoso centrale.
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Il Digiuno per la Salute dell'Intestino!

Cos’è il digiuno

Questo articolo affronta qualcosa che è cruciale per la buona salute, ma molte persone sembrano ancora non esserne consapevoli. Questo è il digiuno quotidiano. 

Il digiuno è semplicemente astenersi dal cibo per un certo periodo di tempo.

Benefici del digiuno

Non è una cosa complessa, ma se vuoi farlo seriamente (e con questo intendo digiunare per un lungo periodo di tempo) e sei diabetico, incinta o hai problemi autoimmuni è una buona idea chiedere prima consigli e capire come farlo in sicurezza.

In realtà digiuniamo ogni giorno senza accorgercene, perché digiuniamo di notte mentre dormiamo.

Si dice che il digiuno aiuti a rafforzare il sistema immunitario, ridurre la glicemia e controllare il peso tra le altri cose. In realtà ti stai prendendo cura del tuo intestino quando digiuni, perché permetti ai rifiuti che sono nel tuo corpo di uscire, prima di ricominciare a mangiare.

In sostanza stai permettendo di fare riposare tutto il tuo sistema digestivo, in modo tale che il corpo possa tornare a quello che fa naturalmente, ovvero quello di guarire e riparare.

Quante volte al giorno mangiamo 

Ciò che facciamo spesso, tuttavia, è per similitudine paragonabile al “pascolare”

Di norma pensiamo di fare una ricca colazione al mattino quando ci svegliamo perché è quello che crediamo giusto. Potremmo fare poi uno spuntino intorno alle 11.00. Pranzeremo quindi probabilmente tra le 12:00 e le 13:00. Potremmo fare uno spuntino intorno alle 16:00, e quindi ceneremo probabilmente intorno alle 18:00 alle 19:00. Potremmo anche fare uno spuntino prima di andare a letto.

Ciò significa che stiamo costantemente mangiando, il che significa che il nostro sistema digestivo si riposa raramente. La conseguenza di ciò è che il nostro corpo utilizza costantemente l’energia per digerire il cibo piuttosto che bruciare i grassi, che è ciò per cui è stato progettato quando non stiamo mangiamo.

Inoltre, quando facciamo uno spuntino, non sempre sappiamo se siamo davvero affamati, e nel tempo, mangiare tra i pasti diventa un’abitudine. A volte mangiamo quando non abbiamo nemmeno fame, in realtà siamo disidratati e assetati.

Le 8 strategie per una depurazione ottimale

Se adottiamo le seguenti sette semplici strategie essenzialmente non solo daremo al nostro corpo la possibilità di riposare il tratto digestivo, ma potremo anche rafforzare il nostro sistema immunitario:

1. Fai una colazione successiva piuttosto che precedente.

2. Se devi fare una colazione anticipata, rendilo a base di frutta ove possibile, poiché il tuo corpo è ancora in modalità di pulizia la prima cosa al mattino.

3. Mangia quando hai fame.

4. Bere acqua tra i pasti piuttosto che uno spuntino.

5. Non mangiare dopo le 20:00.

6. Mangia l’ultimo pasto non più di 4 ore prima di coricarti.

7. Tra l’ultimo pasto e la colazione estendi ad intermittenza e velocemente l’arco temporale da 12 a 16 ore.

Pensare a come mangi, a cosa mangi e quando mangi è l’inizio del controllo della tua salute intestinale. Fai attenzione a ciò che mangi per prima cosa al mattino quando il nostro corpo sta ancora eseguendo le “pulizie” – nello stesso modo in cui non daresti da mangiare dei cibi solidi a un bambino appena nato, il tuo stomaco per prima cosa al mattino deve essere nutrito solo un po’.

Alla fine puoi allenare il tuo corpo a digiunare in modo intermittente ogni giorno per un periodo di tempo fino a quando il tuo corpo non si abitua. Inizia con andare a dormire alla notte in modo tale che tra la cena e la colazione passino almeno 12 ore, e gradualmente estendere questo arco temporale. Il digiuno intermittente non è solo ottimo per il tuo intestino, ma è uno dei modi più semplici ed efficaci per aiutare il tuo corpo a iniziare a funzionare in modo ottimale e per migliorare la tua salute generale.

Giusto, devo ancora dirti qual è l’ottava strategia che non ho menzionato.

