5 Agosto 2020 By Stefano Zanardi 0

Serotonina: cos’è e come stimolare l’ormone della felicità

La serotonina è un neurotrasmettitore sintetizzato principalmente nell’apparato gastrointestinale e a livello del sistema nervoso centrale. Svolge numerose funzioni e interviene nella regolazione di importanti processi fisiologici quali il ciclo sonno/veglia, il senso di fame/sazietà, la motilità intestinale, il tono dell’umore, la memoria e il desiderio sessuale.
È conosciuta soprattutto per essere l’ormone responsabile del buon umore : più serotonina abbiamo in circolo, maggiore sarà il nostro grado di appagamento, soddisfazione e benessere psicofisico. Per questo motivo, la serotonina è nota anche come “ormone della felicità”.

Cos’è la serotonina

La serotonina è anche conosciuta come l’ormone del buonumore o, in maniera più tecnica, come il 5-idrossitriptamina(5-HT).

Questa sostanza è chiamata ormone del buonumore in quanto ha un effetto sedativo che riesce a condizionare i livelli di umore. Essa svolge numerose funzioni biologiche, non tutte completamente conosciute, che variano a seconda della regione corporea in cui sono attuate. Infatti, come gli altri ricettori, la serotonina svolge un ruolo differente a seconda della cellula con cui interagisce e la parte del corpo in cui si trova. In termini biochimici, la produzione della serotonina avviene grazie alla molecola di indoleamina, che deriva dall’amminoacido triptofano, che con l’idrolissazione della quinta posizione sull’anello e poi la decarbossilazione.

È stato scoperto che questa sostanza non si trova soltanto nel corpo umano ma anche in quello di animali ed altri organismi viventi come funghi, piante ed insetti.

Infatti, la serotonina viene prodotta negli animali nel sistema nervoso centrale e nell’apparato gastrointestinale, dove svolge numerose funzioni biologiche.

Nel corpo umano la serotonina si trova in tre regioni in particolare: nelle pareti intestinali, nel sangue, nel sistema nervoso centrale.

La maggior parte della serotonina del corpo umano è localizzata proprio nelle pareti intestinali, nelle cellule che si mescolano a quelle mucosali che si trovano nello stomaco e nell’intestino tenue. Un’altra parte della serotonina si trova nel sangue, secreta dalle cellule enterocromaffini e raccolta dalle piastrine che la congiungono al plasma. Infine, nel sistema nervoso centrale, è prodotta dalle cellule cerebrali, le cui connessioni si estendono per tutto il corpo.

Il metabolismo del 5-HT avviene convertendo il triptofano in 5-idrossitriptofano, il quale viene decarbossilato a 5-HT grazie all’enzima decarbossilasi.

A cosa serve la serotonina

La serotonina come detto in precedenza, svolge ruoli differenti a seconda della zona in cui si trova. Nel tratto gastrointestinale riesce ad aumentare la motilità intestinale, la secrezione dei fluidi gastrointestinali ed a provocare la nausea e il vomito se necessario. La serotonina nei vasi sanguigni ha l’effetto di contrarre i vasi, le arterie e le vene, dunque contribuisce a regolare i processi di omeostasi e guarigione.

Nel sistema nervoso centrale, il suo ruolo principale è regolare l’eccitazione di alcuni neuroni e di inibirne altri.

Inoltre, la serotonina è coinvolta anche nel metabolismo osseo, nello sviluppo degli organi del fegato e del cuore, nella regolazione della temperatura del corpo e nel ritmo cardiaco e respiratorio.

Per il ruolo che svolge, essa può essere accostata concettualmente al testosterone che ugualmente svolge la funzione di inibire.

Nell’intestino, una quantità eccessiva di serotonina può determinare la diarrea, mentre una deficienza di questa sostanza può portare alla stitichezza.

Nel sistema nervoso centrale la serotonina è determinante in moltissime funzioni psichiche, come la regolazione dell’umore e del sonno. Per questo motivo, secondo alcuni studi, vi è un legame tra la serotonina e la depressione in quanto è stato riscontrato che le persone affette da depressione presentano una carenza di serotonina. Non a caso la serotonina è utilizzata in molti farmaci come antidepressivi e antipsicotici, ma anche sostanze stupefacenti.

