Perdere troppe ore di sonno provoca danni alla memoria ed alla capacità di apprendimento. La recente scoperta riguarda come la privazione da sonno colpisce l’apprendimento e la memoria spaziale nel tempo.

La perdita di sonno colpisce sopratutto una zona del cervello chiamata ippocampo, che è particolarmente importante per la memorizzazione di luoghi e posizioni. “Adattare costantemente i ricordi alle mutevoli condizioni è essenziale per gestire le variazioni regolari di un ambiente, come ad esempio il tragitto da un nuovo posto di lavoro a casa”.

E’ stato scoperto che il cervello può temporaneamente compensare gli effetti da perdita del sonno modificando i meccanismi di apprendimento alternativi in altre aree. Il gruppo di ricerca dell’Università di Gronigen ha addestrato gruppi di topi in attività spaziali utilizzando stimoli ambientali. Dopo l’allenamento quotidiano i topi sono stati privati del sonno per cinque ore, una fase ritenuta critica per il consolidamento della memoria. Inizialmente i ricercatori non hanno osservato alcun effetto evidente causato dalla perdita di sonno. Ma dopo qualche tempo, soprattutto durante il cambiamento dell’allenamento, la performance dei topi è diminuita in modo significativo. I risultati hanno confermato che la privazione del sonno colpisce l’ippocampo e l’apprendimento spaziale, ma ancora non è chiaro perchè alcune aree del cervello siano più sensibili alla perdita del sonno rispetto ad altre.

Lo studio ha dimostrato però che non c’è bisogno di perdere troppo sonno per diminuire la memoria. Se avviene nella fase del consolidamento, una perdita di sonno, seppur breve, potrebbe essere sufficiente a causare dei deficit abbastanza seri. Over 30

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L’ossido nitrico infatti è fondamentale per le funzioni della memoria , dato che il cervello lo usa per immagazzinare e recuperare la memoria a lungo termine, così come per la trasmissione di informazioni. In altre parole può avere anche un ruolo fondamentale nella prevenzione di malattie come il morbo di Alzhaimer.

Problemi di insonnia? Durante la notte tendi a non dormire in maniera continuativa e a svegliarvi spesso? Be’, questo potrebbe avere effetti sulla tua capacità di immagazzinare ricordi. Che il sonno sia un fenomeno importante da monitorare è cosa nota. Ma è anche un fenomeno estremamente complesso da analizzare, perché è molto difficile considerare un solo parametro visto che ci sono molte variabili in ballo.

Per cercare di individuare una correlazione fra l’interruzione del sonno e la perdita di memoria (o più semplicemente problemi a ricordare eventi a breve termine), un gruppo di ricercatori dello Howard Hughes Medical Institute ha utilizzato una tecnica optogenetica (un scienza emergente, che combina tecniche ottiche e genetiche di rilevazione, allo scopo di sondare circuiti neuronali all’interno di cervelli intatti di mammiferi e di altri animali).

Sono stati utilizzati come cavie dei topi da laboratorio; con marcatori optogenetici sono stati “segnati” dei neuroni che hanno un ruolo chiave nei processi di eccitazione. Poi, questi neuroni sono stati attivati periodicamente, in modo da interrompere il sonno delle cavie. Dopodiché si è valutata l’attitudine delle cavie a “imparare” e ricordare quel che si era imparato. Ebbene, i dati pubblicati da Proceedings of the National Academy of Sciences dimostrano chiaramente che il sonno interrotto peggiora le capacità di memorizzazione fino al 72%.

In sostanza, un’unità minima di sonno ininterrotto è fondamentale per i ricordi.

Ciò significa che, se ti capita spesso di dimenticarvi cose che fanno parte della tua quotidianità, c’è la possibilità (ovviamente non esclusiva) che ciò dipenda dal fatto che dormi male.

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Stefano Zanardi

Consulente Tecnico/Scientifico ID 4146868 Coral Club International

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