Esiste ora, un programma appositamente realizzato per salvaguardare la salute e ripristinare le funzioni dell’intestino. Questo programma, suddiviso in 3 fasi, è conosciuto come Healthy Gut ovvero Intestino Sano

Non aspettate oltre, e approfittate di questo straordinario programma.

 

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Vitamina D e massa muscolare: ecco cosa possiamo imparare da alcune vecchie leggende dei Bodybuilder

Vitamina D e bodybuilding

Hai mai sentito dire che all’inizio del secolo scorso gli atleti ricorrevano alle lampade UVB per avere un vantaggio competitivo contro gli avversari?

Allora non si conosceva la spiegazione scientifica, ma tutto ciò aveva un senso, e oggi ne conosciamo il principio.

Negli ultimi anni è sempre più chiaro ed evidente il legame diretto tra vitamina D e ottimizzazione dello sviluppo muscolare.

E in particolare:

Bassi livelli di vitamina D sono legati ad atrofia delle fibre muscolari e aumento della formazione di grasso intramuscolare…

Mentre alti livelli di vitamina D capovolgono gli effetti dell’atrofia muscolare negli anziani e aumentano la forza.

In questo articolo ti darò indicazioni pratiche sul come fare tuo questo vantaggio “rubato” dalla vecchia scuola.

Ma cominciamo dall’inizio.

E’ solo da pochi anni che si è iniziato a parlare in modo serio di vitamina D. Inizialmente, ci si limitava a dire di “passare un po’ di tempo al sole, anche 20 minuti al giorno” per stare tranquilli e avere sufficienti livelli di questa vitamina nel sangue.

Oggi sappiamo che quelle considerazioni erano veramente basse e, conseguenza di questa disinformazione, una grossa parte della popolazione ha carenze di vitamina D più o meno marcate.

Quali sono le conseguenze della carenza di vitamina D?

Un altro grosso errore era quello di pensare che la vitamina D aiutasse solo per la creazione del tessuto osseo. Infatti, gli integratori erano generalmente consigliati alle donne in menopausa.

Oggi sempre più studi e ricerche scientifiche dimostrano chiaramente che la vitamina D è fortemente legata al raggiungimento di un buono stato di salute sotto moltissimi aspetti.

Ecco alcuni problemi comuni a cui puoi andare incontro se non hai sufficienti livelli di questa vitamina:

  • Cattiva funzionalità intestinale. Una cattiva funzionalità intestinale può causare problemi nell’assorbimento dei nutrienti. Specialmente per gli ectomorfi quindi, avere una cattiva salute intestinale significa assimilare pochi nutrienti (vitamine, minerali, proteine etc.) pur mangiando molto. E’ inutile che ti sforzi di mangiare se quei nutrienti non raggiungeranno mai i tuoi muscoli!
  • Atrofia delle fibre bianche. Uno studio specifico mostra come un’integrazione di vitamina D aumenta la performance atletica e aumenta lo sviluppo delle fibre bianche muscolari.
  • Infiammazione e maggiore rischio infortuni. Avere i giusti livelli di Vitamina D ti metti anche più al sicuro da infortuni. E’ stata anche eseguita un’indagine su dei giocatori di rugby, che ha mostrato come quelli che avevano i livelli di vitamina D più alti erano meno esposti a rischio di infortuni.

Ecco come la vitamina D può accelerare i tuoi risultati in palestra

Andando più nello specifico, vediamo i 3 vantaggi fondamentali che può apportare questa vitamina:

#1 – Più definizione

La vitamina D regola il deposito di massa grassa. Di conseguenza, giusti livelli di questa vitamina consentono di mantenere la percentuale di grasso a livelli ottimali. Specialmente se sei endomorfo, questo significa che una carenza di vitamina D bloccherà il dimagrimento e molto difficilmente potrai liberarti dello strato di grasso che appanna gli addominali… anche se segui una dieta perfetta.

#2 – Aumento dei livelli di testosterone

Se vuoi avere ottimi risultati con il bodybuilding natural, devi preoccuparti dei tuoi livelli di testosterone, anche se sei ancora giovane (e ovviamente ancora più se hai superato i 40 anni). Infatti secondo uno studio recente i livelli di questo ormone negli uomini oggi sono il 25% (!!) più bassi rispetto a solo 20 anni fa.

Una delle cause di questo crollo è la diffusissima carenza di vitamina D.