Essa ha effetto anche sul comportamento sessuale, grazie al legame che vi è tra questa sostanza e la percezione dei sentimenti e delle emozioni. Per questo motivo molti farmaci antidepressivi agiscono per mezzo della serotonina per regolare il comportamento sessuale e trattare alcune disfunzioni legate all’ambito sessuale.

L’effetto della serotonina si riscontra anche nel controllo dell’appetito e del comportamento alimentare in generale. La serotonina in questo caso determina un precoce senso di sazietà e minore assunzione di carboidrati. Non a caso infatti, le persone che avvertono un calo dell’umore, sentono l’esigenza di mangiare cibi ricchi di carboidrati semplici come i dolci e il cioccolato. Infatti, le persone che soffrono di obesità, hanno bisogno di farmaci a base di serotonina che facciano avvertire prima il senso di sazietà. I carboidrati stimolano la secrezione di insulina la quale facilita l’ingresso dei nutrienti nelle cellule.

Oltre agli effetti sopra citati, la serotonina ha anche le seguenti funzioni:

  • Regola il sonno-veglia
  • Regola la temperatura corporea
  • Regola i livelli dell’ormone della crescita
  • Riduce l’appetito
  • Riduce la sensibilità al dolore
  • Regola la densità ossea
  • Stimola l’aggregazione delle piastrine

Effetti della serotonina

Gli effetti farmacologici della serotonina possono svolgersi in diversi modi. Il 5-HT può legarsi ad appositi recettori disposti sulla superficie cellulare i quali, rilasciando messaggeri chimici, rilasciano anche la serotonina che in questo modo agisce. In alternativa, la serotonina agisce per serotonilazone, ovvero alterando la conformazione delle proteine cui è legata, attivando diverse risposte biologiche.

Una volta terminata l’azione biologica, la serotonina può venire smaltita trasportata dal flusso ematico oppure può essere riassorbita dalle cellule cui si era legata attraverso un sistema di trasporto attivo.

Se si eccede con la dose di serotonina si può incorrere in nausea e vomito infatti sono proprio questi alcuni degli effetti collaterali dei farmaci antidepressivi come il prozac l’ondansetron.

Funzioni della seratonina

Schematizzando, le principali funzioni della serotonina sono le seguenti :

  • Nell’apparato gastrointestinale stimola la peristalsi, cioè l’attività della muscolatura enterica, favorendo la digestione
  • Nel sistema nervoso centrale regola l’alternanza sonno/veglia. La serotonina è un precursore della melatonina, ormone che si produce al buio, responsabile del sonno perché alla base del ritmo circadiano dell’organismo
  • Regola il senso di fame/sazietà maggiori concentrazioni di quest’ormone determinano la precoce comparsa del senso di sazietà
  • Influisce sull’umore – la serotonina è l’ormone del benessere e della felicità; a minori livelli di questo neurotrasmettitore sono associati stati di ansia, malessere generale, astenia e depressione
  • Memoria – questo mediatore chimico è strettamente connesso alla concentrazione, alla memoria e al processo di apprendimento. Le persone affette da depressione hanno difficoltà a concentrarsi e a memorizzare le informazioni, risultando sempre distratte e assenti
  • Desiderio sessuale – modula la libido, nel senso che eccessivi livelli di serotonina comportano ipersessualità accompagnata da atteggiamenti aggressivi e asociali
  • Nelle piastrine e nel plasma esercita un’azione vaso dilatatoria, abbassando la pressione arteriosa. Livelli insufficienti di quest’ormone provocano ipertensione

La produzione di serotonina è un processo fisiologico naturale, attivato dai recettori nervosi del tratto gastrointestinale e del sistema nervoso centrale. Tuttavia, la secrezione di questo importantissimo mediatore ormonale può essere stimolata in vari modi, tra cui l’assunzione di determinati cibi, il ricorso a rimedi fitoterapici, la pratica regolare di attività fisica, l’esposizione alla luce solare, i massaggi, il sesso, la socializzazione, lo yoga e la meditazione.

Seratonina da alimenti

Il precursore della serotonina è il triptofano, un amminoacido essenziale, che non viene prodotto dal nostro organismo, ma necessita di essere introdotto attraverso l’alimentazione. Occorre subito precisare che non tutti i cibi ad alto contenuto di triptofano producono automaticamente serotonina, poiché quest’ultima, per essere sintetizzata dal nostro organismo, ha bisogno della presenza di carboidrati, FERRO e vitamine del gruppo b.

