refined sugar in glass cup with sugar bowl isolated on white backgroundOggi parliamo dello zucchero: così bianco, cristallino e dolce… ma se è così buono perché fa tanto male? Sono sicuro che già dicendovi come viene prodotto vi passerà la voglia di mangiarlo: prima di tutto lo zucchero bianco viene sottoposto ad una serie di complesse trasformazioni industriali, tra cui la depurazione con latte di calcio che provoca la perdita di sostanze organiche, enzimi e sali. Si ottiene un succo zuccherino che viene trattato con anidride carbonica e poi acido solforoso per eliminare il colore scuro. Successivamente viene filtrato e decolorato con carbone animale e infine trattato con il blu idantrene (proveniente dal catrame) per eliminare le tracce di giallo. Ecco come nasce lo zucchero bianco… avete ancora voglia di aggiungerlo al caffè, alla spremuta o alla base della torta? Ve le sentite di ingerire tante sostanze tossiche?

Vediamo come funziona il nostro organismo:

Il corpo umano è programmato per ottenere energia dai carboidrati. L’uomo da sempre è stato attratto dal sapore “dolce” dei carboidrati perché in natura tutto ciò che è dolce, normalmente, non è velenoso. Quando consumiamo carboidrati complessi come cereali Carboidratiintegrali, verdura, fagioli e lenticchie, o carboidrati semplici come la la frutta il nostro organismo digerisce questi cibi e libera lentamente l’energia che ne ricava. In pratica fa ciò per cui è stato programmato. Questo processo funziona con alimenti non lavorati. Purtroppo però l’uomo, per migliorare la qualità degli alimenti e la loro conservazione, ha imparato a lavorare “i carboidrati”, ad estrarne il dolce e ad utilizzare solo quello. Tutte le forme concentrate di zuccheri come lo zucchero bianco, di canna, malto, miele e glucosio sono a pronto rilascio, cioè forniscono subito un’elevata dose di energia determinando un aumento della glicemia. Se lo zucchero ingerito non è necessario e non viene utilizzato il nostro organismo lo accumula nei tessuti trasformandolo in grasso. Non solo, quando consumiamo carboidrati semplici (cioè che rilasciano subito zucchero nel sangue) otteniamo un aumento rapido della glicemia e sentiamo aumentare improvvisamente le energie ma altrettanto rapidamente le perdiamo in quanto l’organismo cerca di riportare in equilibrio la glicemia.

Mantenere la glicemia costante è fondamentale sia per controllare il peso, sia per determinare il livello energetico ma anche per non incorrere in alcune malattie come il diabete. Quando il glucosio disponibile nel sangue è troppo, il nostro organismo lo immagazzina sotto forma di adipe, mentre se il glucosio è insufficiente avvertiamo lo stimolo della fame e diventiamo irritabili, stanchi, abbiamo difficoltà di concentrazione, diventiamo nervosi fino ad arrivare ad avere disturbi quali la depressione, cefalea, disturbi digestivi, candidosi a altre infezioni ginecologiche. Spesso l’aggressività nei bambini è causata da un’alimentazione troppo ricca di zuccheri (il consiglio è di eliminare bevande zuccherate come la Cola e le merendine). Ecco dunque perché il livello di glicemia nel sangue dovrebbe sempre essere costante. Il diabete rappresenta una forma estrema di squilibrio della glicemia.

Come si mantiene costante la glicemia?

Il modo migliore per mantenere costante la glicemia consiste nel controllare il carico glicemico CG del cibo. Il carico glicemico è un parametro che tiene conto dell’IG (indice glicemico cioè la capacità di un alimento di liberare zuccheri nel sangue) e della quantità di carboidrati presenti in quell’alimento. Per la nostra dieta è importante non consumare più di 50 punti di CG al giorno (40Cg se si vuole dimagrire). In commercio sono disponibili numerose tabelle che indicano il CG di ciascun alimento corrispondente alla quantità da assumere.

In generale la pasta di farina bianca, il pane bianco , la banane, le patate al forno, il cioccolato, le bibite gasate, i succhi di frutta e tutti gli alimenti raffinati hanno un CG elevatoe liberano una carica improvvisa di glucosio, che fornisce un rapido aumento di energia, seguita da un esaurimento altrettanto rapido. Questo porta a tutti i disturbi sopra indicati nonchè ad un deterioramente delle arterie.

ZI carboidrati a lento rilascio di glucosio invece sono l’ideale: possiamo mangiare la pasta e il riso integrale, la frutta fresca, l’avena a colazione, piselli, fagioli e lenticchie; inoltre consumando i carboidrati a basso CG insieme con alimenti proteici si ottiene un maggiore effetto stabilizzante sulla glicemia (ad esempio salmone accompagnato da pasta integrale).

Non potete fare a meno dello zucchero? Ecco le alternative:

Una valida alternativa allo zucchero è lo xilitolo, uno zucchero vegetale che ha uno scarso effetto sulla glicemia. In commercio trovate anche il dolcificante alla stevia, estratto dall’omonima pianta e del tutto naturale oppure utilizzate lo zucchero di canna grezzo.Attenzione nei bar spesso trovate un finto zucchero di canna (zucchero bianco colorato), il vero zucchero di canna lo riconscete perché rimane umido e appiccicoso. Anche il miele è sconsigliato in quanto, durante la lavorazione, viene sottoposto a un trattamento termico fluidificante che trasforma lo zucchero naturale del miele in un altro zucchero a rilascio rapido.

Quando sentite il famoso “calo di zuccheri” non rifugiatevi in un caffè zuccherato o in una 9k=bevanda gasata, non vi servirà a molto! Puntate piuttosto sulla frutta fresca! Le prugne ad esempio sono ricche di xilitolo e quindi vi daranno molta più energia e sopratutto lentamente…

 

 


Stefano Zanardi

Consulente Tecnico/Scientifico ID 4146868 Coral Club International

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