Non ci vuole infatti molto a capire che oggi il tempo trascorso all’aperto è molto inferiore rispetto ad anni fa. Ma la correlazione tra  carenza di vitamina D e bassi livelli di testosterone non è solo una teoria, è stata infatti dimostrata.

Prima di tutto, devi sapere che nei testicoli dove viene prodotto il testosterone, sono presenti dei recettori per la vitamina D. I ricercatori hanno quindi pensato bene di cercare una possibile correlazione… e l’hanno trovata con uno specifico studio, dove hanno dimostrato che un’integrazione di vitamina D è in grado di aumentare significativamente i livelli di testosterone.

#3 – Crescita muscolare e aumento della forza

Infine, buoni livelli di vitamina D promuovono la crescita muscolare.
 
Questa analisi ha raccolto una lunga serie di studi e conferma che una supplementazione di vitamina D, per persone che ne sono carenti, aumenta la forza muscolare e riduce il rischio di infortuni.
 
E’ quindi fondamentale per un atleta, di qualunque somatotipo, assicurarsi di introdurre questa vitamina. Il come farlo in modo adeguato lo vediamo a breve.

Come assumere la vitamina D

Chiariamo subito una cosa: la vitamina D NON si trova comunemente negli alimenti.

Spesso si sente parlare di cibi contenenti vitamina D, come il latte e le uova, ma questa vitamina è presente solo in quantità minime e del tutto trascurabili (e non tutta viene assimilata). Il nostro organismo ne vuole MOLTA di più.

E qui torniamo all’inizio dell’articolo: gli atleti della vecchia scuola ricorrevano alle lampade UVB, che stimolano nella pelle quelle reazioni chimiche che formano la vitamina D.

Oggi questa via è ancora percorribile, ma sicuramente più comodi sono gli integratori.

Integratori: quali e quanti?

La forma di vitamina D che ci interessa integrare è la D3 (colecalciferolo).

I valori nel sangue devono essere superiori ai 30 ng (nanogrammi), ma i valori consigliati secondo molte ricerche recenti sono di 60-80ng.

Per ottenere questo risultato, si calcola che dovresti esporre il 70% del corpo durante le ore di sole diretto per 15-60 minuti, a seconda della carnagione (chi ha la carnagione scura ha bisogno di più tempo).

L’esame è il 25(OH)D ed è necessario per stabilire i valori iniziali. Un’integrazione nella norma potrebbe essere di 2000 ui giornaliere, secondo le più recenti stime della Endocrine Society.

Conclusione

Troppo spesso si sente parlare di integratori costosi, gonfiati dal marketing ma assolutamente inutili.

La vitamina D NON fa parte di questa categoria, e assicurarti buoni livelli può fare la differenza non solo per i tuoi risultati nel bodybuilding, ma per la tua salute a 360°.

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  • Riduce il rischio di obesità e diabete mellito.
 
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Carenza di Ferro e proprietà della vitamina C

Scopriamo alcuni impieghi e proprietà della vitamina C per trattare i problemi di anemia.

Importanza del ferro

Il Ferro è un minerale fondamentale per la fisiologia cellulare e dell’intero organismo. Su di esso è, infatti, basata la capacità dei globuli rossi di trasportare l’ossigeno attraverso l’emoglobina ed è coinvolto in molte reazioni biochimiche che producono l’energia necessaria per far funzionare i muscoli, il cervello e tutti gli organi del corpo. 

Carenza di ferro

Per queste ragioni è opportuno evitarne la carenza, come anche l’eccesso che risulta tossico. Al giorno d’oggi, almeno nei paesi industrializzati, la grande disponibilità di alimenti e, soprattutto la loro varietà, rende più difficile l’insorgenza di situazioni di carenza di Ferro rispetto al passato e rispetto a paesi dove l’accesso ad un’alimentazione ricca e varia non è garantito. 

Tuttavia, esistono alcune situazioni in cui la carenza di Ferro è più elevata. Si tratta dei casi in cui un soggetto perde cospicue quantità di sangue, come dopo un’operazione chirurgica, dopo un incidente o, più semplicemente, a seguito di un’emorragia naturale come il ciclo mestruale, o il parto, o durante l’allattamento. 

In questi casi si tratta di situazioni “naturali”, a cui il corpo è preparato a rispondere, ma che non vanno sottovalutate. Di fatto, è bene favorire la reintegrazione del Ferro perso con un adeguato apporto alimentare di cibi ricchi di questo minerale, come la carne. 