Pertanto, assumendo ad esempio considerevoli quantità di tacchino, alimento ricchissimo di triptofano, non innalzeremo automaticamente i livelli di serotonina. È di fondamentale importanza privilegiare gli alimenti ricchi di Vitamina B, tra cui latte, pesce, cereali integrali, legumi, miele, agrumi, alcuni vegetali ( indivia, spinaci, patata, cavoli, asparagi, pomodori,funghi, bietola, lattuga), banane, PAPAYA, ananas e avocado. La vitamina B2 e B6 così come il ferro e i carboidrati, facilitano l’assorbimento del triptofano da parte del nostro organismo.

Seratonina e zuccheri

Inoltre tutti i cibi ricchi di zucchero hanno la capacità di aumentare i livelli di serotonina nel sistema nervoso centrale. L’introduzione di zuccheri provoca la produzione di insulina, ormone che favorisce la penetrazione dei nutrimenti nelle cellule, ad eccezione del triptofano.
A differenza degli altri amminoacidi, il triptofano non viene assorbito e resta in circolo nel sangue, venendo quindi facilmente assimilato a livello del sistema nervoso centrale. Questo meccanismo spiega perché i cibi dolci sono in grado di produrre serotonina, aumentando il buon umore e il benessere generale. Per questo motivo quando ci sentiamo giù d’umore o magari siamo stressati o preoccupati, desideriamo la cioccolata o altri cibi ricchi di zucchero, definiti non a caso “cibi di conforto”. L’assunzione di zuccheri determina una eccessiva produzione di insulina, che tende ad abbassare il tasso di glicemia fino a portarlo al di sotto dei suoi livelli fisiologici, determinando una situazione di ipoglicemia e quindi il desiderio di ingerire altri zuccheri.
In pratica la reazione insulinica determinata dall’iperglicemia innesca un circolo vizioso, poiché porta a una rapida metabolizzazione degli zuccheri, generando nuovamente il desiderio di ingerire cibi dolci. In questo modo, nel lungo periodo, la serotonina favorisce l’insorgenza della sindrome metabolica, predisponendo al diabete di tipo II.

Seratonina e carboidrati complessi

Per soddisfare il nostro bisogno di serotonina, senza però incorrere nel rischio di ingrassare o di sviluppare malattie anche gravi, è preferibile assumere cibi a basso contenuto calorico ma ricchi in triptofano, come ad esempio la frutta, o carboidrati complessi come i cereali integrali. I carboidrati cosiddetti complessi, infatti, evitano che si verifichi il cosiddetto ‘picco glicemico’, poiché rilasciano gli zuccheri in maniera graduale, impedendo un’eccessiva produzione di insulina nel sangue e spezzando il tipico circolo vizioso rappresentato dallo schema seguente:
desiderio di dolce- iperglicemia- insulina-ipoglicemia- desiderio di dolce.

Fatte queste doverose premesse, vediamo schematicamente quali sono gli alimenti a più alto contenuto di triptofano :

  • Latte
  • Uova di alta qualità
  • Noci
  • Yogurt
  • Cioccolato fondente
  • Pesce di mare
  • Tacchino
  • Formaggio fresco
  • Carne
  • Semi oleosi
  • Legumi secchi
  • Cereali integrali
  • Miele
  • Agrumi
  • Frutta come kiwi, ananas, banane, ciliege visciole, prugne, papaya e datteri
  • Vegetali come indivia, spinaci, patate, cavoli, asparagi, pomodori, funghi, bietole e lattuga

Seratonina dalle piante (fitoterapia)

Tra le piante che favoriscono l’innalzamento dei livelli di serotonina nel sistema nervoso centrale, la più conosciuta è sicuramente la GRIFFONIA Si tratta di una leguminosa originaria delle zone tropicali dell’Africa centro occidentale. Il suo altissimo contenuto di triptofano la rende particolarmente indicata come rimedio per contrastare bassi livelli di serotonina, associati a disturbi depressivi e stati ansiosi.