In altre circostanze, si può intervenire con un’integrazione alla dieta.

Sintomi della carenza di ferro

Capire se una persona è carente di Ferro non è semplice. Alcuni segnali possono metterci in allerta. Tra questi, pallore, spossatezza diffusa e costante, vertigini, difficoltà di concentrazione e scarsa resistenza alla fatica fisica. 

In ogni caso, per avere certezza dei livelli di Ferro nel sangue, è sufficiente un semplice prelievo e la misurazione dell’ematocrito.

Fatto è che il ferro è un elemento difficile da assorbire da parte dell’organismo. Infatti deve essere in forma eme ovvero organico o biodisponibile

Questa forma si trova nella carne, nel pesce, e nelle uova.

Tuttavia, molti alimenti, specie di origine vegetale come i cereali, contengono grandi quantità di ferro, “non eme”, cioè inorganico e non biodisponibile, assorbito in minore quantità e che deve essere trasformato in forma organica prima di poter essere utilizzato. 

Importanza dell’integrazione con vitamina C

Per ovviare a questi inconvenienti e riuscire ad assorbire maggiormente il ferro degli alimenti, pare che possa essere d’aiuto la Vitamina C. Essa infatti aumenta del 50% l’assorbimento del Ferro non eme. 

Fonte: Fishman SM, Christian P, West KP The role of vitamins in the prevention and control of anaemia. Public Health Nutr. 2000 Jun;3(2):125-50

Quindi, risulterebbe utile affiancare ad un pasto ricco di verdure una bevanda ricca di Vitamina C, come una limonata o un succo d’arancia. Attenzione, però, a non vanificare questi effetti benefici con quelli contrari di altri alimenti. Te, caffè e fitati (un tipo di fibre), possono inibire l’assorbimento di questo minerale. 

L’assimilazione della vitamina C, può essere notevolmente incrementata e addirittura ottimizzata, grazie all’impiego delle nuova tecnologia liposomiale.

Liposomal Vitamin Cè il nuovo integratore realizzato con la tecnologia sviluppata sulle proprietà dei liposomi.

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Liposomal Vitamin C

  • Contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario.
  • Contribuisce alla normale formazione di collagene.
  • Contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso.
  • Contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento.
  • Contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.
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Ecco spiegato cosa è la tecnologia liposomiale

Scopri la nuova frontiera dell’integrazione alimentare

La tecnologia LIPOSOMIALE trova molti impieghi, quindi lo sviluppo di un nuovo prodotto inizia sempre con un design ingegneristico. Questo aiuta a ottenere la struttura ottimale del liposoma, che in seguito si traduce in un trasporto efficace del principio attivo nel sito d’azione target.

I prodotti con tecnologia LIPOSOMAL sono realizzati nel rispetto dei più elevati standard di qualità, utilizzando processi di fabbricazione innovativi che conferiscono loro qualità uniche a livello globale.

Cosa è la tecnologia liposomiale

La ricerca sulla tecnologia liposomiale è stata condotta dagli anni ’60. Ha ricevuto l’attenzione e studio di molti scienziati mentre cercavano un metodo per facilitare la consegna di sostanze attive a specifici organi / tessuti.

Esistono molti modi di trasportare sostanze che sono biologicamente importanti per il corpo. Tuttavia, non tutti garantiscono alte prestazioni e stabilità degli ingredienti consegnati.

fosfolipidL’azione dei liposomi è stata definita per la prima volta dal ricercatore inglese Alec Bangham nel 1965. Egli studiò l’influenza dei fosfolipidi sui processi di coagulazione del sangue. I suoi studi rivelarono che i fosfolipidi hanno la capacità di formare particelle organizzate in due strati. Per struttura tali particelle sono simili alle membrane cellulari e possono contenere al loro interno varie sostanze attive. Questa tecnologia ha trovato applicazione in medicina ed oggi è utilizzata per aumentare la biodisponibilità dei principi attivi.

Cosa sono i Liposomi

Liposoma_membranaI fosfolipidi, componenti principali delle membrane biologiche, a contatto con l’acqua si autoassemblano in morfologie varie portando anche alla formazione di particelle dette Liposomi che possono essere costituite da uno o più strati in funzione della concentrazione in fosfolipi della soluzione.

I fosfolipidi sono molecole anfipatiche, ovvero contengono una porzione polare quindi idrofilica, la testa, ed una porzione apolare quindi idrofobica, la coda. La natura dei fosfolipidi,che è la base fondamentale per la formazione dei liposomi, rende queste particelle ampiamente versatili per l’uso come carrier di una vasta gamma di sostanze biologicamente attive all’interno dell’organismo, sia naturali che sintetiche.

  • Sostanze idrosolubili nei compartimenti acquosi
  • Sostanze Liposolubili tra i lipidi dei doppi strati
  • Sostanze anfipatiche cui la parte lipofila si colloca dentro al bilayer e al parte idrofila sporge in un compartimento acquoso

I liposomi per integratori alimentari sono fatti con estratti di lecitina ricchi di fosfolipidi.

Se miscelati con acqua, i fosfolipidi formano microscopiche vescicole microscopiche con un vuoto centrale che incapsula acqua e principi attivi disciolti nell’acqua. Esempi di tali principi attivi possono essere la vitamina C o la vitamina D3 che saranno assorbiti più facilmente dal corpo. Mentre le molecole idrofile possono essere trattenute nell’acqua incapsulata, i prodotti chimici idrofobici possono essere dissolti nella membrana stessa e in questo modo i liposomi hanno la capacità di trasportare sia molecole idrofobiche che idrofile. Grazie alle loro proprietà uniche, i liposomi vengono utilizzati per la formulazione di farmaci, integratori alimentari e cosmetici.

Vantaggi dell’utilizzo dei liposomi

Assorbimento_liposoma

Il vantaggio principale dall’impiego della tecnologia liposomiale, è quello di fornire nutrienti e integratori nel corpo, che sono facilmente assorbiti dal tratto gastrointestinale e così facendo vengono assorbite contemporaneamente le molecole incapsulate aggiuntive.

Questo permette di superare la barriera che devono affrontare molti prodotti benefici e di essere assorbiti nel corpo a livelli efficaci. Il corpo spesso scompone molte molecole complesse prima che vengano assorbite o semplicemente non le assorbe prontamente e quindi i livelli di assorbimento sono ridotti. Ma poiché i liposomi sono facilmente assorbiti, i prodotti incapsulati dai liposomi raggiungono livelli di dosaggio del sangue molto più elevati rispetto a quelli che si trovano nei prodotti non incapsulati come le compresse tradizionali. Questo è uno dei risultati evidenziati nelle ricerche sui liposomi.

Tra gli altri vantaggi riconosciuti ai liposomi sappiamo che:

  • Amplificano il margine terapeutico e l’emivita dei principi attivi.
  • Riducono i dosaggi dei principi attivi.
  • Migliorano l’assorbimento dei principi attivi.
  • Mascherano gli odori e sapori sgradevoli.
  • Permettono un rilascio controllato dei principi attivi.

Scopri i prodotti liposomali della linea Liposomal Coral Club

La nuova linea Liposomal di Coral Club è il risultato migliore ineguagliato di trasformazione delle materie prime in nutrienti con altissima biodisponibilità ed efficacia documentata. 

La linea di prodotti liposomali Coral Club impiega liposomi utilizzati come piccoli vettori di alta qualità caratterizzati da elevata stabilità e dimensioni omogenee.

Sono ora disponibili  in esclusiva per l’Italia i prodotti della linea Liposomal di Coral Club 

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Liposomal Coral Club

Cosa sono gli Integratori Liposomiali?

Ecco gli integratori della Next Generation

Siete pronti per dei prodotti che cambieranno davvero il volto della vostra salute? Ottimo, perché… finalmente è possibile! Coral Club ha realizzato una linea di integratori liposomiali non solo facili da assumere ma che funzionano davvero!

Sarò sincero: da tempo c’era bisogno di integratori che garantissero davvero dei risultati e un miglioramento nella nostra salute. Non è forse vero che abbiamo passato ore e ore nelle corsie dei negozi specializzati in salute e benessere, circondati da decine e decine di vitamine e minerali di ogni foggia senza sapere da che parte cominciare?

Indubbiamente, la gamma di vitamine e minerali a disposizione al giorno d’oggi è così variegata che è facilissimo confondersi e finire per acquistare il prodotto sbagliato. 

Quali integratori scegliere? Quante capsule assumere? Con che frequenza? Per quanto tempo? E funzionano davvero?