Un’altra pianta in grado di stimolare il contenuto di serotonina è la SPIRULINA, un’alga azzurra che vive nelle acque salmastre delle zone tropicali e subtropicali. Contiene un’altissima percentuale di triptofano, amminoacido precursore della serotonina, che a sua volta è un precursore della melatonina. Per questo, l’assunzione di SPIRULINA migliora l’umore e promuove una sensazione di calma e felicità.

Altri metodi per stimolare la seratonina

1. attività fisica: il nostro stile di vita influisce sulla produzione di quest’ormone. In particolare, praticare regolarmente attività fisica è un ottimo metodo per innalzare i livelli di serotonina. Non bisogna essere degli atleti. È sufficiente anche un’attività blanda, come una camminata di 30 minuti. L’importante è essere costanti, trasformando la pratica episodica in routine quotidiana.
2. esposizione solare. L’esposizione alla luce del sole, oltre ad essere un valido aiuto per il nostro sistema scheletrico in quanto favorisce l’assorbimento di vitamina D fissando il calcio nelle ossa, è una fonte naturale e privilegiata di serotonina
3. massaggi : attraverso i massaggi, si mette in circolo la serotonina, contrastando la produzione di cortisolo, ormone responsabile dello stress, e favorendo un senso di benessere generale
4. attività sessuale : durante il sesso, il nostro corpo rilascia ossitocina e serotonina, ormoni in grado di aumentare il buon umore e di generare un senso di benessere diffuso
5. Leggi anche: Ossitocina: cos’è, dove si trova e come stimolare l’ormone dell’amore
6. socializzazione: avere degli affetti solidi e delle buone relazioni interpersonali contrasta lo stress e la depressione, promuovendo il buon umore e un atteggiamento positivo verso la vita
7. yoga e meditazione: queste pratiche innalzano i livelli di serotonina, sia perché favoriscono uno stato di benessere generale, contrastando stress e ansia, sia perché contribuiscono a una migliore ossigenazione del sangue, facilitando l’assorbimento dell’ormone della felicità
8. REIKI poiché attiva in maniera eccellente il chakra bindu e lalana chakra che producono e trasmettono questo ormone in tutto il corpo.

Seratonina da farmaci

La serotonina è un neurotrasmettitore importantissimo, la cui carenza può comportare l’insorgere di patologie anche gravi, quali depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, crisi di ansia e attacchi di panico. Normalmente può essere integrata attraverso una dieta bilanciata e un corretto stile di vita, ma a volte ciò non è sufficiente.

Seratonina e fibromialgia

Nei casi più gravi, un deficit di serotonina può provocare addirittura l’insorgenza della fibromialgia, una patologia caratterizzata da dolore e perenne tensione muscolare, all’origine di rigidità e difficoltà nei movimenti.
Si ricorre allora alla somministrazione di farmaci antidepressivi, in grado di stimolare la produzione di quest’importantissimo mediatore ormonale. Ne esistono di moltissimi tipi, dai ‘vecchi’ triciclici a quelli di ultimissima generazione, ma sostanzialmente l’azione che svolgono è sempre la stessa : queste sostanze sono in grado di inibire la ricaptazione (riassorbimento) della serotonina. A livello del sistema nervoso centrale, infatti, una volta rilasciata, una parte della serotonina interagisce con i recettori, mentre quella in eccesso viene riassorbita. Questi farmaci, chiamati SSRI ( Inibitori selettivi della Ricaptazione della Serotonina) agiscono bloccandone il riassorbimento e potenziandone il rilascio.

Eccesso di seratonina (sindrome serotoninergica)

Uno squilibrio per eccesso o per difetto nei livelli di serotonina può determinare conseguenze molto negative. Come detto, bassi livelli di serotonina provocano depressione, ansia, attacchi di panico e, in casi estremi, sono all’origine della fibromialgia. Ma anche un tasso eccessivo di serotonina in circolo, provocata dall’assunzione prolungata di farmaci antidepresssivi, può avere effetti negativi sulla salute.
Si chiama sindrome serotoninergica e i suoi sintomi comprendono mal di testa, allucinazioni, disturbi comportamentali, agitazione, confusione, tremori, contrazioni muscolari, brividi, tachicardia, sudorazione, nausea e diarrea. In concomitanza di almeno tre di questi sintomi, il trattamento farmacologico va immediatamente sospeso, assumendo antagonisti della serotonina. Generalmente, già dopo le prime 24 ore, si ha una rapida remissione del disturbo.