Integratori Liposomiali – Il grande dilemma

La domanda nasce spontanea e con essa il dilemma più grande: che senso ha prendere le vitamine se poi non siamo sicuri che abbiano effetto? Non c’è da meravigliarsi del fatto che non tutte le vitamine sono uguali.

Molti integratori sono prodotti all’estero, con ingredienti scadenti e di bassa qualità, che non sono principi attivi.

Secondo gli studi, alcuni prodotti non contengono nemmeno gli ingredienti che sostengono di avere al loro interno. Altri sono confezionati con quantità di additivi e leganti superiori agli ingredienti veri e propri, che non si dissolvono a sufficienza e impediscono un un assorbimento completo.

E poi, molte vitamine e minerali sono legati con altri composti inorganici, come…

– ossidi
– carbonati
– solfati
– fosfati 
– e cloruri di più difficile assorbimento.

Oltre a questo, una questione più seria riguarda i prodotti i cui principi attivi o velleità benefiche non sono supportate da studi scientifici né ricerca.

Che delusione, no?

Beh, per fortuna possiamo dire basta al tempo perso ad interpretare le etichette e a esaminare le differenze fra prodotto e prodotto… Se cercavi delle certezze in campo di integratori e vitamine, niente paura: c’è la soluzione.
La tecnologia liposomiale è la paladina della nostra salute: siamo certi che vi conquisterà proprio come a suo tempo lo hanno fatto i  primi jeans elasticizzati! La vostra vita cambierà totalmente!

Sebbene questa tecnologia avanzatissima si sia aperta la strada nella medicina come metodo di somministrazione farmacologica, adesso trova nuovo uso nel mondo degli integratori – e sta cambiando il volto del settore di salute e benessere a tal punto da essere sulla bocca di tutti. Gli integratori liposomiali sono destinati a rivoluzionare il mondo delle cure sanitarie integrative.

La tecnologia liposomiale comprensione

Cerchiamo di capire prima…
– Cos’è la tecnologia liposomiale?
– Cosa la rende così innovativa? 
– Perché affidarsi a questo nuovo ed emozionante metodo di integrazione vitaminica?

Ci piacciono le cose semplici, come la vitamina C. Ne abbiamo tutti sentito parlare, perché è una delle più comuni e più vendute sul mercato. La vitamina C è senza dubbio conosciuta per i suoi effetti benefici sulla salute, ed è oggetto di migliaia di studi che ne documentano i vantaggi (vedi le ricerche del premio nobel Linus Pauling). Fortunatamente, le proprietà fisiche ne fanno la candidata ideale per essere assunta in capsule.

Ora parliamo di scienza, e dopo passiamo ai veri e propri esempi sul campo…

A differenza di quanto si possa credere, l’assunzione di vitamina C in grandi quantità non ha senso, visto che l’organismo ne può assumere un massimo di 200 mg alla volta. Ciò è dovuto al fatto che il nostro corpo tende a mantenere un sano equilibrio di determinati nutrienti. Nel caso della vitamina C, la regolazione nell’intestino è rigorosa per modularne l’assorbimento.

Ci sono anche altri fattori che influenzano la quantità di vitamina C che siamo in grado di trattenere. I fumatori consumano più vitamina C di chi non consuma tabacco. Inoltre,

– alcol
– sostanze chimiche
– metalli pesanti
– acidi bassi nello stomaco
– alimentazione di qualità scadente
– stress 
– e una proliferazione eccessiva di batteri dannosi nell’intestino

sono alcuni fattori dannosi per i nostri livelli di vitamina C, situazione in cui entra in gioco la magia della tecnologia liposomiale.

La vitamina C liposomiale si distingue dalle altre forme di vitamina C per l’unico sistema di rilascio, che scavalca tutti questi ostacoli.

Liposomal Vitamin C di Coral Club

Il processo impiegato per la realizzazione di Liposomal Vitamin C è unico nel suo genere e sviluppato per creare gusci intelligenti di fosfolipidi, chiamate liposomi. Il rivestimento fosfolipidico è molto simile alla membrana che circonda le cellule del corpo.

Liposoma

Questo rivestimento è studiato per agevolare il trasporto delle varie sostanze chimiche, oltre a salvaguardare il contenuto delle cellule stesse. Allo stesso modo, i liposomi proteggono la vitamina C che inglobano dal sistema immunitario del nostro organismo.

Gocce microscopiche di acidi grassi protettivi sono inserite nella vitamina C solubile, che è a sua volta protetta dai succhi gastrici e trasportata rapidamente nel flusso sanguigno, da cui va alle cellule che ne hanno più bisogno. Questo tecnologia unica e senza precedenti consente a questo potente integratore a base di vitamina C di abbattere la barriera di assorbimento creata dal corpo e penetrare in modo efficace nei tessuti.

I liposomi sono davvero rivoluzionari: sono in grado di incorporare e rilasciare sia componenti solubili in acqua che nei grassi al tempo stesso, pur mantenendo una barriera protettiva intorno ai principi attivi biologici. Ciò li rende resistenti a

– enzimi gastrici
– succhi gastrici
– sali biliari
– soluzioni alcaline
– batteri intestinali 
– e radicali liberi prodotti dall’organismo.

Il sistema di rilascio liposomiale garantisce che la vitamina C assunta, a differenza degli altri prodotti, sia protetta dal rischio di ossidazione e degrado, per raggiungere l’obiettivo senza danni e andare a beneficio delle parti del corpo che ne hanno bisogno.

Sta tutto nell’assorbimento

Più di tre quarti della vitamina C all’interno degli integratori classici viene distrutta dal sistema digerente ancora prima di arrivare nel sangue. La vitamina C in un liposoma invece può avere una bio-disponibilità di 10 volte superiore, apportando vantaggi significativi molto maggiori.

Una volta messi a confronto, scegliere un integratore liposomiale è la risposta più ovvia! Ma c’è di più: studi confermano che i liposomi aumentano la stabilità e la solubilità, facilitando l’assorbimento da parte dell’organismo.

Sono ora disponibili  in esclusiva per l’Italia i prodotti della linea Liposomal di Coral Club 

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Integratori Liposomiali

OMEGA 3 - Mandorle, Noci e Nocciole

Gli Omega 3 della frutta secca alleati del cuore

La frutta secca è ricca di Omega 3 essenziali per il nostro organismo

Frutta secca non solo d’inverno: questo cibo è, infatti, un importante alleato per i suoi effetti protettivi nei confronti dell’apparato cardiovascolare. La frutta secca è ricca di Omega 3, acidi grassi, definiti essenziali, in quanto il nostro organismo non è in grado di sintetizzarne autonomamente e, pertanto, posso essere introdotti solo con l’alimentazione e/o integratori alimentari. 

Gli Omega 3 contro le malattie cardiovascolari

Come dimostrano diversi studi, gli Omega 3 intervengono positivamente nel controllo dell’assetto lipidico e, in particolare, del colesterolo. Aterosclerosi, infarto e ictus hanno, tra i fattori di rischio, livelli alti di colesterolo (LDL). Un’alimentazione sana ed equilibrata ed un’attività fisica regolare ne permettono un miglior controllo. Gli effetti positivi della frutta secca, nella prevenzione delle patologie cardiovascolari, si ottengono assumendone quantità controllate, dato anche il suo elevato potere calorico. L’ideale è una porzione giornaliera da circa 20 grammi, pari a circa 6-8 pezzi, da abbinare, a colazione, ad uno yogurt oppure durante i pasti principali, ad un primo piatto o insalata.

Dove reperire gli Omega 3

La vitamina E, uno tra i più potenti antiossidanti, ed i sali minerali contenuti nella frutta secca ne aumentano ulteriormente i benefici: pertanto via libera anche a pistacchi ed anacardi (senza aggiunta di sale). Oltre a noci, mandorle ed affini, una dieta varia ed equilibrata include altri cibi ricchi di Omega 3. In particolare questi acidi grassi buoni si trovano anche in alimenti come il pesce, in particolare quello azzurro (alici, merluzzo, sgombri), ma anche in altre tipologie, come salmone o tonno. Anche i semi della zucca ed i semi di lino ne sono ricchi.

Integratori Omega 3

L’assunzione di integratori permette di assicurarsi un corretto bilancio di Omega-3, di soddisfare le necessità dell’organismo anche in condizioni di aumentato fabbisogno di Omega-3 (come durante la gravidanza) e di sfruttare appieno i benefici esercitati da questi acidi grassi sulla salute.

Per reperire comodamente la quantità giornaliera di Omega 3, in tuo aiuto è stato realizzato OMEGA 3 60 che con dei pratici opercoli ti permette di assumere la giusta razione giornaliera. Puoi visionare OMEGA 3 60 direttamente dalla scheda prodotto cliccando QUI.

La Frutta Antiossidante che Combatte i Radicali Liberi

Secondo alcuni studi sui cibi antiossidanti condotti dai ricercatori della State University of New York di Buffalo (USA), il succo d’arancia (frutta antiossidante) giocherebbe un ruolo fondamentale per contrastare i radicali liberi dell’ossigeno, responsabili di danni cellulari che possono tradursi nell’invecchiamento dell’organismo.

Per combattere i radicali liberi, le cellule dell’organismo agiscono attraverso specifici enzimi in grado di disattivarli, trasformandoli in altre sostanze più innocue ed eliminabili come scorie.

Frequentemente, però, la quantità di radicali liberi con cui entriamo in contatto è superiore di quella che le cellule riescono a neutralizzare. Per questo è necessario rifornire il corpo, attraverso la dieta,  di sostanze antiossidanti, di cui sono ricche frutta e verdura colorate di giallo, arancio, rosso e viola.

Questo è vero anche per il succo d’arancia che, sulla base della ricerca americana, è più efficiente dell’acqua e delle bibite zuccherate nel bloccare gli effetti degenerativi dei radicali liberi contenuti negli alimenti.

Analizzando per esempio, gli effetti di una colazione “all’americana” fatta di focaccia, salsicce e patatine fritte, uova, ricca di carboidrati e trigliceridi accompagnata da acqua, bevande zuccherate o succo d’arancia, è emerso che quest’ultima comporta un incremento dei radicali liberi molto più contenuto (47%) rispetto alle altre due bevande (62% e 63%).

Ma quale è la relazione di questi risultati?

Cosa è contenuto nell’arancia che fa da “scudo” ai dannosi effetti dei radicali liberi?

I protagonisti sono soprattutto i due Flavonoidi, identificati come Esperidina ed Naringenina di cui è ricca propria l’arancia. 

Questi ed altri flavonoidi disponibilii in questo agrume contribuiscono ad abbassare lo stress infiammatorio e ossidativo scaturito da pasti ricchi in grassi e carboidrati, contribuendo ad incrementare i sistemi antiossidanti messi in moto dalle cellule per aiutare a prevenire i danni causati dai radicali liberi.

Ricordati dunque di “colorare d’arancio” i tuoi pasti: il colore arancio fa bene all’organismo.

Fonte: Am J Clin Nutr 2010; 91: 940-949, 2010 

Contenuti:

  • Cibi antiossidanti
  • Radicali liberi
  • Frutta antiossidante

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Come integrare le carenze di vitamine

In questo articolo analizzeremo:

  • Cosa è la carenza di vitamine, o ipovitaminosi
  • Quali sono le cause delle carenza di vitamine
  • Come integrare la carenza di vitamine

La carenza di alcuni elementi nutritivi può essere pericolosa, specialmente se protratta nel tempo. Questo vale sia per i macro-nutrienti che per i micro-nutrienti come vitamine e sali minerali. La carenza di vitamine può essere legata a fattori molteplici e differenti tra loro.

Prima tra tutti un’alimentazione non bilanciata o peggio ancora errata.
Responsabili, sono sempre più spesso le diete “fai da te” post abbuffate natalizie o prima della fatidica prova costume, che pur di far ridurre il peso corporeo in pochissimo tempo, eliminano completamente alcune tipologie di alimenti, mettendo a repentaglio la salute.

Le Carenze vitaminiche possono essere causate anche da particolari attività, che portano all’uso/degradazione di determinati micronutrienti, a fronte delle quali non si pone rimedio con una adeguata compensazione.

Per esempio, un’intensa attività sportiva, molto prolungata nel tempo o ad alta intensità in termini di sforzo, determina un significativo consumo di minerali come il Calcio, il Sodio e il Potassio: questi minerali infatti sono impiegati dall’organismo nella trasmissione dell’impulso nervoso che “comunica” al muscolo di contrarsi e nell’attività stessa di contrazione delle fibre muscolari. Non solo.

La carenza di vitamine, ovvero ipovitaminosi può essere dovuta anche da stress, inquinamento, l’errata e pericolosa abitudine di fumare, l’abuso di alcol e caffè, oltre che dall’assunzione di alcuni farmaci.

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